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Alla ricerca di valore ignorato tra i titoli azionari in Europa

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I titoli azionari hanno messo a segno una ripresa notevole rispetto ai giorni più bui della crisi finanziaria europea. Tuttavia, ora che molti indici azionari hanno raggiunto o sono prossimi a massimi pluriennali e i mercati evidenziano una tendenza crescente alla volatilità, gli investitori potrebbero chiedersi se ulteriori guadagni possano essere ancora commisurati ai rischi da assumere. In questo quadro complesso, Mike Clements, Portfolio Manager di Franklin Equity Group®, sostiene che in Europa e nel Regno Unito vi sono ancora molte società che registrano buone performance, ma sono trascurate dai mercati, e che in questo momento le imprese e i settori ignorati dai mercati offrono agli investitori un livello elevato di valore in termini di fondamentali.

Michael ClementsMike Clements, Vice President
Portfolio Manager & Research Analyst, European Equity
Franklin Equity Group®

Nel corso dell’ultimo anno e mezzo, i fondamentali economici europei si sono andati riprendendo da una delle crisi finanziarie più gravi dai tempi della Grande Depressione. Per realizzare i rilevanti progressi osservati, vari paesi europei hanno attuato riforme strutturali radicali. Allo stesso tempo, la Banca Centrale Europea (BCE) ha adottato una politica monetaria caratterizzata da tassi d’interesse storicamente bassi e numerose misure straordinarie a sostegno degli investimenti e della crescita. Il mio team ed io non siamo stati quindi sorpresi dalla ripresa dei titoli azionari che ha accompagnato quella delle economie. Ciò nonostante, riteniamo che non sia troppo tardi per investire in titoli azionari europei. Come investitori di lungo termine, quando parliamo di titoli europei ragioniamo su un orizzonte temporale di almeno cinque anni e in quest’ottica riteniamo che il momento attuale sia ancora ottimo per investire.

In termini di valutazioni azionarie, il mercato europeo in generale è scambiato a multipli di circa 14x gli utili prospettici rispetto ai multipli di oltre 15x gli utili dei mercati statunitensi (31 marzo 2014).[1] I mercati del Regno Unito ed europei hanno tuttavia offerto agli investitori un rendimento azionario intorno al 3,5%, superiore al 2% circa espresso dai mercati statunitensi2 e ci sembrano pertanto interessanti rispetto agli altri mercati mondiali.

Riteniamo inoltre che i rendimenti azionari europei si rapportino favorevolmente con quanto offerto dal mercato obbligazionario. I rendimenti obbligazionari in Europa sono estremamente bassi poiché la BCE ha mantenuto una politica monetaria estremamente accomodante. Le società europee non sono certo esenti da problemi, ma in un’ottica di lungo termine ritengo che in generale il loro valore in termini di fondamentali sia interessante.

Ristrutturazione delle economie

Le misure adottate dai politici europei per ristrutturare le economie a nostro avviso sono state soddisfacenti. Per esempio, in Spagna sono state attuate varie riforme strutturali che hanno reso la forza lavoro più competitiva rispetto ad altre economie mondiali, favorendo a loro volta la ripresa complessiva. Ora la Spagna vanta anche una bilancia commerciale positiva.

Osserviamo inoltre che molti indicatori economici in Portogallo, Irlanda e Francia stanno volgendo in positivo, aiutando così a creare un contesto migliore per le società che hanno sede in questi paesi.

Da qualche tempo siamo attirati dai settori europei dei consumi e industriali poiché pensiamo che in queste aree vi siano società con vantaggi notevoli rispetto alla concorrenza, bilanci solidi, cash flow soddisfacenti e prezzi interessanti. Negli ultimi tempi abbiamo osservato con interesse il settore dei servizi petroliferi e le industrie nell’area delle attrezzature minerarie.

Politica governativa in aiuto dell’edilizia del Regno Unito

Il Regno Unito è in una fase di ripresa più avanzata rispetto alla maggior parte dell’Europa e il suo mercato azionario riflette questa situazione. Il mercato immobiliare britannico è un importante propulsore dell’economia e la politica governativa ha attuato buone misure atte a stimolare questo settore; inoltre esso è stato favorito dalla politica monetaria estremamente accomodante, inclusi tassi d’interesse storicamente bassi.

Abbiamo cercato di acquisire esposizione al mercato immobiliare del Regno Unito in generale tramite titoli del settore immobiliare, ma anche mediante società esposte ai consumi al dettaglio, le cui condizioni sono a nostro giudizio in via di miglioramento. Ritengo che nel Regno Unito le difficoltà effettive potranno venire alla luce nel più lungo termine, per esempio nel momento in cui i tassi d’interesse aumenteranno e le ripercussioni di tali aumenti sui consumatori da una parte e sulla capacità delle società di generare liquidità dall’altra.

Ripresa in Europa

Nell’Europa continentale, l’economia è complessivamente ancora in fase di ripresa, ma poiché selezioniamo i titoli basandoci su un processo bottom-up, tendiamo a non concentrarci sui fattori macroeconomici e non dedichiamo molto tempo a valutare se investire in Germania piuttosto che in Francia a causa di un diverso andamento delle riprese dell’economia osservate. Riteniamo che sia essenziale esaminare le singole società per capire che cosa sia scontato nelle loro valutazioni e individuare dove esistano anomalie che implicano l’analisi di parti del mercato trascurate. Tendiamo ad attuare questo processo preferendo concentrarci sull’analisi di ogni singolo titolo piuttosto che di paesi o settori specifici.

Per esempio, abbiamo riscontrato timori e turbolenze più marcati in settori esposti ai mercati emergenti, quali i titoli minerari e dei servizi petroliferi, due aree di mercato trascurate dagli investitori nel più breve termine. Troviamo idee anche in parti dei mercati che investono direttamente nei mercati emergenti.

Approccio mirato

Per spiegare meglio il nostro stile d’investimento, possiamo paragonarlo a un approccio selettivo mirato a quelli che a nostro avviso sono i singoli titoli migliori nell’universo di mercato generale. Ricerchiamo su tutto il mercato europeo le società che giudichiamo migliori e con le valutazioni più interessanti, imprese di qualità elevata che a nostro giudizio hanno vantaggi competitivi, ma le cui valutazioni attuali appaiono attraenti in quanto per qualche motivo sono trascurate.

Fusioni e acquisizioni (M&A) rappresentano un’altra area di interesse, pur non rientrando attivamente nel nostro processo di selezione dei titoli. Cercare di capire i numerosi fattori che concorrono a questo tipo di decisioni è alquanto arduo e gli esiti sono altrettanto difficili da prevedere. Le operazioni di fusione e acquisizione sono chiaramente in ripresa in Europa. Sul fronte societario, da anni le aziende europee sono impegnate a ridurre l’indebitamento che grava sui loro bilanci e molte di esse godono di una posizione finanziaria estremamente robusta. Ciò vale anche sul fronte del private equity.

A fronte del miglioramento dei mercati, le società hanno riacquistato fiducia nelle operazioni di fusione e acquisizione e dispongono della liquidità per poterle effettuare. Pur non andando attivamente alla ricerca di candidati a tale tipo di operazioni, le società che cerchiamo costituiscono obiettivi interessanti per un’acquisizione perché acquistiamo titoli di imprese che possiedono vantaggi competitivi, bilanci forti e generano livelli elevati di cash flow libero. Queste sono caratteristiche interessanti non soltanto per noi ma anche per qualunque potenziale acquirente.

I commenti, le opinioni e le analisi di Mike Clements hanno finalità puramente informative e non devono essere considerati come una consulenza individuale in materia di investimenti né come una raccomandazione a investire in un titolo o ad adottare una strategia di investimento. Le condizioni di mercato ed economiche sono passibili di rapidi cambiamenti, pertanto i commenti, le opinioni e le analisi si intendono resi alla data di questo post e sono soggetti a modifiche senza preavviso. Il materiale non intende costituire un’analisi completa di tutti i fatti rilevanti relativi a un paese, una regione, un mercato, un settore, un investimento o una strategia.

Quali sono i rischi?

Tutti gli investimenti comportano rischi, inclusa la perdita del capitale. Il valore degli investimenti può subire rialzi e ribassi; di conseguenza, gli investitori potrebbero non recuperare l’intero ammontare del proprio investimento. I prezzi delle azioni subiscono rialzi e ribassi, talvolta estremamente rapidi e marcati, a causa di fattori che riguardano singole società, particolari industrie o settori o condizioni di mercato generali. Gli investimenti esteri comportano rischi particolari quali fluttuazioni dei cambi, instabilità economica e sviluppi politici. Gli investimenti nei mercati emergenti implicano rischi accentuati connessi con gli stessi fattori, oltre a quelli associati alle dimensioni relativamente minori e ai volumi inferiori di liquidità dei mercati in questione.

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[1].Fonte: FactSet, MSCI. © 2014 FactSet Research Systems Inc. Tutti i diritti riservati. Le informazioni qui contenute: (1) sono proprietà esclusiva di FactSet Research Systems Inc. e/o dei suoi fornitori di contenuti; (2) non possono essere copiate o distribuite e (3) non sono coperte da alcuna garanzia di accuratezza, completezza o tempestività. FactSet Research Systems Inc. e i suoi fornitori di contenuti non sono in alcun caso responsabili di danni o perdite derivanti dall’utilizzo di tali informazioni. MSCI disconosce qualunque dichiarazione o garanzia implicita o espressa e non si assume alcuna responsabilità riguardo ai dati MSCI qui riportati. I dati MSCI non possono essere ulteriormente ridistribuiti o utilizzati come base per altri indici o qualunque tipo di titolo o prodotto finanziario. Gli indici non sono gestiti e non è possibile investire direttamente in un indice. La performance del passato non costituisce una garanzia di risultati futuri.

2 Vedere il grafico Rendimenti azionari medi.