Incontro con il Gestore: J.P. Scandalios
30 marzo 2017

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A volte il settore tecnologico può essere alquanto turbolento per gli investitori, ma può essere anche fonte di opportunità interessanti. Come gestore di portafoglio ed analista attivo nel settore tecnologico negli ultimi venti anni, J.P. Scandalios ha visto crollare un buon numero di “dot.com”, ma ha anche assistito ad alcuni straordinari successi che hanno letteralmente cambiato il mondo. L’ufficio da cui lavora è vicino al cuore della Silicon Valley, in California, pertanto a breve distanza dalle società che creano cambiamenti radicali e promuovono l’innovazione grazie a tecnologie all’avanguardia.  Quest’intervista ci consente di conoscere più a fondo J.P. Scandalios ed il suo approccio all’investimento.

JP Scandalios

J.P. Scandalios

J.P. Scandalios, CFA
Senior Vice President, Director
Portfolio Manager
Franklin Equity Group

So che sei stato un atleta quando eri più giovane e studiavi per conseguire la laurea di primo livello in storia. Come si è sviluppata la tua carriera nei servizi finanziari e che cosa ha attirato il tuo interesse?
 
J.P. Scandalios: Mentre studiavo per conseguire la laurea in storia, ho seguito vari corsi di matematica, economia e contabilità, apprezzandone l’approccio alla soluzione dei problemi. Dopo la laurea, ho ricevuto due offerte di lavoro, una delle quali per un programma di formazione manageriale alla Chase Manhattan Bank.

J.P. Scandalios

J.P. Scandalios in Grecia

Data la mia affinità per questo tipo di disciplina, i servizi finanziari mi sono sembrati una buona opportunità. Il mio secondo incarico alla Chase è stato all’interno della divisione di private banking, dove mi sono occupato del lancio dei suoi primi fondi comuni. Mi affascinava il complesso di tutti gli aspetti della ricerca, dell’analisi dei titoli, della gestione dei portafogli e dell’attività nei mercati finanziari.

Chase Manhattan e Franklin sono le due uniche società per cui ho lavorato, con solo un intervallo tra l’una e l’altra durante il quale ho frequentato l’università per conseguire la laurea di secondo livello. L’ironia è che la seconda offerta di lavoro che ho ricevuto (e rifiutato) dopo la laurea triennale era in una società di semiconduttori di cui ora mi occupo in veste di analista di ricerca.

Quando da giovane giocavi a football (americano), hai acquisito qualche insegnamento applicabile poi alla tua carriera professionale?

J.P. Scandalios: Lo sport, a qualunque livello, offre esperienze preziose a livello di legami, disciplina, avversità, vittorie e sconfitte, spingersi ai limiti, valore del duro lavoro, preparazione e molto altro ancora. È indubbio che queste esperienze si trasferiscono successivamente sulla vita e sul luogo di lavoro. Gli sport nelle università amplificano notevolmente le sensazioni perché carriere, mezzi e ricavi delle università risentono delle vittorie, delle sconfitte e, nel nostro caso, della partecipazione alle partite.

Gli sport a livello universitario non sono più giochi praticati per divertimento, ma un’industria multimiliardaria, un microcosmo della nostra attività. La ricerca azionaria e la gestione di portafoglio richiedono gran parte delle stesse discipline, con un grado di attenzione simile. Come negli sport, abbiamo una pagella giornaliera per giudicare le nostre performance e le società durature hanno forti culture, processi collaudati nel tempo e persone di alta qualità. Superare i parametri di riferimento è sempre gratificante ma, a mio giudizio, non è certo pari all’entusiasmo di battere la squadra di football della University of Southern California davanti a 90.000 tifosi!

Cosa definisce il tuo approccio come gestore degli investimenti?

J.P. Scandalios: Definirei il mio approccio metodico e paziente, con una buona dose di scetticismo. Sono piuttosto avverso al rischio, il che potrebbe sembrare un ossimoro per un investitore nel settore tecnologico.

Nel lungo termine, ho trovato molto più facile concentrarmi sulle società di alta qualità a nostro avviso dotate di capacità o persone diversificate. Sono fermamente convinto che il nostro migliore strumento di gestione del rischio sia in primo luogo fare in modo che l’inserimento di un titolo in portafoglio sia un processo veramente rigoroso/meticoloso.

La tua area di competenza è la tecnologia. Puoi evidenziarci alcune aree che al momento ti entusiasmano particolarmente?

J.P. Scandalios: Come analista di ricerca in campo azionario mi occupo del settore dei semiconduttori, al momento animato da alcune interessanti tendenze quali l’interconnessione ottica in reti e centri dati, intelligenza artificiale, realtà virtuale, sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS), drive a stato solido (SSD), chip di connettività e sensori per numerosi dispositivi “Internet delle cose” (IoT), ricarica wireless ed infine lo standard wireless 5G.

Nel settore tecnologico più in generale, rilevo molte potenti tendenze di lungo periodo in cui la spesa sta aumentando significativamente. Tra queste vi sono i cloud pubblici, Software-as-a-Service (SAAS), cybersicurezza, transazioni/pagamenti digitali, e-commerce, robotica, social media e media on-demand, oltre alle tendenze che ho ricordato prima.

In che modo il boom ed il crollo delle “dot.com” più di vent’anni fa hanno modificato l’approccio degli investitori al settore tecnologico? Vi sono differenze nel modo in cui di conseguenza tu ed il tuo team valutate oggi il settore?

J.P. Scandalios: Sembra incredibile pensare che la bolla delle dot.com risalga effettivamente a “vent’anni fa”! Per molti anni, gli investitori non hanno voluto sentire parlare dei titoli tecnologici, poiché le cicatrici finanziare erano molto profonde. Una generazione di investitori ha abbandonato il settore ed alcuni guardano ancora alle società tecnologiche con un certo grado di scetticismo.

Sono convinto che un aspetto positivo del boom/scoppio è che molti investitori sono ora più disciplinati, vogliono vedere profitti, od un chiaro indicatore di redditività e sono più consapevoli delle valutazioni attribuite ai titoli tecnologici. Avendo superato la fase del boom/scoppio delle dot.com, il nostro team di analisi di ricerca in campo tecnologico è più che mai diligente. A mio giudizio, siamo più ragionevoli e consapevoli di quel tipo di esuberanza eccessiva. 

Il settore tecnologico può essere volatile. Come gestisci i periodi di tensione e quale messaggio desideri trasmettere agli investitori in merito a fasi di mercato difficili?

J.P. Scandalios: Agli investitori dico che accettiamo la volatilità del settore tecnologico e cerchiamo di sfruttarla.  È più facile a dirsi che a farsi e probabilmente non aiuta la mia pressione arteriosa! Tuttavia avere oltre 20 anni d’esperienza e poter contare su un team esperto sono elementi preziosi. Abbiamo vissuto fasi di volatilità ricorrente. Cerchiamo di ricordarci che anche questa passerà, di mantenere la nostra disciplina ed i nostri processi collaudati e di tenere presente che i periodi di difficoltà offrono spesso opportunità straordinarie. In molti casi, i nostri analisti conoscono queste società tecnologiche, come o meglio di chiunque a Wall Street e speriamo che ciò alla fine conti.

Il mio messaggio per gli investitori è che il settore tecnologico è sinonimo di innovazione. L’innovazione può causare turbative, che a loro volta hanno però la capacità di generare enormi rendimenti nel tempo, a mio giudizio di gran lunga superiori ad altri settori.

Per me sarebbe più difficile argomentare le ragioni per cui gli investitori non dovrebbero prendere in considerazione il settore tecnologico. Come ho ricordato prima, le opportunità emergono spesso proprio durante i periodi di difficoltà.

Oltre a gestire un portafoglio tecnologico, cogestisci anche un portafoglio growth di titoli statunitensi a bassa e media capitalizzazione. Come differenzi le opportunità od il tuo approccio?

J.P. Scandalios: Pur avendo più di vent’anni di esperienza come analista di ricerca e gestore di portafoglio nel settore tecnologico, ho dedicato parecchio tempo ad approfondire la conoscenza dei titoli non tecnologici e dei fattori critici dei quali si deve tenere conto quando si investe in altri settori (finanza, energia, materiali, salute, industria, ecc.). È come imparare parecchie nuove lingue contemporaneamente.

Ciò detto, non differenzio le opportunità. Il mio approccio globale alla gestione di qualsiasi portafoglio è cercare di identificare ed investire opportunisticamente nei migliori operatori e protagonisti di ogni settore, mantenendo al contempo un orizzonte temporale d’investimento di lungo termine.

With family in Greece

In Grecia con la famiglia

Qual è la parte preferita o più gratificante del tuo lavoro?

J.P. Scandalios: Sono ancora veramente entusiasta della modellazione e di tutto il lavoro e le analisi che sono alla base dell’elaborazione delle proiezioni finanziarie per una società soprattutto, naturalmente, se si traducono in buone performance dei nostri investimenti.  Assistere alla realizzazione dello scenario prospettato può essere davvero gratificante. Nel mio caso, capire quale funzione può consentire il semiconduttore di una società, quanti esemplari ne possono essere venduti, a quali clienti, a quale prezzo, chi sono i concorrenti di questa società, ecc. e stimare la sua redditività finale rimangono un esercizio mentale stimolante. La nostra ricerca rappresenta la nostra competenza primaria ed i nostri analisti sono la colonna portante della nostra società.

C’è qualcosa che ci sorprenderebbe sapere di te?

J.P. Scandalios: Sono di origine greca e sino a circa 300 anni fa il mio cognome era Skilas. La pesca è, ed era, una delle industrie più importanti delle isole greche, soprattutto a quei tempi. Uno dei miei antenati fu sorpreso mentre “prendeva in prestito” una barca da pesca. Per evitare di causare vergogna eterna alla sua famiglia, gli venne ordinato di cambiare il cognome in Scandalios. Probabilmente non è la storia migliore da raccontare da parte di qualcuno che ha responsabilità fiduciarie, ma quell’episodio è accaduto molto tempo fa!

Cosa ti piace fare al di fuori del lavoro?

J.P. Scandalios: Mia moglie ed io abbiamo tre bambini vivaci che ci tengono piuttosto impegnati! A parte questo, nel tempo libero mi piace giocare a golf. Mia moglie (anche lei greca) ed io amiamo viaggiare, soprattutto nelle isole greche. Cerco anche di fare costantemente attività fisica per evitare i capricci della vecchiaia, ma sembra che non funzioni, perché continuo a diventare più vecchio, ma anche più saggio, od almeno lo spero!

CFA® e Chartered Financial Analyst® sono marchi registrati di proprietà del CFA Institute.

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Quali sono i rischi?

Tutti gli investimenti comportano rischi, inclusa la possibile perdita del capitale. Il valore degli investimenti può subire rialzi e ribassi, di conseguenza gli investitori potrebbero non recuperare l’intero ammontare del proprio investimento. I prezzi dei titoli growth riflettono previsioni di ricavi od utili futuri e possono pertanto scendere notevolmente se una società non riesce a raggiungere tali previsioni. Il settore tecnologico è storicamente volatile a causa del suo ritmo rapido di cambiamento e sviluppo dei prodotti. Le società tecnologiche possono essere di dimensioni ridotte e/o relativamente giovani e senza esperienza. Le società di piccole e medie dimensioni o relativamente nuove o senza una lunga storia possono essere particolarmente sensibili ai cambiamenti delle condizioni economiche e le loro prospettive di crescita sono meno certe di quelle delle società maggiori, più consolidate. Storicamente, questi titoli hanno registrato un livello di volatilità più elevato rispetto a quelli di società più grandi, soprattutto a breve termine. Nella misura in cui un portafoglio si concentra di volta in volta su particolari paesi, regioni, industrie, settori o tipi di investimento, può essere soggetto ad un rischio più elevato di sviluppi negativi in tali aree di focalizzazione rispetto a un fondo che investe in una gamma più ampia di paesi, regioni, industrie, settori od investimenti. A volte il mercato di un titolo particolare o tipo di titolo può diventare meno liquido, od addirittura illiquido.  Gli investimenti esteri comportano rischi particolari quali fluttuazioni dei cambi, instabilità economica e sviluppi politici. Gli investimenti nei mercati emergenti, un segmento dei quali è costituito dai mercati di frontiera, implicano rischi più accentuati connessi con gli stessi fattori, oltre a quelli associati alle dimensioni minori dei mercati in questione, ai volumi inferiori di liquidità ed alla mancanza di strutture legali, politiche, economiche e sociali consolidate a supporto dei mercati mobiliari. I rischi associati ai mercati emergenti sono generalmente amplificati nei mercati di frontiera poiché gli elementi summenzionati (oltre a vari fattori quali la maggiore probabilità di estrema volatilità dei prezzi, illiquidità, barriere commerciali e controlli dei cambi) sono di norma meno sviluppati nei mercati di frontiera. I prezzi delle azioni subiscono rialzi e ribassi, talvolta estremamente rapidi e marcati, a causa di fattori che riguardano singole società, particolari industrie o settori o condizioni di mercato generali. I prezzi delle obbligazioni si muovono di norma in direzione opposta a quella dei tassi d’interesse. Di conseguenza, a mano a mano che i prezzi delle obbligazioni detenute in un portafoglio d’investimento si adeguano ad un aumento dei tassi d’interesse, il valore del portafoglio può diminuire.