Oltre le notizie: alla ricerca di opportunità nei mercati di oggi
5 aprile 2017

Questo contenuto è disponibile anche in: Inglese, Francese, Tedesco, Spagnolo, Polacco

Download PDF

Con le reazioni dei mercati dovute in parte agli eventi geopolitici, è difficile non farsi distrarre dalle ultime notizie. Per vagliare la sostanza tra tanto rumore, parecchi dei nostri responsabili senior degli investimenti hanno di recente partecipato ad una tavola rotonda sugli eventi che plasmano oggi i mercati globali, le implicazioni per gli investitori e le aree in cui rilevano potenziali opportunità in futuro.  In quest’articolo, illustriamo una sintesi della tavola rotonda.

Senior Leader intervenuti

Christopher J. Molumphy, CFA
Executive Vice President
Chief Investment Officer
Franklin Templeton Fixed Income Group

Edward D. Perks, CFA
Executive Vice President
Chief Investment Officer
Franklin Templeton Equity

Stephen H. Dover, CFA
Managing Director, Chief Investment Officer
Templeton Emerging Markets Group and Franklin Local Asset Management

Sonal Desai, Ph.D.
Senior Vice President, Director of Research
Templeton Global Macro
Director of Research
Templeton Global Macro

Ed Perks: Negli Stati Uniti, osserviamo un potenziale di crescita più elevato, in termini di maggiori utili, cash flow più consistenti e dividendi più alti. Al contempo, rileviamo una maggiore differenziazione all’interno dei settori e tra i singoli titoli. Giudichiamo molto positivamente questo contesto, che per gestori attivi come noi consente un’auspicabile differenziazione a mano a mano che procediamo in questo ciclo.

Alla luce del marcato miglioramento del sentiment di imprese e consumatori, i mercati hanno generalmente fatto loro una parte del reflation trade e delle aspettative di accelerazione della crescita. A mio avviso, stiamo cominciando ad assistere ad un cambiamento della percezione di ciò che le società in ultima analisi offrono in termini di capacità di mantenere margini di utile elevati, in combinazione con potenziali mutamenti politici positivi, quali tasse più basse e minore regolamentazione economica.

Riteniamo che i titoli statunitensi esercitino ancora, in termini relativi, un’attrattiva piuttosto forte e riconosciamo l’esistenza di un potenziale di ulteriori rialzi, ma non senza rischi, che dobbiamo tenere sotto controllo. La reflazione può essere positiva, ma vi è un altro lato della medaglia: inflazione, aumento dei costi dei fattori di produzione e maggiori pressioni salariali possono tutti costituire problemi ed annullare alcuni degli aspetti positivi.

Sul fronte azionario globale, varie regioni hanno sottoperformato rispetto agli Stati Uniti e presentano in generale valutazioni leggermente inferiori, a nostro giudizio interessanti. Ritengo che anche le attese siano piuttosto modeste. Le grandi multinazionali attive su temi ampi, con esposizione all’economia statunitense ed alle economie dei mercati emergenti, ci sembrano interessanti.

Sonal Desai: Se guardiamo in generale a tutto il mondo, crediamo che molti stiano sopravvalutando l’impatto negativo o catastrofico della politica commerciale sui mercati emergenti, dove a nostro giudizio vi sono ancora moltissime potenziali opportunità.

Per quanto riguarda l’America Latina, la riteniamo una regione che ha registrato un’ondata di populismo simile a quelle che osserviamo ora in parecchi paesi sviluppati, salvo il fatto che questi l’hanno registrata 10 anni fa. In alcuni di questi paesi, tra cui Argentina e Brasile, vediamo in atto un abbandono del populismo.

Ci sono poi paesi come Messico e Colombia che in realtà non si sono mai mossi in tale direzione ed hanno appena registrato un periodo prolungato di politiche estremamente buone. Rileviamo opportunità interessanti a valutazioni attraenti in molte parti dell’America Latina.

Prendiamo in considerazione molto seriamente i rischi di populismo. Ritengo che la maggior parte delle persone sottovaluti alquanto l’importanza della sua ondata attuale. Il suo propulsore (l’immigrazione) è un problema immediato per il cittadino medio, non qualcosa di misterioso come i deficit di bilancio. Al momento l’immigrazione è un grosso problema in tutta l’Europa.

A nostro giudizio, le politiche nell’area euro dovranno probabilmente adeguarsi in una certa misura a quest’ondata di populismo. Penso che nei prossimi mesi dovremmo riuscire a capire fino a che punto questo processo sarà un elemento di turbativa per i mercati.

Stephen Dover: Tendo a pensare che la maggiore opportunità sia capire come i mercati emergenti siano cambiati e riconoscere così alcune delle opportunità che si profilano, soprattutto nel settore tecnologico. Direi che la regione o l’area vista favorevolmente al momento dal nostro team sia l’America Latina in generale.

Abbiamo inoltre rilevato un miglioramento degli utili e delle valutazioni delle società dei mercati emergenti e riteniamo che ciò offra maggiori opportunità, essendo le relative valute probabilmente già sottovalutate.

Nel complesso, i mercati emergenti hanno avuto un buon andamento. Guardando in retrospettiva alcune delle notizie negative dello scorso anno, incluse le forti preoccupazioni per il commercio ed il rialzo del dollaro statunitense, si potrebbe pensare che le azioni dei mercati emergenti abbiano espresso performance insoddisfacenti, mentre nel 2016 in generale i mercati emergenti hanno invece sovraperformato quelli sviluppati.[1]

Riteniamo che nel complesso i mercati emergenti siano più pronti ad un aumento dei tassi d’interesse statunitensi di quanto lo siano mai stati. A nostro giudizio, il mercato sconta già un aumento dei tassi ed oggi il commercio si sta sviluppando in modo molto diverso dal passato, quando i mercati emergenti erano principalmente venditori di beni a basso costo ai mercati sviluppati.

Penso che oggi il rischio maggiore sia costituito proprio da distrazioni e panico (ingiustificati) e consiglierei agli investitori di non passare troppo tempo cercando di seguire la politica. Investiamo in singole società la maggior parte delle quali è abituata a far fronte alla volatilità.

Crediamo che uno dei grandi vantaggi che abbiamo rispetto ad un approccio all’investimento più passivo sia costituito dalla nostra conoscenza, acquisita “sul campo”, di ciò che accade in un particolare paese. Per esempio, quando guardiamo alcune delle aree particolarmente interessanti nell’universo dei mercati emergenti, come per esempio in America Latina, vediamo cambiamenti positivi. In Perù, Argentina e Brasile, rileviamo un potenziale notevole.

Chris Molumphy: In senso lato, giudichiamo positivamente i fondamentali societari e nel segmento obbligazionario prediligiamo pertanto i titoli ad alto rendimento, investment grade ed i leveraged bank loan. Tra le aree di mercato a nostro avviso interessanti, citerei anche le obbligazioni municipali. Anche in questo caso, a livello di stati, città od altre municipalità locali, le valutazioni sono in linea di massima relativamente interessanti ed i fondamentali ci appaiono ragionevolmente solidi.

Il segmento ad alto rendimento è tra i settori obbligazionari più simili all’azionario e di recente abbiamo osservato un aumento delle valutazioni high yield, analogo alla tendenza all’incremento delle valutazioni azionarie. Se esaminiamo le valutazioni high yield sulla base dello spread rispetto ai Treasury in termini storici, possiamo sostenere che il settore sta cominciando ad apparire sopravvalutato, dato che tale spread è leggermente ridotto rispetto alle medie di lungo termine. Pensiamo comunque che i fondamentali di mercato (investment grade e di qualità inferiore) siano solidi e le prospettive societarie ci sembrano soddisfacenti.

A nostro giudizio, l’economia statunitense appare nel complesso piuttosto solida e riteniamo che ciò sia confermato dall’innalzamento del tasso d’interesse di riferimento nel breve termine (il tasso dei Fed Fund) al target range dello 0,75% – 1% operato a marzo dalla Federal Reserve (Fed).

Crediamo inoltre che il rialzo dei tassi rappresenti un ritorno ad un approccio più normalizzato alla politica monetaria.

Pensiamo valga la pena sottolineare che i Treasury a lungo termine hanno reagito in modo ragionevolmente positivo all’intervento del 15 marzo della Fed. I tassi d’interesse di lungo termine non sono saliti immediatamente; subito dopo l’annuncio della Fed in effetti sono diminuiti.

Questa asincronia tra i tassi di breve e lungo termine è importante in quanto sfata la convinzione diffusa che tutte le obbligazioni siano un investimento mediocre in un contesto di aumento dei tassi. I mercati obbligazionari sono vasti e complessi ed è possibile individuare buone opportunità d’investimento in tutti i diversi tipi di contesti di mercato.

Note Informative e Legali

I commenti, le opinioni e le analisi rappresentano i pareri personali del gestore degli investimenti e hanno finalità puramente informative e d’interesse generale e non devono essere considerati come consulenza individuale in materia di investimenti né come una raccomandazione o sollecitazione ad acquistare, vendere o detenere un titolo o ad adottare qualsiasi strategia d’investimento. Non costituisce una consulenza legale o fiscale. Le informazioni fornite in questo materiale sono rese alla data di pubblicazione, sono soggette a modifiche senza preavviso e non devono essere intese come un’analisi completa di tutti i fatti rilevanti relativi ad un paese, una regione, un mercato od un investimento.

Nella redazione di questo materiale potrebbero essere stati utilizzati dati provenienti da fonti esterne che non sono stati controllati, validati o verificati in modo indipendente da Franklin Templeton Investments (“FTI”). FTI non si assume alcuna responsabilità in ordine a perdite derivanti dall’uso di queste informazioni e la considerazione dei commenti, delle opinioni e delle analisi in questo materiale è a sola discrezione dell’utente. Prodotti, servizi ed informazioni potrebbero non essere disponibili in tutte le giurisdizioni e sono offerti da società affiliate di FTI e/o dai rispettivi distributori come consentito dalle leggi e normative locali. Si invita a rivolgersi al proprio consulente professionale per ulteriori informazioni sulla disponibilità di prodotti e servizi nella propria giurisdizione.

Quali sono i rischi?

Tutti gli investimenti comportano rischi, inclusa la possibile perdita del capitale. Il valore degli investimenti può subire rialzi e ribassi, di conseguenza gli investitori potrebbero non recuperare l’intero ammontare del proprio investimento. Gli investimenti esteri comportano rischi particolari quali fluttuazioni dei cambi, instabilità economica e sviluppi politici. Gli investimenti nei mercati emergenti, un segmento dei quali è costituito dai mercati di frontiera, implicano rischi più accentuati connessi con gli stessi fattori, oltre a quelli associati alle dimensioni minori dei mercati in questione, ai volumi inferiori di liquidità ed alla mancanza di strutture legali, politiche, economiche e sociali consolidate a supporto dei mercati mobiliari. Tali investimenti sono esposti a livelli elevati di volatilità dei prezzi nel corso di un anno. I rischi associati ai mercati emergenti sono generalmente amplificati nei mercati di frontiera poiché gli elementi summenzionati (oltre a vari fattori quali la maggiore probabilità di estrema volatilità dei prezzi, illiquidità, barriere commerciali e controlli dei cambi) sono di norma meno sviluppati nei mercati di frontiera. I prezzi delle azioni subiscono rialzi e ribassi, talvolta estremamente rapidi e marcati, a causa di fattori che riguardano singole società, particolari industrie o settori o condizioni di mercato generali. I prezzi delle obbligazioni si muovono di norma in direzione opposta a quella dei tassi d’interesse. Di conseguenza, a mano a mano che i prezzi delle obbligazioni detenute in un portafoglio d’investimento si adeguano ad un aumento dei tassi d’interesse, il valore del portafoglio può diminuire. I rendimenti elevati riflettono i maggiori rischi di credito associati ad alcuni titoli di rating inferiore detenuti in un portafoglio. Le variazioni dei tassi d’interesse possono incidere sul prezzo ed il rendimento delle azioni. I titoli del Tesoro, se detenuti sino alla scadenza, offrono un tasso fisso di rendimento ed un valore di capitale fisso; i loro pagamenti di interessi e capitale sono garantiti.

__________________________________________________

[1]Mercati emergenti incorporati nell’indice MSCI Emerging Markets, che rappresenta le società ad alta e media capitalizzazione in 23 mercati emergenti. Mercati sviluppati incorporati nell’indice MSCI World, che rappresenta le società ad alta e media capitalizzazione in 23 mercati sviluppati. Gli indici non sono gestiti e non è possibile investire in un indice. Non tengono conto di commissioni, spese od oneri di vendita. Le performance passate non sono indicazione o garanzia di performance future.