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Obbligazionari

I nuovi atteggiamenti verso l’ambiente e l’approccio ESG agli investimenti

Nel corso dei 16 anni trascorsi dall’introduzione dei Principi d’investimento responsabile (PRI), nel pubblico in generale si è osservato un radicale cambiamento del livello di consapevolezza e preoccupazione per l’ambiente. Tuttavia, tale cambiamento non si è necessariamente rispecchiato nell’universo della gestione patrimoniale. Tornato di recente dall’annuale PRI in Person Conference, tenutosi a San Francisco, David Zahn, Head of European Fixed Income, Franklin Templeton, osserva una propensione al cambiamento tra gli investitori e i gestori degli investimenti.

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Dopo aver partecipato al Principles for Responsible Investment Conference (PRI) di quest’anno, tenutosi a San Francisco vicino alla sede di San Mateo di Franklin Templeton, abbiamo tratto una chiara conclusone: investitori e gestori degli investimenti hanno affrontato in modo proattivo il cambiamento degli atteggiamenti pubblici nei confronti dell’ambiente.

Il convegno si è tenuto mentre l’uragano Florence si abbatteva sulla costa orientale degli Stati Uniti e non sorprende che il rischio climatico sia stato tra le priorità nell’ordine del giorno di molti delegati e si sia discusso molto del modo in cui gli investitori valutano e gestiscono i fattori ambientali, sociali e di governance (ESG).

Riteniamo che il propulsore più importante per affrontare le preoccupazioni ambientali e sociali sia probabilmente il modo in cui investiamo. A nostro giudizio, ciò conta ancora di più dell’impegno delle organizzazioni non governative o degli accordi intergovernativi.

Di conseguenza, ci ha indotto a riflettere il fatto che soltanto il 10% circa del pubblico presente al convegno abbia alzato la mano per identificarsi come gestori di portafoglio o investitori propensi ad assumersi rischi.

Questa bassa percentuale ci indica che l’integrazione dei processi ESG non è quella che potrebbe essere nel settore della gestione patrimoniale.

Durante il convegno, parecchi relatori hanno sottolineato quanto sia importante integrare i processi ESG, invece di trattarli come una disciplina separata.

Un approccio integrato ai fattori ESG

In Franklin Templeton, siamo impegnati a trasformare i fattori ESG in una componente intrinseca ai nostri processi di valutazione dei settori e delle future opportunità economiche.

In quanto gestori patrimoniali attivi, riteniamo che sia importante capire come i temi macroeconomici generali, ad esempio le emissioni di CO2 e lo stress idrico, incidano sui rischi strategici a lungo termine e le opportunità per gli asset nei nostri portafogli.

I nostri team di ricerca hanno accesso a strumenti grazie ai quali possono sintetizzare da sé i dati ESG, anziché dipendere da un team separato, per ottenere basi di raffronto per le valutazioni finanziarie.

Questi strumenti comprendono ricerche e rating di terzi, oltre ai nostri modelli proprietari.

I rischi latenti possono provocare sorprese improvvise

Riteniamo che la mancanza di adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici, lo stress idrico, la cybersicurezza siano qualcosa di più di problemi ambientali e sociali; li consideriamo infatti problemi economici e intendiamo pertanto comprenderli da una prospettiva di rischio-rendimento.

Pensiamo che questi problemi identifichino altre fonti di potenziali rischi e opportunità d’investimento, che si nascondono spesso sotto la superficie dei soli dati dei bilanci societari e sovrani.

E come investitori, dobbiamo essere consapevoli dei rischi latenti che potrebbero nascondersi nel novero dei rischi, ma potrebbero emergere molto rapidamente.

Un buon esempio è la plastica. Cinque anni fa, pochissime persone si preoccupavano dell’uso della plastica, che oggi è riconosciuto come un problema globale, al punto che un numero crescente di paesi sta mettendo in atto politiche e sanzioni per ridurre l’inquinamento da plastica.

La velocità con la quale questi problemi possono passare dall’ultimo al primo posto all’ordine del giorno può avere un impatto significativo sugli asset e deve essere considerata una componente di un approccio ESG integrato.

Il ruolo dei millennial

Una nuova generazione sta assumendo un ruolo di primo piano nel modificare il sentiment.

Riconosciamo che molti investitori più giovani, in particolare i cosiddetti millennial, sembrano essere più preoccupati delle generazioni meno giovani del modo in cui è investito il loro denaro.

In molti casi, questi investitori più giovani sembrano più interessati a sapere se il loro denaro è impiegato nel modo giusto per l’ambiente. Per queste persone, investire non significa soltanto trarre un profitto.

L’evidenza suggerisce comunque fare quanto è giusto per l’ambiente, e trarre un profitto, non devono escludersi a vicenda.

Nel suo discorso d’apertura al convegno, l’ex vicepresidente degli Stati Uniti Al Gore ha dichiarato: “L’idea che ambiente ed economia siano in conflitto è falsa.”

Storicamente, molti investitori hanno ritenuto che un approccio all’investimento basato sui fattori ESG comporti rendimenti inferiori.

Le nostre ricerche indicano invece che è vero il contrario. In una metanalisi condotta nel 2015, il 90% degli oltre 2.200 studi analizzati ha rilevato l’esistenza quanto meno di qualche correlazione tra i principi ESG e le performance finanziarie delle società.[1] Inoltre, la maggioranza degli studi ha documentato un riscontro positivo.[2]

Dovrebbero emergere opportunità d’investimento

A mano a mano che le fondamenta economiche dei fattori ESG si consolidano, prevediamo che gli investitori saranno sempre più costretti a trattare questi aspetti come un obbligo.

Al contempo, eventi come il PRI in Person Conference rafforzano la nostra convinzione che l’adattamento ai rischi climatici sia destinato a essere associato a un’opportunità d’investimento.

Parlando al convegno, l’a.d. di PRI Fiona Reynolds ha affermato: “Il clima è un rischio significativo per i portafogli e anche un’opportunità d’investimento in nuove tecnologie e nella transizione energetica.

“Gli investitori sono chiamati a misurarsi con numerose problematiche. Bisogna preoccuparsi che alcuni non pensino a queste problematiche. Non mi farebbe piacere che i miei risparmi per la pensione fossero gestiti senza tenere conto del rischio climatico”, ha aggiunto.

Le obbligazioni possono avere un ruolo ESG più significativo

Gli investitori azionari sono stati tradizionalmente considerati in prima linea tra i sostenitori dell’importanza dei fattori ESG, esercitando la loro influenza di azionisti sulle società. Al tempo stesso, gli investitori obbligazionari sono stati probabilmente considerati meno influenti.

Siamo di parere diverso e riteniamo che le obbligazioni abbiano il potenziale di diventare un grosso protagonista di questo segmento.

Si pensi per esempio al fatto che la maggior parte delle imprese emette azioni una sola volta, quando si quota in borsa; in alternativa, si tratta di società private.   Per contro, molte società emettono obbligazioni più volte e in numero elevato ogni anno.  Di conseguenza, devono mantenere un dialogo costante con gli investitori.

Esiste certamente un costo per tali imprese, se non gestiscono adeguatamente quelle relazioni con i possessori delle loro obbligazioni. Gli investitori possono esigere rendimenti più elevati sul debito futuro.

L’importante ruolo dei dati ESG

Dal PRI in Person Conference è emerso chiaramente che i dati ESG sono ancora in evoluzione: non esiste ancora il volume storico o di dettaglio che esiste per i prezzi.

Durante il convegno, vi è stata qualche discussione sul lavoro compiuto dal Sustainability Accounting Standards Board (SASB), in particolare la correlazione stabilita dall’SASB tra i fattori ESG rilevanti e l’impatto finanziario.

Tale legame è un elemento su cui ci concentriamo da tempo. La capacità di esaminare misure quantitative tradizionali di rischio in combinazione con il rischio di sostenibilità, ci consente di acquisire una comprensione più profonda e articolata di tutti i propulsori di rischio dei titoli in cui investiamo.

Rileviamo valore nella combinazione della valutazione di misure finanziarie con misure macroeconomiche e di sostenibilità.

A nostro giudizio, la combinazione di tutti e tre i tipi di misure contribuisce ad approfondire la nostra comprensione degli asset e ci aiuta a identificare alcuni dei rischi strategici di lungo termine in questi temi che stanno rivoluzionando i settori da noi considerati.

Note Informative e Legali

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Quali sono i rischi?        

Tutti gli investimenti comportano rischi, inclusa la possibile perdita del capitale. Il valore degli investimenti può subire rialzi e ribassi; di conseguenza, gli investitori potrebbero non recuperare l’intero ammontare del proprio investimento. Gli investimenti esteri comportano rischi particolari quali fluttuazioni dei cambi, instabilità economica e sviluppi politici. Gli investimenti nei mercati emergenti, un segmento dei quali è costituito dai mercati di frontiera, implicano rischi più accentuati connessi con gli stessi fattori, oltre a quelli associati alle dimensioni minori dei mercati in questione, ai volumi inferiori di liquidità ed alla mancanza di strutture legali, politiche, economiche e sociali consolidate a supporto dei mercati mobiliari. I rischi associati ai mercati emergenti sono generalmente amplificati nei mercati di frontiera poiché gli elementi summenzionati (oltre a vari fattori quali la maggiore probabilità di estrema volatilità dei prezzi, illiquidità, barriere commerciali e controlli dei cambi) sono di norma meno sviluppati nei mercati di frontiera. I prezzi delle azioni subiscono rialzi e ribassi, talvolta estremamente rapidi e marcati, a causa di fattori che riguardano singole società, particolari industrie o settori o condizioni di mercato generali. I prezzi delle obbligazioni si muovono di norma in direzione opposta a quella dei tassi d’interesse. Di conseguenza, a mano a mano che i prezzi delle obbligazioni detenute in un portafoglio d’investimento si adeguano ad un aumento dei tassi d’interesse, il valore del portafoglio può diminuire.

[1] Fonte: ExaneBNP Paribas, Sustainable Finance, febbraio 2018.

[2] Ibid.