Beyond Bulls & Bears

Azionari

Mercato azionario statunitense: in futuro andrà bene come oggi?

L’ascesa del mercato azionario statunitense si è interrotta a ottobre, quando gli investitori hanno digerito il rialzo dei tassi, la decelerazione della crescita globale e la persistente domanda: “In futuro andrà bene come oggi?” Poiché molti osservatori prevedono ulteriori turbolenze in futuro, Grant Bowers di Franklin Equity Group illustra la sua opinione sulle azioni e sull’economia statunitensi e spiega come restare concentrati sull’investimento a lungo termine in un mercato volatile.

Questo contenuto è disponibile anche in: Inglese Cinese semplificato Francese Tedesco Spagnolo Polacco

Il mercato rialzista statunitense continua a creare timori su una sua caduta.

Sebbene a ottobre abbiamo osservato alcune oscillazioni, non vediamo alcun motivo per ritenere che il mercato scenda. Tuttavia quanto più a lungo dura la corsa rialzista, tanto più gli investitori si chiedono: “In futuro andrà bene come oggi?”

Due pilastri alla base dell’ottimismo

A livello macroeconomico, restiamo ottimisti sulle prospettive sul mercato statunitense. Analizzando i propulsori delle società e dell’economia statunitensi in generale, osserviamo due pilastri principali: società e consumatori. A nostro parere, entrambi continuano a essere salutari.

Le società statunitensi continuano a generare tassi di crescita degli utili superiori alle loro controparti globali, mentre a livello nazionale la disoccupazione è bassa, la fiducia dei consumatori è alta e i salari stanno iniziando a salire. Non riteniamo che la correzione azionaria di fine ottobre sia anticipatrice di una recessione economica più ampia, ma piuttosto una regolazione del mercato, il quale sta valutando i cambiamenti del panorama globale.

Con la recente correzione, le valutazioni sono diminuite e a nostro parere sono a un livello che riflette esattamente il contesto degli investimenti. La solidità degli utili, abbinata al calo dei prezzi dell’inizio di quest’anno, ci suggerisce che le cose non vanno così male in termini di rapporto prezzo/utili.[1]

La crescita economica, i margini di profitto e i rendimenti azionari negli Stati Uniti sono ancora di gran lunga superiori a quelli delle controparti globali.

L’inflazione sta aumentando lentamente negli Stati Uniti, ma sembra relativamente stabile. La crescita è stata robusta ma non eccessivamente rapida. A nostro parere, non vi sono segnali di squilibri o eccessi a livello di credito che determinano spesso un surriscaldamento.

Il giusto approccio a un mercato rialzista di fine ciclo

A nostro parere, investire in un mercato rialzista di fine ciclo come quello in cui ci troviamo oggi non è molto diverso rispetto a qualsiasi altro periodo. Rimaniamo concentrati sulla costruzione di un portafoglio di titoli azionari che riteniamo dovrebbero essere posizionati per beneficiare di temi di crescita o di innovazione pluriennali di lungo termine.

Assumiamo un’ottica di lungo termine e facciamo leva sulla nostra ricerca bottom-up per identificare imprese che hanno marchi o franchise dominanti con team manageriali di alta qualità e solidi rendimenti finanziari.

Di conseguenza, la nostra analisi non include soltanto il ciclo attuale; consideriamo infatti una prospettiva d’investimento potenziale per i prossimi 5-10 anni.

Quali investitori di lungo termine, cerchiamo continuamente di tenere lontani i disturbi di mercato a breve termine e identificare settori e società che stanno beneficiando di ampie tendenze di crescita pluriennali.

Cerchiamo crescita di lungo termine con effetti dirompenti in imprese affermate e che stanno soddisfacendo le principali esigenze di domani.

In cerca di rotture di schemi e innovazione

Vogliamo realmente concentraci sui cambiamenti attualmente in atto e che incideranno sul mondo di domani. Spesso queste tendenze di crescita sono trainate da tecnologie dirompenti, innovazione, cambiamento delle abitudini dei consumatori o da variazioni demografiche.

Tutto questo include fattori come dati demografici, digitalizzazione (compresi e-commerce e tecnologia cloud), nonché l’intelligenza artificiale.

Vi saranno verosimilmente cambiamenti eccezionali nei settori della tecnologia e della salute, in particolare nei prossimi anni.

La nostra prospettiva positiva per la tecnologia e la salute

Nel settore tecnologico la prospettiva di spesa rimane robusta in quanto molte società hanno capito che gli investimenti in miglioramenti tecnologici sono necessari per poter continuare ad essere competitive sul mercato globale.

La combinazione di nuovi software, automazione degli impianti produttivi e analisi dei dati può tradursi in un aumento della produttività e in un abbattimento dei costi di produzione per le società, dando loro un vantaggio competitivo.

Sicurezza informatica, software as a service (SaaS), cloud computing, pagamenti digitali, dispositivi mobili e smart sono soltanto alcune delle aree tecnologiche che hanno suscitato il nostro interesse.

Analogamente, continuiamo a guardare con favore alla prospettiva di lungo termine per il settore della salute. Prevediamo che l’invecchiamento globale della popolazione trainerà l’aumento del consumo di servizi sanitari e la domanda di migliori trattamenti e cure.

Questa favorevole condizione demografica, abbinata all’innovazione nello sviluppo di farmaci e nella tecnologia medicale, sta creando anch’essa numerose potenziali opportunità d’investimento.

Complessivamente, la nostra prospettiva di lungo termine per le società tecnologiche e della salute statunitensi resta positiva. Sebbene entrambi i settori abbiano tradizionalmente registrato picchi di volatilità a breve termine, hanno spesso creato interessanti opportunità di acquisto per molti investitori.

Per ascoltare ulteriori considerazioni di Grant Bowers sul mercato statunitense, comprese le sue riflessioni sui tre maggiori rischi e sul dibattito tra crescita e valore, date uno sguardo a questo episodio del nostro podcast Talking Markets.

 

Note Informative e Legali

I commenti, le opinioni e le analisi rappresentano i pareri personali dei gestori degli investimenti ed hanno finalità puramente informative e d’interesse generale e non devono essere considerati come una consulenza individuale in materia di investimenti né come una raccomandazione o sollecitazione ad acquistare, vendere o detenere un titolo o ad adottare qualsiasi strategia di investimento. Non costituiscono una consulenza legale o fiscale. Le informazioni fornite in questo materiale sono rese alla data di pubblicazione, sono soggette a modifiche senza preavviso e non devono essere intese come un’analisi completa di tutti i fatti rilevanti relativi ad un paese, una regione, un mercato od un investimento.

Nella redazione di questo materiale potrebbero essere stati utilizzati dati provenienti da fonti esterne che non sono stati controllati, validati o verificati in modo indipendente da Franklin Templeton Investments (“FTI”). FTI non si assume alcuna responsabilità in ordine a perdite derivanti dall’uso di queste informazioni e la considerazione dei commenti, delle opinioni e delle analisi in questo materiale è a sola discrezione dell’utente. Prodotti, servizi ed informazioni potrebbero non essere disponibili in tutte le giurisdizioni e sono offerti da società affiliate di FTI e/o dai rispettivi distributori come consentito dalle leggi e normative locali. Si invita a rivolgersi al proprio consulente professionale per ulteriori informazioni sulla disponibilità di prodotti e servizi nella propria giurisdizione.

Quali sono i rischi?        

Tutti gli investimenti comportano rischi, inclusa la possibile perdita del capitale. Il valore degli investimenti può subire rialzi e ribassi; di conseguenza, gli investitori potrebbero non recuperare l’intero ammontare del proprio investimento. Gli investimenti esteri comportano rischi particolari quali fluttuazioni dei cambi, instabilità economica e sviluppi politici. Gli investimenti nei mercati emergenti, un segmento dei quali è costituito dai mercati di frontiera, implicano rischi più accentuati connessi con gli stessi fattori, oltre a quelli associati alle dimensioni minori dei mercati in questione, ai volumi inferiori di liquidità ed alla mancanza di strutture legali, politiche, economiche e sociali consolidate a supporto dei mercati mobiliari. I rischi associati ai mercati emergenti sono generalmente amplificati nei mercati di frontiera poiché gli elementi summenzionati (oltre a vari fattori quali la maggiore probabilità di estrema volatilità dei prezzi, illiquidità, barriere commerciali e controlli dei cambi) sono di norma meno sviluppati nei mercati di frontiera. I prezzi delle azioni subiscono rialzi e ribassi, talvolta estremamente rapidi e marcati, a causa di fattori che riguardano singole società, particolari industrie o settori o condizioni di mercato generali. I prezzi delle obbligazioni si muovono di norma in direzione opposta a quella dei tassi d’interesse. Di conseguenza, a mano a mano che i prezzi delle obbligazioni detenute in un portafoglio d’investimento si adeguano ad un aumento dei tassi d’interesse, il valore del portafoglio può diminuire.

[1] Il rapporto prezzo/utili (P/E) è un multiplo di valutazione definito come il prezzo di mercato per azione diviso per l’utile per azione (EPS) annuo.