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Azionari

La tecnologia nell’era della trasformazione digitale

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Recente volatilità di mercato

È indubbio che attualmente il settore tecnologico è caratterizzato da una notevole volatilità, ma pensiamo che il recente nervosismo degli investitori derivi in parte da preoccupazioni per i tassi d’interesse.

Un aumento troppo rapido dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve è destinato a penalizzare tutti i settori di mercato, non solo quello tecnologico. Da parte nostra, ci impegniamo fortemente nel cercare di capire come si configurino questi tipi di imprese una volta mature, ma pensiamo che quelle tendenti a una crescita di lungo periodo e sostenibile possano conseguire performance superiori alla media anche in un contesto di rapido aumento dei tassi.

Esiste inoltre il rischio di una guerra commerciale globale. A nostro avviso, quello è il problema maggiore per le società di hardware informatico aziendale (IT) che devono importare l’hardware dalla Cina negli Stati Uniti; inoltre, sta anche creando una certa domanda e volatilità per i semiconduttori. Sul piano macroeconomico, vi sono alcune preoccupazioni per la Cina, ma a eccezione dei semiconduttori e di un paio di altre singole società, l’economia cinese non consuma molta tecnologia prodotta da società tecnologiche statunitensi.

Vi sono state alcune vendite di società di successo, a fine ciclo. Tuttavia, siamo ancora del parere che la focalizzazione sui vincitori di lungo periodo, in grado di generare performance soddisfacenti in qualunque contesto di mercato, sia la strategia giusta. Sono emerse alcune speculazioni circa le operazioni di fusione e acquisizione (M&A) nel settore, che hanno contribuito a creare una certa volatilità, dovuta al fatto che gli investitori cercano di presagire quale sarà la prossima area di spesa o M&A.

Si tratta inoltre di un campo in cui esiste un grado elevato di incertezza normativa. Il Regolamento generale sulla protezione dei dati dell’Unione Europea arriverà negli Stati Uniti? Avremo una tassa sul digitale? E cosa sta succedendo con il governo cinese?

Il panorama globale ci sembra ancora sano

Riteniamo che l’economia globale sia attualmente forte. L’elemento al quale bisogna prestare attenzione sono i recenti dati sulla crescita del prodotto interno lordo cinese, che sono stati leggermente inferiori alle attese, ma a parte questo pensiamo che la spesa delle imprese sia molto robusta, soprattutto per i fornitori che consentono di attuare la trasformazione digitale. Riteniamo che la spesa IT di consumo sia in effetti piuttosto stabile sul fronte dei PC e degli smartphone. Osserviamo inoltre un’ottima crescita nei settori dei nuovi media e del gioco.

Siamo convinti che ogni impresa dovrà intraprendere un percorso di trasformazione digitale e in ultima analisi istituire relazioni con i clienti orientate ai servizi, basate su abbonamenti e di natura ricorrente, oltre ad avere in sostanza i dati come fulcro. Queste imprese dovranno poi integrare tali dati nelle loro operazioni, in modo da trarre maggiore valore dai clienti. Se non lo faranno, correranno il rischio di essere travolte dall’ingresso nel mercato di un’impresa digitale rivoluzionaria oppure da un’azienda già sul mercato, ma che effettua investimenti nelle tecnologie necessarie per diventare digitale.

La Prova A di tutto questo è naturalmente ciò che abbiamo visto nel settore delle vendite al dettaglio e in primarie società di e-commerce come Amazon e Alibaba, che hanno svolto un ruolo rivoluzionario. La Prova B è ciò che stiamo osservando proprio ora nel settore dei servizi di trasporto passeggeri a richiesta, come Uber. E naturalmente la Prova C è una società come Airbnb. Penso che si tratti della maggiore “catena” di strutture d tipo alberghiero, pur non possedendone alcuna. È una storia alquanto singolare.

Percorso di trasformazione digitale

Crediamo che nell’ambito della trasformazione digitale esistano alcuni sotto-temi veramente importanti, quali intelligenza artificiale (AI), cloud computing e Internet delle cose, che a nostro giudizio costituiscono opportunità non immediatamente evidenti sul fronte dei dati e della trasformazione digitale. Fintech e pagamenti digitali, oltre alla quantità di dati che scaturisce da essi, sono aree che ci entusiasmano.

Al momento, i segmenti che reputiamo interessanti nel settore tecnologico sono cloud computing e software applicativi, un’area a nostro avviso correlata all’AI in considerazione di tutti i dati raccolti sul fronte dell’uso. Apprezziamo molto le società pubblicitarie e di e-commerce, oltre alle aziende di nuovi media su Internet. Ci piacciono i servizi IT finanziari e anche i beni strumentali semiconduttori; riteniamo che sia un’area di notevole valore a livello di AI e cloud.

Le valutazioni sembrano ragionevoli

Nel settore tecnologico, esistono sempre segmenti sopravvalutati o sottovalutati: è il modo tipico in cui funziona il mercato. Riteniamo che le attuali valutazioni nel settore tecnologico siano generalmente ragionevoli. Se esaminiamo il multiplo prezzo-utili per i prossimi 12 mesi per un ampio paniere di titoli tecnologici, osserviamo un premio del 7% rispetto all’indice S&P 500.1 Se si toglie la componente di liquidità da queste società tecnologiche (solitamente forti di elevati volumi di liquidità rispetto alla maggior parte delle altre società incluse nell’indice S&P 500, che sono in territorio negativo in termini di liquidità), notiamo che sono sostanzialmente scambiate allo stesso multiplo.

Pensiamo che alcuni dei business model migliori si possano individuare nelle società tecnologiche.

La riforma delle imposte sulle società è anch’essa un potenziale catalizzatore per le società tecnologiche. Sappiamo che il singolo migliore indicatore anticipatore per gli investimenti delle imprese IT è rappresentato dalle variazioni della redditività societaria e, grazie alla riforma delle imposte sulle società, quasi tutte le società statunitensi sono diventate più redditizie.

Inoltre, molti capitali tenuti all’estero da queste grandi società tecnologiche statunitensi sono stati rimpatriati e sono ora usati per finalità molto proprie per gli azionisti. È in atto un aumento piuttosto generalizzato dei dividendi e osserviamo anche un’attività decisamente intensa di riacquisto di azioni proprie, nonché alcune operazioni di M&A.

Di conseguenza, riteniamo che in generale il settore tecnologico offra valutazioni realmente interessanti, oltre a una parte della crescita strutturale e della migliore qualità associate a quest’idea della trasformazione digitale.

In questi contesti, miriamo a concentrarci sui fondamentali e a cercare di capire come si configureranno realmente tali imprese, una volta mature. Pensiamo che le strutture dei margini siano eccellenti e che gli investitori debbano cominciare a concepire la tecnologia non solo come un settore, ma come un elemento portante, in pratica qualcosa che devono assolutamente possedere nel lungo periodo.

Note Informative e Legali

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Quali sono i rischi?        

Tutti gli investimenti comportano rischi, inclusa la possibile perdita del capitale. Il valore degli investimenti può subire rialzi e ribassi; di conseguenza, gli investitori potrebbero non recuperare l’intero ammontare del proprio investimento. Gli investimenti esteri comportano rischi particolari quali fluttuazioni dei cambi, instabilità economica e sviluppi politici. Gli investimenti nei mercati emergenti, un segmento dei quali è costituito dai mercati di frontiera, implicano rischi più accentuati connessi con gli stessi fattori, oltre a quelli associati alle dimensioni minori dei mercati in questione, ai volumi inferiori di liquidità ed alla mancanza di strutture legali, politiche, economiche e sociali consolidate a supporto dei mercati mobiliari. I rischi associati ai mercati emergenti sono generalmente amplificati nei mercati di frontiera poiché gli elementi summenzionati (oltre a vari fattori quali la maggiore probabilità di estrema volatilità dei prezzi, illiquidità, barriere commerciali e controlli dei cambi) sono di norma meno sviluppati nei mercati di frontiera. I prezzi delle azioni subiscono rialzi e ribassi, talvolta estremamente rapidi e marcati, a causa di fattori che riguardano singole società, particolari industrie o settori o condizioni di mercato generali. I prezzi delle obbligazioni si muovono di norma in direzione opposta a quella dei tassi d’interesse. Di conseguenza, a mano a mano che i prezzi delle obbligazioni detenute in un portafoglio d’investimento si adeguano ad un aumento dei tassi d’interesse, il valore del portafoglio può diminuire.

 

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  1. Fonte: FactSet. Al 30 settembre 2018, il rapporto forward price-to-earnings (P/E) dell’indice S&P 500 (prossimi 12 mesi) era pari a 18,3x rispetto a 19,6x del settore tecnologico, per un premio di circa il 7,1%. Per maggiori informazioni sui fornitori di dati, si rimanda al sito web www.franklintempletondatasources.com.