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Un rialzo spinto dalla ripresa

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A fronte della vivacità che ha movimentato in questa primavera le piazze azionarie di alcuni paesi del mondo, e in particolare degli Stati Uniti, molti investitori si sono chiesti perplessi quale possa essere la ragione dell’entusiasmo del mercato azionario. Certe aree dell’economia statunitense hanno in effetti registrato miglioramenti, ma sono sufficienti a giustificare questo risveglio ed evitare un ripiegamento del mercato al primo cenno di difficoltà?

Peter Langerman, chairman, president and chief executive officer of Mutual Series®, ritiene che l’euforia che attualmente caratterizza il mercato statunitense in realtà sia ragionevole, e che sia basata sul miglioramento in corso dei fondamentali. La disoccupazione negli Stati Uniti ha continuato a scendere nel 2013 e le vendite di abitazioni sono aumentate, dando un impulso positivo alla fiducia dei consumatori. La combinazione di questi elementi, a cui si sono uniti anche i bassi tassi d’interesse, ha incoraggiato numerosi investitori a investire (o reinvestire) i loro capitali in titoli azionari.

Ciò nonostante, l’economia statunitense non sta procedendo a pieno ritmo e deve combattere contro gli ostacoli del debito e di un Congresso improduttivo, tanto da indurre coloro che non condividono quest’evoluzione a riesumare la celebre definizione di “esuberanza irrazionale”, coniata dall’ex Presidente della Federal Reserve Allan Greenspan per descrivere le attuali condizioni di mercato. Langerman ha risposto:

Peter Langerman

Qualche investitore potrebbe avere ancora ricordi sgradevoli del picco di mercato del 2007 e temere di muoversi con eccessivo ritardo, mentre il mercato non possa fare altro che scendere. Non possiamo rimproverare agli investitori di essere incostanti, ma Langerman non crede in uno scenario completamente negativo e spiega che i rischi di breve-medio periodo potenzialmente in grado di fare precipitare l’economia “sembrano ormai superati”.

“L’ipotesi che al risveglio ci attenda l’apocalisse è ora divenuta molto meno probabile. La situazione è migliorata, anche se non si può mai dire mai. Da sempre siamo convinti che non si possano prevedere le tempistiche per entrare nei mercati (timing). Dobbiamo aspettarci una correzione nel breve termine? È possibile, ma penso che i fondamentali siano tali che, agendo con prudenza e senza cercare di prevedere il timing, non sia affatto irragionevole pensare di incrementare la propria esposizione, se si è stati riluttanti a muoversi sui mercati azionari.”

Si potrebbe pensare che il rialzo del mercato azionario abbia comportato un problema per l’approccio deep-value di Mutual Series, dal momento che le occasioni sono più difficili da trovare quando le valutazioni salgono. Tuttavia, adottando un approccio bottom-up, Langerman afferma che “esistono sempre opportunità”, soprattutto tra le società sottovalutate ma dotate di buoni fondamentali e potenziale nel lungo periodo. Il suo team tuttavia non si distingue per seguire le folle.

“Preferiamo acquistare [un titolo] a fronte di quelle che sembrano essere cattive notizie, anziché acquistarlo quando tutti ne sono entusiasti ed è in rialzo”.

L’Europa rimane arretrata—per ora

Al di là dell’Atlantico, in Europa, gli investitori hanno forse provato qualcosa più simile alla disperazione irrazionale che all’esuberanza. Vi sono stati periodi di notizie moderatamente positive, in particolare per la maggiore economia europea, la Germania, che ha messo a segno un incremento dello 0,1% del PIL per il primo trimestre del 2013.

Tuttavia, la recessione grava ancora su gran parte del continente, inclusi i 27 membri dell’Unione Europea. Ciò nonostante, alla luce della serie costante di misure di stimolo attuate dalla Banca Centrale Europea, Langerman guarda alla regione con un certo ottimismo.

“Tutte le banche centrali, non soltanto in Europa ma ora in tutto il mondo, Giappone compreso, hanno coordinato le loro forze nell’intento di stimolare le rispettive economie. L’Europa è leggermente in ritardo rispetto agli Stati Uniti in termini di superamento della recessione e i responsabili politici fanno quindi ciò che possono, seguendo osservazioni e azioni compiute lo scorso anno. Siamo stati ragionevolmente positivi in termini di prospettive per l’Europa, ritenendo che non avrebbe raggiunto i livelli negativi prefigurati dalle ipotesi del caso peggiore. Non che i dati [economici] siano meravigliosi, ma quanto meno non sono più tanto disastrosi e riteniamo pertanto che tale andamento sia destinato a continuare.”

Nonostante l’incertezza, Langerman afferma che lui e il suo team non “stanno con le mani in mano”, e sono attivamente alla ricerca di opportunità in Europa, che comprendono sia società con sede nel vecchio continente sia aziende che vi esportano i loro prodotti.

“In questa fase molte valutazioni scontano un certo numero di buone notizie. Noi ci muoviamo con prudenza, ma ciò non significa che non stiamo facendo nulla. La nostra attenzione al momento si concentra soprattutto sulle valutazioni interessanti.  Abbiamo quindi molto da fare, ma attualmente una certa dose di attenzione e prudenza è assolutamente necessaria.”

Esuberanza prudente, quindi?

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