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Costruzione della crescita in Brasile, un mattone dopo l’altro

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Quando nel 2001 il Brasile entrò a far parte del gruppo di élite chiamato “BRIC” insieme a Russia, India e Cina, sembrò aver consolidato la propria posizione di potenza economica emergente. Nell’ultimo paio d’anni tuttavia il marcato rallentamento della crescita ha indotto numerosi investitori a chiedersi se il Brasile non riesca più a tenersi al passo. Intervenendo dal suo osservatorio a San Paolo, dove opera come CIO obbligazionario per Franklin Templeton Investments Brazil, Marco Freire afferma che le promesse del Brasile non sono andate in fumo e che la chiave del rilancio della crescita in Brasile è la realizzazione di infrastrutture.

Marco Freire, CIO obbligazionario in Brasile

Dopo un incremento del 7,5% nel 2010, la crescita del PIL brasiliano è scesa a meno del 3% nel 2011 per ridursi infine al solo 0,9% nel 2012. Con dati economici così sconfortanti, non è difficile capire perché il paese abbia lasciato l’amaro in bocca a molti investitori. Freire afferma comunque che il motivo esatto per una contrazione così marcata della crescita non è molto semplice da identificare.

“Vi sono due motivi di perplessità per giustificare quest’evoluzione. Innanzi tutto, il Brasile è un’economia chiusa, di conseguenza il rallentamento della crescita non è correlato ad eventi che hanno avuto luogo al di fuori del paese. Non è quindi imputabile, ad esempio, alla debolezza dell’economia in Europa o in Cina. Essendo un’economia chiusa, le esportazioni non sono molto importanti per il Brasile. Penso che il motivo della stagnazione vada cercato nelle dinamiche locali. E questo è in un certo modo altrettanto sconcertante, considerando che negli ultimi due anni il reddito brasiliano è aumentato di circa il 5% (corretto per l’inflazione). A mio avviso, quindi, l’economia brasiliana ha bisogno di tempo per consentire al ciclo del credito di svilupparsi.”

Da agosto 2011 ad aprile 2013, la banca centrale brasiliana ha tagliato il tasso d’interesse di riferimento (il Selic) di 525 punti base, una correzione al ribasso piuttosto significativa che, secondo Freire, richiedeva un certo periodo di tempo per essere assorbita.

“I consumatori erano indebitati e avevano bisogno di tempo per superare le difficoltà legate al credito. A mio giudizio, questa è stata la ragione principale della minore crescita in Brasile e del rallentamento di consumi e investimenti. Una volta scesi i tassi, solitamente dopo un certo lasso di tempo i consumi riprendono ad aumentare e accelera il ritmo della produzione. È quello che stiamo iniziando a vedere proprio ora in Brasile, dove si iniziano a riscontrare miglioramenti dell’economia.”

Che i giochi abbiano inizio!
I riflettori sono puntati sul Brasile come il paese che ospiterà la Coppa del Mondo FIFA™ Brasile 2014 e i Giochi Olimpici del 2016, eventi che sottolineano la necessità di sviluppare le infrastrutture del paese. Queste non costituiscono certo uno dei punti di forza del Brasile, essendo agli ultimi posti delle classifiche mondiali, ma l’imminenza di questi eventi prestigiosi ha agito da catalizzatore spingendo il governo a dedicare una maggiore attenzione al sistema di infrastrutture del paese.

“Il Brasile necessita di investimenti in infrastrutture. Indipendentemente da dove si pensi di investire, in porti, strade o aeroporti, il Brasile ha bisogno di costruire. La Coppa del Mondo e le Olimpiadi sono stati i meccanismi che hanno fatto capire al governo che doveva attirare le competenze e gli investimenti di capitali internazionali in queste aree.”

Freire sottolinea l’importanza della modernizzazione dei porti del paese, che potrebbe tradursi in una maggiore efficienza commerciale. Questo mese, il Congresso del Brasile ha approvato una legge che consente gli investimenti del settore privato nei porti statali ed elimina le restrizioni che impedivano la costruzione di terminal privati. Il governo sta inoltre procedendo all’appalto di concessioni per lo sviluppo e la gestione di altre aree fondamentali, afferma Freire.

“Sono in programma gare d’appalto per la costruzione di impianti di estrazione petrolifera e l’esplorazione di nuovi giacimenti, e si prevedono gare d’appalto anche per strade e aeroporti, che sono importanti al di là dei semplici eventi sportivi. Il fattore fondamentale che dobbiamo ricordare è che il Brasile ha bisogno di infrastrutture. Le infrastrutture hanno rappresentato uno dei punti deboli del Brasile e il governo non può occuparsi da solo di tutto lo sviluppo. L’aspetto positivo della Coppa del Mondo e delle Olimpiadi è che questi eventi hanno indotto il governo a ripristinare il sistema delle gare d’appalto e a richiamare i partner internazionali; in futuro, potremo quindi incrementare gli investimenti in infrastrutture nel paese e migliorare così i tassi di crescita potenziale del PIL brasiliano.”

Minaccia protezionista?
Alcuni investitori sono rimasti amareggiati dalle politiche non favorevoli al mercato adottate dal Brasile. I timori di protezionismo hanno frenato l’afflusso di capitali internazionali e gli interventi sulla valuta dello scorso anno hanno sollevato forti proteste contro le “guerre valutarie”. Freire non crede a una escalation delle politiche protezionistiche e spiega la sua visione della dinamica.

Penso che in Brasile vi siano stati due trend che hanno provocato qualche tensione negli investitori. Il primo è stato il crescente intervento del governo sul fronte valutario. Negli Stati Uniti e in altri paesi sviluppati sono state attuate politiche espansionistiche e il governo brasiliano si è preoccupato che l’afflusso di tutti questi capitali in Brasile potesse provocare una distorsione dei mercati, con una conseguente formazione di bolle. Ecco perché il Brasile, allo scopo di vigilare sull’afflusso di denaro nel paese, ha iniziato a operare qualche intervento sul fronte valutario e certi controlli sui capitali.

Il secondo trend emerso in Brasile era correlato all’adozione di politiche di natura microeconomica più che macroeconomica. Abbiamo iniziato a vedere un maggior coinvolgimento del governo nella politica industriale e negli investimenti, accompagnato da un aumento della sua partecipazione in settori specifici dell’economia brasiliana. Ora il governo sta attenuando in effetti queste politiche e diminuisce pertanto la possibilità di nuove possibili tensioni. Il governo è consapevole della necessità di attirare capitali per gli investimenti in infrastrutture e sta quindi assumendo un atteggiamento maggiormente orientato al mercato e più favorevole ai capitali esteri.”

Opportunità in Brasile
Il Brasile offre agli investitori avveduti un’ampia scelta di potenziali opportunità. Freire afferma che, dopo il calo dei tassi negli ultimi due anni, il mercato sta ora iniziando a prevedere un ritorno a livelli più elevati per tenere a freno l’inflazione galoppante (un problema storico del paese). Ad aprile, la banca centrale brasiliana ha alzato i tassi d’interesse di 25 punti base portandoli al 7,5%. Secondo Freire il mercato sembra scontare altri rialzi in previsione per quest’anno, tuttavia non concorda con la visione del mercato in merito alla loro entità e rapidità, in particolare perché ritiene che l’inflazione non stia divenendo una minaccia così pesante come si temeva.

“Penso che l’economia brasiliana sia migliorata, ma il miglioramento è graduale. Molte preoccupazioni relative all’inflazione in Brasile inoltre sono sorte a causa di due fattori. Il primo erano i prezzi dei generi alimentari, che tuttavia a mio giudizio sono destinati a scendere considerando il calo dei prezzi delle materie prime in tutto il resto del mondo. Il secondo è stato la rivalutazione della moneta, che ha inciso sull’inflazione. La valuta è ora diventata più stabile e in futuro dovremmo pertanto assistere a un’attenuazione dell’inflazione. Di conseguenza, al momento attuale scorgiamo un’opportunità nelle obbligazioni locali posizionate per il calo dei rendimenti locali, perché non riteniamo che i tassi saliranno nella misura prevista dai mercati.

La seconda opportunità che rileviamo in Brasile è sul fronte dei titoli azionari legati a settori nazionali. Riscontriamo infatti opportunità tra i titoli dei settori dei servizi finanziari, della vendita al dettaglio e immobiliare. Pensiamo che l’economia stia miglioramento e la crescita sia destinata a rafforzarsi. Riteniamo quindi che in Brasile esistano opportunità per macrotendenze quali la penetrazione delle vendite al dettaglio e del credito nonché una crescente penetrazione per servizi finanziari, istruzione e salute. Sono questi i tipi di settori che preferiamo e in cui investiamo. Deteniamo posizioni in titoli legati a fattori macroeconomici così da beneficiare delle tendenze di lungo periodo del consumo e della penetrazione finanziaria in Brasile.”

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Quali sono i rischi?

Tutti gli investimenti comportano rischi, inclusa la perdita del capitale. Il valore degli investimenti può subire rialzi e ribassi; di conseguenza, gli investitori potrebbero non recuperare l’intero ammontare del proprio investimento. I prezzi delle azioni subiscono rialzi e ribassi, talvolta estremamente rapidi e marcati, a causa di fattori che riguardano singole società, particolari industrie o settori o condizioni di mercato generali. I prezzi delle obbligazioni si muovono di norma in direzione opposta a quella dei tassi d’interesse. Ciò significa che quando i tassi d’interesse salgono, i prezzi delle obbligazioni tendono a scendere, mentre in caso di calo dei tassi d’interesse, i corsi obbligazionari tendono a salire. Gli investimenti esteri comportano rischi particolari quali fluttuazioni dei cambi, instabilità economica e sviluppi politici. Gli investimenti nei mercati emergenti implicano rischi accentuati legati a questi stessi fattori. Laddove un fondo si concentri su società in una regione specifica, è soggetto a rischi più elevati di sviluppi sfavorevoli in quella regione rispetto a un fondo più ampiamente diversificato.