Beyond Bulls & Bears

L’aspetto positivo: la riduzione della Fed è un segnale di rafforzamento dell’economia statunitense

Questo contenuto è disponibile anche in: Inglese Francese

A maggio la Federal Reserve ha annunciato di stare pianificando una riduzione degli acquisti di titoli del Tesoro, scatenando così una tempesta su Wall Street che ha portato instabilità in un mese che sino a quel momento era stato soddisfacente per i mercati statunitensi. Nello scompiglio creato da questo annuncio è stato facile perdere quasi di vista un aspetto positivo: la Fed ritiene che l’economia sia abbastanza forte da poter camminare con le proprie gambe.

Eric Takaha, senior vice president e gestore di portafoglio, afferma che le tendenze economiche, tra cui il calo della disoccupazione, sono migliorate al punto che la Fed dovrebbe quanto meno considerare una riduzione del suo programma di acquisto di titoli del Tesoro.

Attualmente la Fed acquista ogni mese titoli del Tesoro e titoli garantiti da ipoteca per un controvalore di 85 miliardi di dollari. Gli acquisti di debito a lungo termine erano iniziati alla fine del 2008 allo scopo di ridurre i tassi d’interesse a lungo termine e incoraggiare gli investimenti in attività più rischiose, ad esempio titoli azionari e immobili.

Più di quattro anni dopo, alla luce dei rialzi del mercato azionario USA e dell’incremento delle vendite di abitazioni, il piano – o qualche altra misura – della Fed sembra che stia funzionando. Non dovrebbe quindi sorprendere che la Fed abbia annunciato di stare programmando l’avvio di una riduzione dei suoi acquisti obbligazionari, sostiene Takaha, aggiungendo anche che è probabilmente positivo che il mercato sia stato quanto meno avvertito di questo possibile cambiamento di politica.

Eric Takaha

Calma e sangue freddo

È incontestabile che gli investitori obbligazionari risentiranno degli aumenti dei tassi dei titoli del Tesoro a seguito del cambiamento di politica della Fed. Alcuni temono però che i tassi possano salire in modo disordinato, creando caos sui mercati. Ed è possibile che ciò sia già iniziato: a maggio, i titoli del Tesoro decennali hanno subito la maggior perdita mensile dal 2009, con un incremento del rendimento al 2,23%, il più elevato da aprile 2012.

Takaha adotta un approccio più cauto nel considerare gli effetti delle variazioni dei tassi d’interesse sugli investimenti nel suo portafoglio, rilevando che varieranno a seconda dei tipi di titoli a reddito fisso.

“Vi sarà incontestabilmente un impatto. Nel caso di un aumento dei tassi, le obbligazioni societarie investment grade saranno probabilmente le più vulnerabili, mentre titoli come le obbligazioni societarie ad alto rendimento e i prestiti bancari tenderanno a risentirne in misura minore. Questo perché, quanto meno ora per l’alto rendimento, circa i tre quarti del rendimento complessivo derivano dallo spread [il differenziale di rendimento tra la media delle emissioni incluse nell’indice di riferimento e i titoli del Tesoro decennali], non dalla curva dei titoli del Tesoro in sé. Di conseguenza, un eventuale aumento dei tassi dei titoli del Tesoro avrà un impatto sugli investitori obbligazionari, anche se in generale gran parte di esso potrà essere assorbito nello spread e gli spread potrebbero comprimersi. Si pensi ai prestiti bancari, che sono strumenti a tasso variabile. Sebbene abbiano un certo rendimento minimo, in generale, se i tassi a breve termine salgono nel tempo, i titoli di prestiti bancari possono effettivamente generare un reddito maggiore.” [1]

“Per definizione, gli USA non rientrano tra i mercati globali e questi ultimi sono correlati a curve di titoli del Tesoro non statunitensi. Sebbene vi possano essere certe correlazioni con ciò che accade negli Stati Uniti in termini di tassi, con i conseguenti impatti, la tendenza è molto meno diretta.”

Ritorno ai fondamentali

Malgrado le nuove preoccupazioni in merito alla riduzione, i fattori essenziali per la performance del credito societario sono costituiti da propulsori tradizionali: i fondamentali di bilancio principali. Le società registrano solitamente la massima redditività in un’economia caratterizzata da una crescita stabile, ma positiva, afferma Takaha. E questo è fortunatamente il contesto in cui la maggior parte delle imprese statunitensi ha operato recentemente. Fintantoché le aziende conservano la propria liquidità e i bilanci continuano ad essere in ordine, molti rischi correnti possono essere ridotti. Takaha intravede tuttavia alcune nuvole all’orizzonte che potrebbero ostacolare la crescita futura.

“I ricavi societari hanno subito un rallentamento e i margini di utile hanno toccato i massimi, per cui aleggia qualche timore che il quadro stia cominciando a evolvere in negativo. Dalla prospettiva attuale, tuttavia, riteniamo che le società siano posizionate in modo piuttosto soddisfacente. E allora, su che cosa ci concentriamo? Cosa ci tiene svegli la notte? Tendenzialmente l’economia e i ricavi, ma pensando al saldo del 2013 e al prossimo anno, abbiamo abbastanza fiducia in tali fondamentali anche per il futuro.”

Ricevi altre prospettive da Franklin Templeton Investments nella tua casella di posta. Iscriviti al blog Beyond Bulls & Bears.

Per notizie interessanti e aggiornate sugli investimenti, seguici su Twitter @FTI_Global e su LinkedIn.

Quali sono i rischi?

Tutti gli investimenti comportano rischi, inclusa la perdita del capitale. Il valore degli investimenti può subire rialzi e ribassi; di conseguenza, gli investitori potrebbero non recuperare l’intero ammontare del proprio investimento. I prezzi delle obbligazioni si muovono di norma in direzione opposta a quella dei tassi d’interesse. In generale, il pagamento di un rendimento superiore è associato all’assunzione di un rischio di credito più elevato. Le obbligazioni ad alto rendimento comportano un rischio più elevato di insolvenza e volatilità dei prezzi rispetto alle obbligazioni di alta qualità e ai titoli di stato USA. Le obbligazioni ad alto rendimento possono registrare oscillazioni dei prezzi improvvise e marcate che incidono sul valore dell’investimento operato.



[1] I titoli del Tesoro, se detenuti sino alla scadenza, offrono un tasso fisso di rendimento e un valore di capitale fisso; i loro pagamenti di interessi e capitale sono garantiti. I prestiti a tasso variabile e le obbligazioni societarie ad alto rendimento hanno un rating inferiore a investment grade e sono soggetti a un rischio di insolvenza più elevato, con conseguenti possibilità di perdita del capitale, un rischio che può acuirsi in un contesto di rallentamento dell’economia.