Beyond Bulls & Bears

Una ricetta a base di biotecnologia e farmaceutica

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Quando si va dal medico o si apre l’armadietto dei medicinali alla ricerca di qualcosa per curarvi, difficilmente si riflette su quanta scienza e innovazione vi siano dietro una compressa. Il Portfolio Manager Evan McCulloch concentra la sua attenzione sui prodotti dei settori della salute, biotecnologico e farmaceutico che possono cambiare il mondo della medicina. Sostiene che i nuovi cicli di prodotto e terapie hanno reso questa fase particolarmente interessante per il settore e, potenzialmente, per gli investitori.

McCulloch e il suo team seguono attivamente più di 200 società in tutto il mondo, alla ricerca di quelle scambiate a sconti significativi rispetto alle stime del loro valore intrinseco e, dalla loro sede a metà strada tra i centri di innovazione di San Francisco e della Silicon Valley in California, possono inoltre osservare direttamente molte di queste aziende all’avanguardia.

“Ci troviamo in un’area in cui opera uno dei maggiori complessi di società biotecnologiche del mondo, e abbiamo quindi ottime opportunità per contattare il management e avere scambi di idee più informali con i dipendenti. Ad esempio, a circa cinque chilometri dal mio ufficio si trova una società che considero un leader globale nell’area dei trattamenti dell’HIV e che vanta una ricca serie di farmaci antitumorali.

“Un altro esempio è un’azienda che ha recentemente ottenuto dalla Food and Drug Administration (FDA) l’approvazione per un farmaco contro la sclerosi multipla che non soltanto è più efficace e meglio tollerato rispetto l’attuale standard di cura, ma può anche essere assunto per via orale, anziché somministrato mediante iniezione come i farmaci finora utilizzati dai pazienti.”

McCulloch spiega che alcuni degli sviluppi più entusiasmanti e potenzialmente in grado di rivoluzionare la vita dei pazienti hanno avuto luogo nell’area degli antitumorali e dei farmaci orfani.

“Sono stati compiuti progressi straordinari nell’area dei trattamenti antitumorali, soprattutto per il carcinoma prostatico e la leucemia. Un’evoluzione che stiamo seguendo con particolare interesse è l’impiego di marker biologici per determinare le sottopopolazioni di pazienti che hanno maggiori probabilità di rispondere e/o di fornire la risposta migliore. Ciò contribuisce a ridurre drasticamente i tempi e i costi di sviluppo, oltre ad arrecare benefici ai pazienti.

“I farmaci orfani rappresentano un’altra area d’interesse. Tecnicamente, per malattie orfane s’intendono quelle che colpiscono meno di 200.000 soggetti negli Stati Uniti. Una percentuale significativa delle attività di ricerca è stata concentrata sulle malattie “ultra-orfane”, ossia malattie che interessano meno di 10.000 pazienti. Di norma, i farmaci per queste patologie sono venduti a prezzi elevati e pertanto rappresentano ancora un’opportunità commerciale significativa. I farmaci per queste popolazioni di pazienti ridotte comportano costi di sviluppo e commercializzazione significativamente inferiori e possono essere immessi sul mercato più rapidamente. Inoltre, alcuni farmaci orfani lanciati di recente hanno ottenuto risultati decisamente superiori alle previsioni, accentuando così l’interesse degli investitori per questa nicchia.”

McCulloch sottolinea che l’evoluzione demografica offre uno dei temi d’investimento più forti nei settori biotecnologico e della salute, in quanto numerosi paesi sviluppati stanno registrando un cambiamento di tendenza in proposito.

“La crescita continua della popolazione anziana comporta di norma un incremento dei costi sanitari pro capite. Ciò vale naturalmente anche per i farmaci: gli anziani assumono spesso il doppio dei medicinali rispetto ai ventenni e trentenni. Molti farmaci sono usati per trattare condizioni croniche che solitamente insorgono in età avanzata, come per esempio diabete, ipertensione e colesterolo elevato.”

A fronte delle tendenze demografiche favorevoli e dei nuovi entusiasmanti prodotti, la crescita degli utili di numerose società quotate ha subito un’accelerazione e questa è una buona notizia per gli investitori nel settore. A una prima osservazione, i multipli prezzo-utile elevati di certi titoli del settore potrebbero sollevare qualche perplessità tra gli investitori value. McCulloch spiega il suo punto di vista.

“Alcuni rapporti P/U (Prezzo/Utili)specifici appaiono elevati perché le società hanno conseguito la redditività soltanto negli ultimi tempi e non hanno ancora raggiunto livelli di margini maturi. Nel complesso, riteniamo comunque che il settore abbia valutazioni abbastanza ragionevoli.  Valutiamo le nostre società principalmente in base a un’analisi dei flussi finanziari attualizzati. Riscontriamo che la maggior parte delle società è scambiata a livelli inferiori ai nostri obiettivi di prezzo di caso base e che i futuri successi sul fronte della ricerca e dello sviluppo potrebbero generare ulteriori potenziali di rialzo. In base a questo parametro, continuiamo a ritenere che pochissime società siano palesemente sopravvalutate.”

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Quali sono i rischi?

Tutti gli investimenti comportano rischi, inclusa la perdita del capitale. Il valore degli investimenti può subire rialzi e ribassi; di conseguenza, gli investitori potrebbero non recuperare l’intero ammontare del proprio investimento. Gli investimenti nei settori biotecnologico, farmaceutico e della salute comportano rischi quali gli aspetti legati ai brevetti, la responsabilità di prodotto, i requisiti normativi imposti dai vari governi e l’approvazione regolatoria per i nuovi farmaci e prodotti medici. Le società biotecnologiche sono spesso di dimensioni ridotte e/o relativamente giovani. Le società di minori dimensioni possono essere particolarmente sensibili ai cambiamenti delle condizioni economiche e le loro prospettive di crescita sono meno certe di quelle delle società maggiori, più tradizionali, e possono essere volatili, specialmente nel breve termine. Gli investimenti in società estere comportano rischi particolari quali fluttuazioni dei cambi e incertezza politica.