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Come colmare il divario: società di infrastrutture globali quotate

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Ritenere che distribuendo gli investimenti tra alcune asset class si ottenga una diversificazione sufficiente per generare un risultato positivo è un approccio che assomiglia troppo al lancio di un paio di dadi. Un portafoglio con investimenti che danno performance mediocri può essere diversificato, ma non riuscirà necessariamente a generare rendimenti aggiustati per il rischio più elevati o ad offrire la stabilità auspicata per fare fronte a picchi di volatilità. Il suggerimento di Wilson Magee, Director of Global Real Estate and Infrastructure Securities, Franklin Templeton Real Asset Advisors, per gli investitori alla ricerca di classi per aumentare la diversificazione si riassume in una sola parola: infrastrutture.

Wilson Magee

Director of Global Real Estate and Infrastructure Securities, Franklin Templeton Real Asset Advisors

Le società di infrastrutture globali quotate si concentrano su asset che offrono servizi essenziali, indispensabili per l’attività, la prosperità e la crescita di popolazioni ed economie. Questa asset class investe nel segmento dei trasporti, per esempio in società ferroviarie e aeroportuali (ma di norma non in compagnie aeree), in aziende per la distribuzione idrica ed elettrica, di infrastrutture per le comunicazioni (ad esempio ripetitori per telefonia mobile), autostradali e portuali. Le infrastrutture comprendono servizi essenziali per l’energia, ad esempio trasporti e stoccaggio, ma non esplorazione o produzione.

Strategie difensive

Uno dei possibili benefici più allettanti offerti dalle società di infrastrutture globali quotate sono a nostro avviso i flussi di ricavi relativamente stabili, una caratteristica che è diventata particolarmente interessante per gli investitori stressati dalla volatilità. Oltre a dividendi storicamente attraenti, questa asset class offre caratteristiche difensive di flussi di cassa. Il suo interesse deriva tra l’altro dalla natura intrinseca degli asset stessi, che vantano posizioni relativamente monopolistiche e regolamentate, elevate barriere all’ingresso, una domanda stabile e una lunga vita media, con flussi di ricavi definiti. Tali caratteristiche possono fornire alla asset class un certo grado di protezione dai cicli aziendali ed economici che i titoli azionari non sono in grado di offrire. Riteniamo che queste siano le ragioni per cui gli investimenti in infrastrutture hanno continuato a offrire crescita degli utili e stabilità durante la crisi finanziaria globale.

Crescita globale

Le società di infrastrutture globali quotate costituiscono un’asset class che dovrebbe registrare una forte crescita. La nostra convinzione si basa su tre temi importanti per la crescita delle infrastrutture in tutto il mondo. Il primo è l’obsolescenza delle infrastrutture già esistenti, che in numerosi mercati sviluppati devono essere riparate, sostituite o ammodernate. Secondo una stima, entro il 2020 gli Stati Uniti dovranno investire USD 3,6 trilioni[1] per rimodernare infrastrutture obsolete, e globalmente si calcola che tale importo sia prossimo a USD 57 trilioni[2].

Il secondo tema a supporto della crescita è l’aumento della popolazione mondiale, in particolare nei mercati emergenti, dove l’urbanizzazione e la crescita della classe media sono destinati a favorire un rapido incremento della domanda di nuove infrastrutture. A livello globale, si prevede che dal 2005 al 2015 la classe media aumenterà di 800 milioni di persone[3], e di 1,5 miliardi di persone nel periodo 2015 – 2025[4]. Questa crescita si tradurrà nell’esigenza di infrastrutture atte a sostenere l’aumento della domanda di servizi essenziali e trasporti di beni e prodotti.

Il terzo tema è legato alla combinazione di un aumento delle spese fiscali e delle tensioni economiche con un conseguente gap significativo a livello di investimenti governativi in infrastrutture che potrebbe crearsi nei prossimi 20 anni, sia nei mercati sviluppati che in quelli emergenti. A nostro avviso, ciò potrebbe creare enormi opportunità potenziali per gli investimenti in società di infrastrutture private quotate.

Questi temi di crescita ci indicano che le prospettive per gli investimenti in società di infrastrutture globali quotate sono promettenti e che la asset class appare interessante rispetto ad altre, come ad esempio i titoli azionari globali in generale, le azioni statunitensi e le obbligazioni.

Ruolo dei dividendi

Un componente importante dell’asset class rappresentata delle società di infrastrutture globali quotate è il flusso storico di dividendi. Come illustrato nel grafico seguente, i dividendi azionari annualizzati registrati dalle società di infrastrutture per il periodo chiuso al 30/06/13 si rapportano favorevolmente rispetto a quelli di certe altre asset class[5].

Storicamente, la crescita dei dividendi ha inoltre superato l’inflazione[6], grazie all’incremento annuale registrato nel corso degli ultimi 10 anni[7], e il tasso di crescita composto, pari all’11,3%[8] annuo, ha oltrepassato ampiamente l’inflazione. Ciò nonostante, per il futuro non prevediamo tassi di crescita dei dividendi così elevati come in passato. I contratti indicizzati all’inflazione nel lungo termine sono una caratteristica frequente di numerosi investimenti in infrastrutture, che spesso supportano stabilità e crescita dei dividendi.

Non soltanto diversificazione

A nostro giudizio, gli investitori che mirano alla diversificazione si renderanno conto che le società di infrastrutture globali quotate possono offrire non soltanto una fonte diversificata di reddito, ma anche un interessante potenziale di crescita. Fermo restando che la diversificazione non garantisce un guadagno né protegge da possibili perdite, le società di infrastrutture come asset class offrono opportunità globali che vanno dal Nord America all’Europa, dalla regione Asia-Pacifico all’America Latina. Riteniamo particolarmente interessanti le prospettive delle società di infrastrutture nel settore dell’energia negli Stati Uniti e per l’America Latina, dove prevediamo sia possibile una crescita significativa.

Indipendentemente da dove siano le opportunità, riteniamo che un processo di selezione titoli bottom-up sia fondamentale per il successo degli investimenti nel lungo periodo e che le infrastrutture possano offrire una soluzione interessante agli investitori alla ricerca di potenziale reddito e apprezzamento del capitale.

 

Quali sono i rischi?

Tutti gli investimenti comportano rischi, inclusa la perdita del capitale. Il valore degli investimenti può subire rialzi e ribassi; di conseguenza, gli investitori potrebbero non recuperare l’intero ammontare del proprio investimento. Gli investimenti in titoli legati alle infrastrutture comportano rischi particolari, come per esempio alto livello di oneri finanziari, leva finanziaria elevata e maggiore sensibilità a sviluppi economici o normativi negativi che influenzano il settore. L’investimento in titoli di società di servizi di pubblica utilità, se acquistati per il dividendo azionario, comportano inoltre i rischi di tasso d’interesse.

Storicamente, quando i tassi d’interesse salgono, le quotazioni azionarie di queste società tendono a scendere. Di conseguenza, a mano a mano che i titoli delle società di servizi di pubblica utilità si adeguano a un aumento dei tassi d’interesse, le quotazioni azionarie possono diminuire. La focalizzazione su un settore o gruppo di settori implica un rischio molto più elevato di sviluppi e movimenti negativi dei prezzi di tali settori rispetto all’investimento in una gamma settoriale più ampia. Gli investimenti esteri comportano rischi particolari quali fluttuazioni dei tassi di cambio, instabilità economica e sviluppi politici. Il rischio degli investimenti esteri può essere maggiore nei mercati in via di sviluppo o emergenti. Gli investitori devono essere disposti a subire fluttuazioni del valore dei loro investimenti in quanto i titoli delle piccole e medie imprese possono essere volatili, soprattutto a breve termine.

Le società di minori dimensioni o relativamente nuove o prive di una lunga storia possono essere particolarmente sensibili ai cambiamenti delle condizioni economiche e le loro prospettive di crescita sono meno certe di quelle delle società maggiori, più tradizionali. I derivati, incluse le strategie di gestione dei cambi, comportano costi e possono creare una leva economica in un portafoglio la quale può a sua volta provocare una notevole volatilità e causare perdite (come pure profitti) su un importo superiore all’investimento iniziale. L’investimento potrebbe non generare i benefici previsti e dare luogo a perdite laddove una controparte non consegua i risultati o non adempia agli obblighi come pattuito.



[1] Fonte: American Society of Civil Engineers, 2013 Report Card for America’s Infrastructure.

[2] Fonte: McKinsey Global Institute and McKinsey Infrastructure Practice, Infrastructure Productivity: How to Save $1 Trillion a Year (gennaio 2013).

[3] Fonte: Dati relativi alla classe media: Homi Kharas, Brookings Institution, 2012. Dati relativi alla popolazione: “World Bank: Health Nutrition and Population Statistics: Population estimates and projections.” Definizioni di regione occidentale e asiatica: Surjit S. Bhalla, Second Among Equals: The Middle Class Kingdoms of India and China, May 2007.

[4] Ibid.

[5] Fonte: FactSet al 30/06/13. © 2013 FactSet Research Systems Inc. Tutti i diritti riservati. Le informazioni qui contenute: (1) sono proprietà esclusiva di FactSet Research Systems Inc. e/o dei suoi fornitori di contenuti; (2) non possono essere copiate o distribuite e (3) non sono coperte da alcuna garanzia di accuratezza, completezza o tempestività. FactSet Research Systems Inc. e i suoi fornitori di contenuti non sono in alcun caso responsabili di danni o perdite derivanti dall’utilizzo di tali informazioni. La performance del passato non costituisce una garanzia indice di risultati futuri. Fonti: S&P 500 Index e S&P Global Listed Infrastructure Index. Copyright © 2013, S&P Dow Jones Indices LLC. Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione di S&P 500 Index e S&P Global Listed Infrastructure Index in ogni forma, salvo in caso di previa autorizzazione scritta di S&P. S&P non garantisce l’accuratezza, l’adeguatezza, la completezza o la disponibilità di alcun genere di informazioni e non è responsabile di errori od omissioni (indipendentemente dalla causa) né dei risultati derivanti dall’utilizzo di tali informazioni. S&P DISCONOSCE QUALSIVOGLIA GARANZIA ESPLICITA O IMPLICITA INCLUSE, IN VIA NON LIMITATIVA, EVENTUALI GARANZIE DI COMMERCIABILITÀ O IDONEITÀ A UNO SCOPO O UTILIZZO PARTICOLARE. S&P non sarà in alcun caso responsabile di danni diretti, indiretti, speciali o consequenziali, costi, spese, parcelle legali o perdite (inclusi mancati utili o perdita di utili e costi di opportunità) in relazione all’utilizzo di S&P 500 Index e S&P Global Listed Infrastructure Index da parte di abbonati o altri. Fonte: MSCI. MSCI disconosce qualunque dichiarazione o garanzia implicita o espressa e non si assume alcuna responsabilità riguardo ai dati MSCI qui riportati. I dati MSCI non possono essere ulteriormente ridistribuiti o utilizzati come base per altri indici o qualunque tipo di titolo o prodotto finanziario. Questa relazione non è stata approvata, esaminata o prodotta da MSCI. Fonte: Barclays Global Family of Indices. © 2013 Barclays Capital Inc. Usato previa autorizzazione. Fonte: FTSE EPRA/NAREIT Developed TR USD Index. “FTSE®” è un marchio delle società del London Stock Exchange Group, “NAREIT®” è un marchio della National Association of Real Estate Investment Trusts ed “EPRA®” è un marchio della European Public Real Estate Association; tutti i marchi sono utilizzati da FTSE International Limited su licenza. Il FTSE EPRA/NAREIT Developed TR USD Index è calcolato da FTSE. FTSE, Euronext N.V., NAREIT ed EPRA non sponsorizzano, approvano o promuovono questo prodotto e non sono in alcun modo a esso collegati né si assumono alcuna responsabilità. Gli indici non sono gestiti e non è possibile investire direttamente in un indice. La performance del passato non è indice di risultati futuri.

 

[6] Fonte: Bloomberg, Franklin Templeton Real Asset Advisors e Bureau of Labor Statistics. La crescita dei dividendi delle società di infrastrutture globali per azione è rappresentata dall’incremento annuo dei dividendi per azione dei 52 titoli facenti parte dell’S&P Global Infrastructure Index al 28 marzo 2013, per i quali sono disponibili i dati relativi ai dividendi sino al 2003. Molte delle società incluse nell’indice sono quotate in borsa da meno di dieci anni. Fonte: S&P Global Listed Infrastructure Index. Copyright © 2013, S&P Dow Jones Indices LLC. Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione di S&P Global Listed Infrastructure Index in ogni forma, salvo in caso di previa autorizzazione scritta di S&P. S&P non garantisce l’accuratezza, l’adeguatezza, la completezza o la disponibilità di alcun genere di informazioni e non è responsabile di errori od omissioni (indipendentemente dalla causa) né dei risultati derivanti dall’utilizzo di tali informazioni. S&P DISCONOSCE QUALSIVOGLIA GARANZIA ESPLICITA O IMPLICITA INCLUSE, IN VIA NON LIMITATIVA, EVENTUALI GARANZIE DI COMMERCIABILITÀ O IDONEITÀ A UNO SCOPO O UTILIZZO PARTICOLARE. S&P non sarà in alcun caso responsabile di danni diretti, indiretti, speciali o consequenziali, costi, spese, parcelle legali o perdite (inclusi mancati utili o perdita di utili e costi di opportunità) in relazione all’utilizzo di S&P Global Listed Infrastructure Index da parte di abbonati o altri.  Gli indici non sono gestiti e non è possibile investire direttamente in un indice. La performance del passato non è indice di risultati futuri.

[7] Ibid.

[8] Ibid.