Beyond Bulls & Bears

La politica è secondaria ai fondamentali azionari statunitensi

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È facile lasciarsi coinvolgere dal dramma e dalle tensioni con cui repubblicani e democratici stanno discutendo nel Congresso in merito al tetto del debito e allo shutdown(chiusura temporanea di uffici governativi non essenziali)  del governo federale americano, ma il Portfolio Manager Grant Bowers mantiene il suo approccio preferito: guardare oltre le posizioni della politica, concentrandosi invece sui fondamentali delle società statunitensi. Di seguito, Bowers ci illustra in modo più approfondito le sue opinioni riguardo ai problemi attuali, spiegando i motivi per cui è convinto che anche dinanzi a una nuova resa dei conti politica a Washington, gli Stati Uniti offrano ancora ottime opportunità d’investimento.

 

Grant Bowers

Vice President & Portfolio Manager, Franklin Equity Group®

La situazione a Washington è rimasta incerta e abbiamo continuiamo a seguirla attentamente. Sebbene fosse difficile ipotizzare l’esito del dibattito sul tetto del debito statunitense, sembrava che si stessero aprendo le linee di comunicazione tra repubblicani e democratici. Nell’estate del 2011 abbiamo assistito a un crollo generalizzato del mercato che ha investito tutte le asset class, causato dall’incertezza sul tetto del debito e dal declassamento del credito statunitense da parte di S&P, nonché dalle preoccupazioni per un potenziale forte rallentamento economico in Cina, il dissolvimento della moneta unica europea e le prospettive di una nuova entrata in recessione degli Stati Uniti. Il quadro odierno è nettamente diverso, soprattutto perché dopo il 2011 è stato attuato un nuovo ciclo di allentamento quantitativo (QE) e la salute dell’economia è migliorata, grazie agli effetti del primo e del secondo ciclo di QE. Con tutta probabilità dovremo ancora attenderci una certa volatilità a breve, fino a quando i problemi non saranno stati definitivamente risolti, ma in un’ottica di lungo termine riteniamo che sia importante restare concentrati sui fondamentali delle nostre partecipazioni ed evitare di cercare di interpretare le mosse politiche posizionando tatticamente i portafogli alla ricerca di potenziali risultati nel breve periodo.

Sebbene lo shutdown del governo abbia causato, e continuerà probabilmente a causare, una certa volatilità sui mercati, prevediamo che nel breve termine sarà possibile raggiungere una soluzione, o perlomeno un compromesso. Storicamente, gli shutdown del governo non hanno esercitato impatti negativi significativi sul mercato azionario statunitense. Nel lungo termine, rileviamo numerosi fattori di buon auspicio, ad esempio un miglioramento dell’occupazione, una ripresa del mercato immobiliare e un aumento della fiducia dei consumatori, fonti abbondanti di energia a basso prezzo e una ripresa della produzione. A nostro giudizio, lo shutdown del governo è temporaneo e non dovrebbe essere destinato a esercitare effetti notevoli su tali tendenze. Ciò non significa tuttavia che non continueremo a seguire attentamente la situazione.

Siamo ancora convinti che le fonti principali di performance del portafoglio saranno i fondamentali delle società specifiche in cui investiamo. La nostra ricerca si concentra su aziende in crescita, di alta qualità, con prospettive di crescita sostenibile nel lungo termine, buoni livelli di redditività e vantaggi notevoli vantaggi competitivi. Le valutazioni svolgono un ruolo importante nelle nostre decisioni d’acquisto, pertanto cerchiamo di sfruttare la debolezza del mercato per incrementare le posizioni esistenti e creare nuove posizioni in società che ci appaiono dotate di profili di crescita pluriennali. Negli ultimi tempi, abbiamo visto profilarsi sul mercato qualche rischio macroeconomico. Dal momento che investiamo in base ai fondamentali, ciò potrebbe comportare difficoltà nel breve periodo, ma offrire allo stesso tempo opportunità nel lungo periodo, dato che ci focalizziamo sull’identificazione di titoli in base ai loro parametri specifici di crescita, qualità e valutazioni.

In senso più ampio, le nostre prospettive generali per l’economia e il mercato statunitensi restano positive; vi sono vari fattori a supporto della nostra visione costruttiva per i prossimi anni. I titoli azionari statunitensi hanno continuato a essere scambiati a sconto rispetto alle valutazioni storiche, nonostante margini di utile robusti e utili societari prossimi ai massimi storici. Riteniamo che le azioni siano interessanti anche in rapporto ad altre asset class. I bassi tassi d’interesse degli ultimi anni, sostenuti dalla politica monetaria accomodante della Federal Reserve (Fed) e di altre grandi banche centrali, hanno consentito alle società di ricalibrare i propri bilanci, migliorando il cash flow libero e incrementando i saldi di cassa, che possono ora essere utilizzati per sostenere la crescita futura.

I consumatori statunitensi hanno anch’essi beneficiato delle politiche di allentamento della Fed, in quanto negli ultimi due anni i valori di beni come immobili e titoli azionari sono aumentati. Ciò ha portato a un miglioramento dei pattern delle spese al consumo e della fiducia dei consumatori, tendenze a loro volta sostenute dai costanti progressi a livello di occupazione, crescita salariale e mercato immobiliare.

Lo scorso anno i titoli azionari statunitensi hanno messo a segno forti rendimenti e continuiamo a individuare opportunità d’investimento interessanti in molti settori del mercato. Vari elementi, quali tassi di produttività più elevati e bassi costi dei fattori di produzione, contribuiscono a un quadro di crescita lenta ma stabile che si rispecchia nei forti utili registrati da molte società statunitensi. È tuttavia importante notare che le valutazioni rimangono generalmente al di sotto delle medie storiche e ritengo che, alla luce del supporto positivo dei fondamentali sottostanti, i titoli abbiano spazio per salire ancora nei prossimi anni.

Nell’ottica di un’economia in costante miglioramento, al momento preferiamo settori come tecnologia, salute e beni voluttuari, che a nostro avviso offrono prospettive di crescita migliori a valutazioni più interessanti. Inoltre, la maggior parte delle società in cui investiamo ha sede negli Stati Uniti e prevediamo che il miglioramento dei dati economici sia destinato a giovare al nostro portafoglio.

In merito all’uscita di scena di Bernanke

Gestiamo gli investimenti con un approccio bottom-up basato sui fondamentali e pertanto ci concentriamo sui fattori di crescita sottostanti le società in cui investiamo. Ciò detto, non prevediamo cambiamenti repentini nella politica della Fed dopo l’uscita di scena di Ben Bernanke. Pur riconoscendo che la politica monetaria accomodante seguita dalla Fed e da altre banche centrali primarie dei mercati sviluppati ha mantenuto i tassi d’interesse a bassi livelli e offerto un supporto straordinario alla ripresa dell’economia statunitense, vorremmo ricordare anche altri fattori che hanno contribuito alla crescita economica, lenta ma stabile, degli Stati Uniti. I consumatori statunitensi hanno indubbiamente beneficiato delle politiche di allentamento della Fed, ma i miglioramenti sottostanti a livello di occupazione, crescita salariale ed effetto ricchezza (minori impegni finanziari, netto miglioramento dei bilanci dei consumatori e aumento dei valori dei beni, sia immobiliari, quali le abitazioni, sia mobiliari, quali i titoli azionari, ecc.) hanno rafforzato la fiducia dei consumatori e gli andamenti della spesa per beni voluttuari.

Nello stesso tempo, le ricche risorse di gas naturale del paese hanno continuato a contribuire al quadro ampiamente favorevole per le imprese statunitensi. Riteniamo che il potenziale ruolo del gas naturale quale fonte economica e stabile di energia possa offrire benefici su ampia scala nel lungo termine in quanto vari impieghi, ad esempio come carburante a basso costo alternativo al diesel per le flotte di autocarri commerciali, sono destinate a diffondersi nel tempo.

Nonostante qualche incertezza creata dai problemi nel breve termine, le potenzialità di lungo periodo che riscontriamo su fronti come mercato immobiliare, energia e produzione sostengono il nostro ottimismo circa le future opportunità nell’area dei titoli azionari statunitensi.

Quali sono i rischi?

Tutti gli investimenti comportano rischi, inclusa la perdita del capitale. Il valore degli investimenti può subire rialzi e ribassi; di conseguenza, gli investitori potrebbero non recuperare l’intero ammontare del proprio investimento. I prezzi delle azioni subiscono rialzi e ribassi, talvolta estremamente rapidi e marcati, a causa di fattori che riguardano singole società, particolari industrie o settori o condizioni di mercato generali.