Beyond Bulls & Bears

Hasenstab: un grosso rischio per gli investitori nel 2014? Non fare nulla

Questo contenuto è disponibile anche in: Inglese Cinese semplificato Olandese Francese

Nella finanza comportamentale, esiste un concetto chiamato “paralisi dell’analisi” di cui sono vittime numerosi investitori. Un diluvio quotidiano di dati (spesso contradditori), di notizie e di consigli per gli investimenti può indurre chi investe a restare ai margini se non ad astenersi completamente da qualsiasi attività. A causa di questa paralisi, molti perdono opportunità e mettono addirittura a rischio il futuro conseguimento di obiettivi di lungo termine. Michael Hasenstab, Portfolio Manager, ritiene che “non far nulla” potrebbe essere il rischio maggiore per gli investitori nel 2014 e spiega perché a suo giudizio agilità e scioltezza siano più che mai importanti quando si va alla ricerca di potenziali opportunità, evitando di abbandonarsi all’inerzia sulla scia delle voci di mercato.

Michael Hasenstab, Ph.D., Executive Vice President, Chief Investment Officer, Global Bonds

Franklin Templeton Fixed Income Group®



Il 2013 in generale è stato un anno proficuo per i gestori attivi che operano senza vincoli e a mio avviso lo sarà anche il 2014 per il reddito fisso. Sono convinto che uno dei rischi maggiori nel 2014 sarà l’inazione e che gli investitori dovranno essere estremamente attivi. Nel 2014, dovremo essere molto aggressivi nel posizionarci in modo da proteggerci nel modo migliore contro il rischio di tasso d’interesse. Uno degli obiettivi principali della nostra strategia è tutelare il capitale in un contesto di aumento dei tassi. Penso che ciò sia quello che è avvenuto nel 2013 e che, a mio giudizio, si ripeterà nel 2014.        

È essenziale non lasciarsi prendere da attacchi di panico. All’inizio di quest’anno vi era un ampio consenso che il ciclo dei mercati emergenti si fosse concluso, e regnava un notevole pessimismo. A nostro avviso la realtà è diversa. Riteniamo che in certe aree del panorama ribassista vi siano alcune gemme che in questa sorta di contagio/panico di massa vengono ignorate. Crediamo che nel 2014 dovremo isolare i paesi specifici in cui intravediamo opportunità evitando generalizzazioni che potrebbero portare, come si suol dire, a gettare via il bambino insieme all’acqua sporca. Pensiamo che la flessibilità e un mandato privo di vincoli che ci consenta di rivolgere la nostra attenzione a parti diverse del mondo rappresentino un vantaggio.

Un nuovo paradigma:  aumento dei tassi

 

All’inizio del 2013, il nostro obiettivo era generare rendimenti positivi in un contesto in cui l’aumento dei tassi d’interesse avrebbe potuto creare problemi a chi investe nel reddito fisso. Penso che ciò continuerà ad essere essenziale non soltanto per quest’anno, ma anche per almeno i prossimi cinque anni. A mio giudizio, il contesto potrebbe essere molto diverso da quello dell’ultimo decennio. Ritengo che un approccio globale privo di vincoli ci consentirà di sfruttare le opportunità che possono emergere in qualsiasi parte del mondo, aiutandoci al contempo a ridurre il rischio di tasso d’interesse.

Un’impostazione priva di vincoli e veramente globale, la capacità di muoverci con agilità, di ridurre il rischio di tasso d’interesse e di sfruttare le opportunità e le valute sono tutti aspetti che gli investitori dovrebbero a mio avviso considerare se intendono conservare il proprio patrimonio in una fase in cui la Federal Reserve ha sostanzialmente portato la maggior parte dei tassi d’interesse a zero. Se si tiene conto dell’impatto dell’inflazione, bisogna ricordare che anche per conservare il proprio patrimonio è necessario correre qualche rischio. Limitarsi a conservare la liquidità è una strategia che riteniamo molto simile a perdere denaro. Il nostro lavoro consiste in realtà nell’identificare quali rischi riteniamo possano compensarci e quali non valga la pena correre. 

Quest’approccio non è nuovo per noi. Da due decenni, il team Templeton Global Bond è all’avanguardia dell’investimento a reddito fisso globale e si muove in molte parti del mondo in cui altri non osano avventurarsi. E siamo convinti che tale impostazione continuerà a essere fondamentale nel prossimo decennio, all’inizio di quello che potrebbe essere un nuovo paradigma per i tassi d’interesse.

Quali sono i rischi?

Tutti gli investimenti comportano rischi, inclusa la perdita del capitale. Il valore degli investimenti può subire rialzi e ribassi; di conseguenza, gli investitori potrebbero non recuperare l’intero ammontare del proprio investimento. In generale, gli investimenti con potenziale di rendimenti elevati sono accompagnati da un livello di rischio più alto. I prezzi delle obbligazioni si muovono di norma in direzione opposta a quella dei tassi d’interesse. Di conseguenza, a mano a mano che i prezzi delle obbligazioni detenute in un portafoglio d’investimento si adeguano a un aumento dei tassi d’interesse, il valore del portafoglio può diminuire. Gli investimenti esteri comportano rischi particolari quali fluttuazioni dei cambi, instabilità economica e sviluppi politici. Gli investimenti nei mercati emergenti, un segmento dei quali è costituito dai mercati di frontiera, implicano rischi più accentuati connessi con gli stessi fattori, oltre a quelli associati alle dimensioni relativamente minori dei mercati in questione, ai volumi inferiori di liquidità e alla mancanza di strutture legali, politiche, economiche e sociali consolidate a supporto dei mercati mobiliari. I rischi associati ai mercati emergenti sono generalmente amplificati nei mercati di frontiera poiché gli elementi summenzionati – oltre a vari fattori quali la maggiore probabilità di estrema volatilità dei prezzi, illiquidità, barriere commerciali e controlli dei cambi – sono di norma meno sviluppati nei mercati di frontiera.