Beyond Bulls & Bears

Ampliare il raggio della ricerca di asset nei periodi di volatilità

Questo contenuto è disponibile anche in: Inglese Olandese Francese

È corretto affermare che gli investitori probabilmente non si abitueranno mai del tutto alla volatilità. Ed Perks, Executive Vice President e Director of Portfolio Management, Franklin Equity Group®, ritiene tuttavia che una gestione attiva delle inevitabili turbolenze associate agli investimenti azionari, anche nelle fasi di rialzo dei mercati, possa contribuire ad ammortizzare gli scossoni, e spiega come comprendere la dinamica dei fondamentali all’origine dei crolli di mercato sia essenziale per individuare potenziali opportunità in periodi burrascosi. Perks predilige una strategia d’investimento diversificata tra varie asset class, supportata da un approccio a più livelli alla gestione del rischio.

 Ed Perks

Ed Perks

Executive Vice President

Director of Portfolio Management

Franklin Equity Group®

Alla fine del 2013, alcuni analisti avevano formulato previsioni piuttosto ambiziose per l’economia statunitense nel 2014. A gennaio, abbiamo osservato sui mercati una certa correzione di tali previsioni, aggiunta a un’ondata di vendite che ha spazzato molti mercati emergenti. A febbraio, le condizioni meteorologiche estremamente avverse che hanno continuato a imperversare in gran parte degli Stati Uniti hanno aggravato le preoccupazioni per la crescita del paese, almeno nel breve termine.

Il quadro è stato invece molto diverso sin dall’inizio dell’anno per il mercato del reddito fisso, che per gran parte del 2013 aveva risentito degli aumenti dei tassi di lungo termine, e al momento attuale abbiamo potuto constatare che il rendimento dei Treasury decennali è effettivamente sceso, fornendo un valido sostegno al mercato del reddito fisso in generale.          

Come sfruttare la volatilità

Nel 2013, abbiamo posizionato il portafoglio preferendo i titoli azionari e concentrando la nostra attenzione su società con rendimenti interessanti e prospettive di crescita dei dividendi. A maggio/giugno 2013, è emerso per la prima volta un dibattito reale sul cosiddetto “tapering”, ossia la riduzione del programma di acquisto di titoli del Tesoro, conosciuto anche come allentamento quantitativo, attuato da tempo dalla Federal Reserve. In quella fase, abbiamo riscontrato un aumento piuttosto consistente dei tassi di lungo termine negli Stati Uniti, che ha a sua volta provocato alcuni cali abbastanza significativi dei prezzi delle obbligazioni in qualche area del mercato del reddito fisso. Questa pressione sui prezzi delle obbligazioni ci ha offerto alcune opportunità per iniziare ad irrobustire in modo selettivo le nostre partecipazioni obbligazionarie. In particolare, abbiamo individuato idee d’investimento tra obbligazioni societarie emesse di recente che sono ora scambiate a sconto rispetto al valore nominale. In generale, ampie variazioni di valutazione sui mercati azionari e obbligazionari possono giocare a favore del nostro approccio orientato al valore, in quanto ci concentriamo sui fondamentali specifici di ogni singola società, indipendentemente dal sentiment complessivo del mercato.

Mantenere la rotta sui titoli azionari statunitensi

Riteniamo che numerose società statunitensi siano effettivamente leader mondiali nei rispettivi settori e che vi siano ancora molte ragioni per investire in esse, alla luce delle attuali prospettive di crescita non solo dell’economia statunitense, ma anche di quella globale. In questo momento, energia, materiali e titoli tecnologici rappresentano le nostre specifiche aree d’interesse.

Gli Stati Uniti non sono l’unico paese in cui investiamo e abbiamo intensificato la nostra ricerca di opportunità d’investimento anche in altre regioni. Concentriamo la nostra attenzione sui fondamentali specifici di ogni singola società e cerchiamo di investire in aziende che a nostro avviso sono posizionate in modo soddisfacente, indipendentemente dal paese in cui hanno sede o dal contesto macroeconomico generale.

La forza della diversificazione

Per quanto concerne l’equazione del reddito fisso, adottiamo un approccio altrettanto globale e diversificato, tenendo conto di fattori fondamentali più ampi, ad esempio le prospettive economiche globali e l’andamento dei tassi d’interesse. Esaminiamo un’ampia gamma di asset class e di titoli alla ricerca di quelli che a nostro giudizio sono potenzialmente in grado di offrire agli investitori una combinazione di un flusso di reddito interessante e un apprezzamento del capitale nel lungo termine.

Un esempio è costituito dai titoli equity-linked, strumenti ibridi con caratteristiche tipiche degli investimenti sia obbligazionari che azionari. Le caratteristiche obbligazionarie comprendono una determinata cedola (che genera reddito) e una data di scadenza specifica, mentre quelle azionarie includono il legame con la performance di un’azione o un indice particolare.

I leveraged loan – chiamati anche floating-rate term loan o bank loan – sono un altro esempio. I leveraged loan sono considerati di qualità creditizia inferiore agli investment grade, ma di norma il loro status “senior” e “secured” può offrire agli investitori e ai finanziatori un certo grado di protezione dal rischio di credito; in generale, comportano inoltre un rischio di tasso d’interesse inferiore rispetto ai fixed-rate term loan.

Al momento, rileviamo opportunità particolarmente soddisfacenti tra le obbligazioni societarie investment grade e nel segmento di qualità superiore del mercato high yield. Ci appare interessante che molti titoli emessi alla fine del 2012 o all’inizio del 2013 a seguito del calo dei tassi d’interesse dello scorso anno attualmente siano scambiati a uno sconto notevole rispetto al par, offrendo allo stesso tempo opportunità di rendimento più elevato.

Si tratta veramente di trovare il giusto mix di asset al momento giusto. Riteniamo che il numero di nuove opportunità attualmente offerte da titoli a reddito fisso sia aumentato rispetto a quanto riscontrato da diverso tempo. Contemporaneamente, anche i titoli azionari appaiano ancora interessanti in un contesto in cui il rendimento continua ad essere relativamente basso.

 

Quali sono i rischi?

Tutti gli investimenti comportano rischi, inclusa la perdita del capitale. Il valore degli investimenti può subire rialzi e ribassi; di conseguenza, gli investitori potrebbero non recuperare l’intero ammontare del proprio investimento. I prezzi delle azioni subiscono rialzi e ribassi, talvolta estremamente rapidi e marcati, a causa di fattori che riguardano singole società, particolari industrie o settori o condizioni di mercato generali. I prezzi delle obbligazioni si muovono di norma in direzione opposta a quella dei tassi d’interesse. Di conseguenza, a mano a mano che i prezzi delle obbligazioni detenute in un portafoglio si adeguano a un aumento dei tassi d’interesse, il valore del portafoglio può diminuire. Le variazioni nella solidità finanziaria di un emittente obbligazionario o del rating creditizio di un’obbligazione possono influenzarne il valore. I prestiti a tasso variabile sono strumenti a rendimento superiore e rating inferiore, che sono soggetti a un rischio di insolvenza più elevato e possono comportare possibilità di perdita del capitale. Questi titoli implicano un grado più elevato di rischio di credito rispetto ai titoli investment grade.