Beyond Bulls & Bears

I fondamentali supportano prospettive generalmente positive per gli Stati Uniti

Questo contenuto è disponibile anche in: Inglese Olandese Francese

È dovuto passare un po’ di tempo, ma gli investitori sembrano finalmente aver superato alcuni dei timori persistenti che hanno gravato sul mercato azionario statunitense a partire dalla crisi finanziaria del 2008–2009. A marzo 2014, l’Indice S&P 500 ha raggiunto un nuovo massimo storico, a cinque anni esatti dal minimo ciclico a cui era sceso nel 2009[1]. Molti di questi stessi investitori si stanno ora chiedendo se tale rialzo sia giustificato dai fondamentali economici e se dopo cinque anni di andamento continuamente positivo non sia giunto il momento di andare alla ricerca di opportunità altrove.

Grant Bowers, Portfolio Manager, è ancora ottimista per quel che riguarda i titoli azionari statunitensi e respinge l’ipotesi che la fase rialzista dei mercati azionari si sia conclusa. A supporto del suo ottimismo per le prospettive di lungo termine del mercato, sottolinea il costante miglioramento del quadro economico negli Stati Uniti, il forte incremento degli utili societari e i numerosi temi di crescita che caratterizzano il contesto generale. I temi di crescita pluriennale, quali ad esempio il “rinascimento” dei settori dell’energia/manifatturiero e la ripresa in corso dei mercati immobiliari, integrano la sua attenzione agli investimenti in società in grado di beneficiare direttamente di queste tendenze. Ciò detto, ricorda che le valutazioni di mercato in generale sono salite e ritiene che in questo contesto sia importante un approccio alla gestione attiva unito a un’attenta selezione dei titoli.

Grant Bowers
Grant Bowers

Grant Bowers

Vice President & Portfolio Manager, Franklin Equity Group®

Negli ultimi cinque anni, il mercato azionario statunitense ha beneficiato di un miglioramento costante dell’economia interna e di una sana combinazione di crescita degli utili ed espansione dei multipli. Nonostante il rialzo del mercato, siamo ancora convinti che il quadro dei fondamentali dell’economia e del mercato azionario statunitense rimanga sostanzialmente intatto. Nel 2013, abbiamo osservato ottimi risultati a livello di utili societari: numerose società hanno infatti dichiarato livelli record di utili e cash flow libero. Sul fronte economico, i dati continuano generalmente a migliorare; i tassi di disoccupazione sono al minimo degli ultimi cinque anni e le spese per i consumi hanno avuto un andamento sostenuto. I consumatori statunitensi hanno generalmente beneficiato del miglioramento dell’economia e dei bassi tassi d’interesse, incrementando i tassi di risparmio e riducendo i costi di indebitamento.US Housesold

Noi del Franklin Equity Group riteniamo che negli ultimi cinque anni i titoli statunitensi si siano mossi razionalmente, rispecchiando il miglioramento del quadro economico e la forte crescita degli utili che abbiamo potuto osservare.

Guardando al 2014 e oltre, continuiamo ad avere fiducia nelle prospettive del mercato azionario statunitense. Prevediamo che il quadro dei fondamentali di miglioramento dell’economia statunitense sia destinato a mantenersi intatto. Riteniamo che gli investitori dovrebbero concentrarsi sulla competitività delle società statunitensi nel mercato globale e sui propulsori fondamentali di crescita dell’economia statunitense.

Valutazioni: Multipli di mercato vicini alle medie storiche
Nonostante le prospettive ottimistiche, va detto comunque che la nostra attenzione all’acquisto di quelle che riteniamo società growth di buona qualità con valutazioni interessanti ci ha portato a diventare sempre più selettivi a mano a mano che i titoli sono saliti. Le valutazioni sono aumentate dai bassissimi livelli osservati dopo la crisi finanziaria globale e sono ora vicine alle medie storiche in base a numerosi parametri.

Ciò nonostante, pensiamo che i livelli di valutazione del mercato siano ancora ragionevolmente interessanti e riflettano il quadro positivo dei fondamentali negli Stati Uniti. A nostro giudizio, ci troviamo con molta probabilità a metà strada del ciclo economico, in quanto le valutazioni non hanno raggiunto i livelli estremi che ci aspetteremmo di osservare alla fine di un ciclo. Al 28 febbraio 2014, il rapporto forward price-to-earnings (P/E) dell’Indice S&P 500 era pari a 15,3x. Anche misurandolo con altri parametri di valutazione, ad esempio i rapporti prezzo-cash flow libero o prezzo-valore contabile, il mercato risulta prossimo alle medie di lungo periodo e non ci sembra eccessivamente costoso.

Dal punto di vista degli investimenti, siamo selettivi ma continuiamo a individuare opportunità d’acquisto a prezzi interessanti di società in crescita di ottima qualità. Gli investitori non dovrebbero trascurare il fatto che molti degli stessi fattori che hanno sospinto il mercato al rialzo negli ultimi cinque anni sono ancora validi; ricordiamo tra questi la bassa inflazione e la politica monetaria accomodante in tutto il mondo, nonché il miglioramento dei dati economici negli Stati Uniti.

Le società statunitensi sembrano ben posizionate nel mercato globale

Da tempo sostengo che le società statunitensi appaiono generalmente robuste e abbiamo visto molte di esse emergere dalla crisi finanziaria del 2008–2009 rafforzate, più snelle e più redditizie rispetto alla fase pre-crisi. Questo scenario si rispecchia a nostro avviso nei margini di profitto, negli utili e nei cash flow liberi generati attualmente. Le società statunitensi hanno sfruttato l’attuale contesto per ridurre i costi degli interessi, migliorare la produttività e consolidare la loro posizione rispetto alla concorrenza in tutto il mondo. Molti di questi miglioramenti a nostro avviso dovrebbero continuare a sostenere la crescita in futuro. Numerose società statunitensi sembrano posizionate in modo ottimale sul mercato globale, in quanto offrono alcuni dei prodotti e marchi più importanti del mondo. A mano a mano che l’economia globale passa dalla ripresa a una crescita economica autosostenibile, riteniamo che molte società statunitensi dovrebbero essere in una posizione ideale per poterne trarre profitto.

Tema d’investimento generale: rinascimento dell’energia

In un’ottica di più lungo termine, osserviamo molti temi di crescita pluriennale che a nostro giudizio sono destinati a giovare all’economia statunitense e a offrirci potenziali opportunità d’investimento. Uno di questi temi è il “rinascimento manifatturiero” statunitense, che sembra essere ancora nella fase iniziale e al centro del quale vi sono le importanti scoperte di gas di scisto negli Stati Uniti negli ultimi cinque anni. L’abbondanza di queste nuove risorse ha modificato il panorama energetico, portando i costi dell’energia per le società e i consumatori statunitensi a livelli tra i più bassi del mondo. Sono scoperte significative e in grado di influenzare l’economia statunitense per decenni. Prevediamo che i benefici si faranno sentire non soltanto nei settori dell’industria e dell’energia, dove saranno necessari grandi investimenti, ma anche tra i consumatori statunitensi, che negli anni futuri potrebbero trarre profitto da bassa inflazione, miglioramento delle prospettive di occupazione e riduzione dei costi energetici. Crediamo che l’accesso all’energia a basso costo che le società statunitensi possono vantare dia loro un vantaggio competitivo strutturale sul mercato globale. Dal punto di vista degli investimenti, riteniamo che l’impatto del gas di scisto rappresenterà un elemento favorevole per molti decenni, in grado di giovare all’economia, ai consumi interni e al mercato azionario degli Stati Uniti.Natural Gas

Tema d’investimento generale: ripresa del mercato immobiliare

Dopo un periodo molto difficile durato cinque anni, ultimamente il mercato immobiliare ha registrato un soddisfacente rimbalzo. A nostro avviso, il quadro attuale del mercato immobiliare è destinato in futuro a contribuire alla crescita economica statunitense. Osserviamo un aumento dei prezzi e il ritorno sul mercato di nuovi acquirenti, che negli ultimi anni avevano preferito restare in attesa. I tassi dei mutui rimangono generalmente bassi e poiché la possibilità di acquistare una casa a prezzi bassi sembra ancora interessante in molti mercati, siamo propensi ad attenderci un incremento delle percentuali di proprietà nei prossimi anni e di un ritorno sul mercato di nuovi acquirenti. Il mercato immobiliare è una componente importante dell’economia statunitense e il suo miglioramento lento ma costante dovrebbe continuare a rappresentare un propulsore di crescita in futuro.

I commenti, le opinioni e le analisi di Grant Bowers hanno finalità puramente informative e non devono essere considerati come una consulenza individuale in materia di investimenti né come una raccomandazione a investire in un titolo o ad adottare una strategia di investimento. Le condizioni di mercato ed economiche sono passibili di rapidi cambiamenti, pertanto i commenti, le opinioni e le analisi si intendono resi alla data di questo post e sono soggetti a modifiche senza preavviso. Il materiale non intende costituire un’analisi completa di tutti i fatti rilevanti relativi a un paese, una regione, un mercato, un settore, un investimento o una strategia.

Ricevi altre prospettive da Franklin Templeton Investments nella tua casella di posta. Iscriviti al blog Beyond Bulls & Bears.

Per notizie interessanti e aggiornate sugli investimenti, seguici su Twitter @FTI_Global e su LinkedIn.

Quali sono i rischi?

Tutti gli investimenti comportano rischi, inclusa la perdita del capitale. Il valore degli investimenti può subire rialzi e ribassi; di conseguenza, gli investitori potrebbero non recuperare l’intero ammontare del proprio investimento. I prezzi dei titoli growth riflettono previsioni di ricavi o utili futuri e possono pertanto scendere notevolmente se una società non riesce a raggiungere tali previsioni. Le società di piccole e medie dimensioni o relativamente nuove o senza una lunga storia possono essere particolarmente sensibili ai cambiamenti delle condizioni economiche e le loro prospettive di crescita sono meno certe di quelle delle società maggiori, più tradizionali. Storicamente, questi titoli hanno registrato un livello di volatilità più elevato rispetto a quelli di società più grandi, soprattutto a breve termine. Nella misura in cui un portafoglio si concentra di volta in volta su particolari paesi, regioni, industrie, settori o tipi di investimento, può essere soggetto a un rischio più elevato di sviluppi negativi in tali aree di focalizzazione rispetto all’investimento in una gamma più ampia di paesi, regioni, industrie, settori o investimenti.



[1] Fonte: S&P Index Data Services. Copyright © 2014, S&P Dow Jones Indices LLC. Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione di S&P Index Data Services in ogni forma, salvo in caso di previa autorizzazione scritta di S&P. S&P non garantisce l’accuratezza, l’adeguatezza, la completezza o la disponibilità di alcun genere di informazioni e non è responsabile di errori od omissioni (indipendentemente dalla causa) né dei risultati derivanti dall’utilizzo di tali informazioni. S&P DISCONOSCE QUALSIVOGLIA GARANZIA ESPLICITA O IMPLICITA INCLUSE, IN VIA NON LIMITATIVA, EVENTUALI GARANZIE DI COMMERCIABILITÀ O IDONEITÀ A UNO SCOPO O UTILIZZO PARTICOLARE. S&P non sarà in alcun caso responsabile di danni diretti, indiretti, speciali o consequenziali, costi, spese, parcelle legali o perdite (inclusi mancati utili o perdita di utili e costi di opportunità) in relazione all’utilizzo di S&P Index Data Services da parte di abbonati o altri. Gli indici non sono gestiti e non è possibile investire direttamente in un indice. La performance del passato non è indice di risultati futuri.