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“Internet of things” – “Internet delle cose”

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Sebbene molti consumatori debbano ancora abituarsi a tenere un computer in tasca o in borsa, gli innovatori tecnologici hanno in serbo molte nuove diavolerie. Grant Bowers e JP Scandalios, Franklin Equity Group, ritengono che l’ultima tendenza, l’“Internet delle cose” stia cambiando la vita della gente. Spiegano perché ritengono che il movimento sia importante e analizzano altre opportunità nel settore tecnologico.

JP Scandalios
JP Scandalios
Grant Bowers
Grant Bowers

Grant Bowers
Vice President, Research Analyst
Portfolio Manager
Franklin Equity Group

JP Scandalios
Vice President, Research Analyst
Portfolio Manager
Franklin Equity Group

La tecnologia è sempre stata un’area di innovazioni rapide e al momento stiamo entrando in una nuova fase entusiasmante di progressi tecnologici. Crediamo che i risultati degli ultimi 15 – 20 anni di sviluppo stiano portando numerose entusiasmanti tendenze high-tech a livello di uso commerciale e molte di esse sono in grado di modificare significativamente la nostra vita di ogni giorno.

Una di queste tendenze a nostro giudizio affascinanti è l’“Internet delle cose”. Quest’espressione incorpora vari concetti, ma a livello di base si riferisce all’integrazione dei computer – e relativa interconnessione – negli oggetti di ogni giorno tramite l’accesso wireless a Internet. Negli ultimi anni, abbiamo assistito alla proliferazione dei cosiddetti dispositivi “smart”, in cui l’inserimento di sensori e processori può rivoluzionare e migliorare significativamente la relativa funzione. Ora osserviamo una tendenza che consente ai dispositivi smart di collegarsi tra loro e condividere dati, permettendo l’esecuzione di funzioni nuove e interessanti. Riteniamo che l’esplosione di tali dispositivi connessi modificherà radicalmente il modo in cui persone e imprese operano ogni giorno.

Un dispositivo che la maggior parte delle persone conosce probabilmente molto bene e rientra in tale categoria è il braccialetto per il fitness portato per controllare l’attività fisica. Il dispositivo, solitamente contenuto in un braccialetto, registra tra l’altro il numero di chilometri percorsi ogni giorno. I dati statistici raccolti dal dispositivo possono poi essere consultati su un computer o uno smartphone. Un’altra soluzione è un termostato intelligente, che anziché essere dotato di un programma statico di riscaldamento e raffreddamento della casa, con il passare del tempo impara le abitudini degli abitanti e si adegua automaticamente.

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Gran parte dell’entusiasmo deriva dalla possibilità di interazione tra questi dispositivi. Per esempio, se si permette ai due dispositivi sopra descritti di comunicare tra loro, il braccialetto per il fitness che controlla il movimento può dire in base all’attività registrata se il portatore si è svegliato prima del solito e avvisare il termostato di cominciare a riscaldare o raffreddare la casa. Il braccialetto per il fitness potrebbe inoltre comunicare al termostato quando il portatore non è in casa, consentendo teoricamente risparmi energetici. Se a ciò si aggiungono altri dispositivi domestici connessi, controllabili mediante un’app sul proprio smartphone, come per esempio le luci o le serrature delle porte, le possibilità di interconnessioni potrebbero via via aumentare.

La connessione di prodotti smart può offrire anche altri potenziali vantaggi. I produttori possono utilizzare i dispositivi per raccogliere informazioni su come i consumatori li impiegano e generare aggiornamenti per migliorarne la funzionalità e usabilità da parte degli utilizzatori. Un passaggio dalla vendita di singoli prodotti a un modello maggiormente orientato ai servizi gioverebbe sia ai produttori, che potrebbero generare flussi di ricavi ricorrenti, che ai consumatori, che potrebbero sempre contare sull’ultima versione di un prodotto, anziché acquistare upgrade progressivi. Abbiamo già osservato questo passaggio nel segmento software, con sviluppo della tendenza al software-as-a-service (SaaS) in sostituzione di pacchetti di prodotti e riteniamo che la diffusione di questa tendenza tra i beni fisici avrà probabilmente vantaggi analoghi.

Vetture connesse

Un altro dispositivo di ogni giorno che registra rapidi progressi tecnologici è l’automobile. I sensori incorporati nelle auto posso registrare se la pressione dei pneumatici è bassa, se il motore si scalda troppo, quali siano la velocità di guida e l’intensità di frenata. Permettendo alle auto di trasmettere e ricevere questi dati, si possono ottenere vetture che reagiscono più rapidamente dell’uomo al cambiamento delle condizioni e, per esempio, frenano per evitare una collisione. Nel complesso, queste informazioni potrebbero essere anche usate per gestire meglio il traffico, integrandole in sistemi che trasmettono le informazioni sul traffico ad altri conducenti o addirittura in sistemi che controllano i semafori. Si tratta di precursori di un vettura completamente autonoma, qualcosa che potremmo vedere nei prossimi cinque anni.

Indubbiamente, il giorno in cui i pendolari potranno leggere un libro mentre guidano per andare al lavoro sono piuttosto lontani, ma riteniamo che vi siano aree, soprattutto quelle in un ambiente chiuso come i complessi industriali e societari, che potranno trarre vantaggio relativamente presto da questa nuova tecnologia. La stessa tecnologia utilizzata in vetture senza conducente trova applicazione anche nella gestione di magazzino e delle scorte, dove gli articoli dotati di un sensore possono essere trasportati da veicoli autonomi. Riteniamo che nel breve termine le applicazioni commerciali e aziendali saranno destinate a diventare il maggiore mercato finale dell’“Internet delle cose”, influenzando i miglioramenti della produttività e del servizio ai clienti, oltre a consentire riduzioni dei costi.

Opportunità d’investimento basate sui dati

Come investitori, guardiamo oltre i singoli dispositivi e concentriamo l’attenzione sulla tecnologia che consente loro di funzionare o sulle ramificazioni della loro crescita. Sebbene le vetture senza conducente o i dispositivi domotici intelligenti siano probabilmente più interessanti, riteniamo che i sensori speciali, i semiconduttori e i chip per comunicazioni wireless necessari a questi dispositivi per funzionare, offrano eccellenti opportunità d’investimento. A mano a mano che i dispositivi connessi si diffondono, le società che possiedono proprietà intellettuali esclusive e protette in queste aree dovrebbero trarre benefici.

Inoltre, i dati sono il fulcro di ciò che rende i dispositivi connessi interessanti. Via via che questi dispositivi accumulano ampi volumi di dati da analizzare, per esempio miglioramenti di produttività o risparmi energetici, cresce l’importanza della cybersicurezza mirata alla relativa protezione, data la loro natura personale e sensibile. Riteniamo che la sicurezza dei dati sarà un’altra area di crescita di lungo periodo nel settore tecnologico, per questa e altre ragioni.

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