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Alternativi

Prospettiva sulle strategie Alternative per il secondo trimestre: K2 Advisors

K2 Advisors punta a creare valore aggiunto attraverso la gestione attiva del portafoglio, l’allocazione tattica e la diversificazione nelle quattro principali strategie di copertura: long-short equity, relative value, global macro ed event driven. Nella loro prospettiva per il secondo trimestre (T2) del 2017, i team di Ricerca e Costruzione del portafoglio di K2 Advisors riportano i principali eventi di mercato da essi tenuti sotto controllo.

Questo contenuto è disponibile anche in: Inglese Francese Tedesco Polacco

Prospettiva per il T2: Dopo il “Trump Bump” (il tonfo di Trump)

Il divario tra previsioni politiche e realtà politica si è leggermente ridotto nelle ultime settimane, perlomeno per quanto concerne il 45° presidente degli Stati Uniti. Il colpo inferto dalla mancata approvazione del disegno di legge sulla riforma sanitaria ha fatto alquanto rinsavire dopo l’ebbrezza post-elettorale che aveva intossicato Wall Street. E sebbene tale esito negativo per molti sia stato una gioia, per altri una visione più ottimista è che la separazione dei poteri, così come concepita dai Padri fondatori, è tuttora viva e vegeta a Washington, DC.

Il tentativo di abolizione e sostituzione del sistema sanitario, nonché la bocciatura del “travel ban”, hanno indicato che i rami legislativo e giudiziario non si limiteranno ad apporre il proprio timbro all’attuazione dell’agenda stabilita dal ramo esecutivo. Per il momento, tuttavia, resta la convinzione che l’amministrazione riuscirà ad implementare le cosiddette “tre grandi” questioni: riforma fiscale, deregolamentazione e spesa per le infrastrutture e che queste iniziative riusciranno a galvanizzare l’economia statunitense ed a sostenere le attuali valutazioni di mercato.

Dopo la vittoria elettorale di Trump i titoli azionari hanno registrato una ripresa per tre mesi consecutivi. Il tempo dirà se le speranze e la speculazione saranno state premiate dalla realtà di governo.

Indipendentemente da ciò che il futuro riserva in termini di risultati politici, dal punto di vista dei mercati prevediamo una maggiore volatilità, il che può essere vantaggioso per le strategie di copertura. Ricordiamo che l’alfa è un sottoprodotto di un mercato inefficiente ed a nostro parere l’aumento della volatilità è un’indicazione di una maggiore inefficienza del mercato, pertanto di una maggiore possibilità che gli investimenti attivi come le strategie di copertura abbiano successo. Chiaramente la vittoria di Trump ha rappresentato un cambiamento epocale e sebbene per i mercati sia sempre più chiaro dove esso porterà, prevediamo nel frattempo bruschi movimenti in entrambe le direzioni. Ci aspettiamo anche una dispersione misurabile sia a livello di settori che di titoli. In queste circostanze, i gestori degli investimenti con una maggiore discrezionalità nella negoziazione potrebbero riuscire a trarre maggiore vantaggio da dislocazioni e tendenze dei prezzi.

Un clima più vivace in Europa: Long-short equity

In Europa sta emergendo un clima più vivace che dovrebbe favorire i mercati europei e pertanto le strategie long-short equity.

In primo luogo, la minaccia del populismo potrebbe stare perdendo smalto. È uno sviluppo positivo, in quanto il movimento ha minacciato di distruggere decenni di collaborazione politico-economica nella regione. La recente sconfitta in Olanda di Geert Wilders, candidato del populista “Partito per la Libertà”, potrebbe rivelarsi un barometro per l’Europa nel suo complesso, un’indicazione del probabile cambiamento del clima nella regione. Anche in Francia la maggior parte dei sondaggi danno in svantaggio la candidata populista Marine Le Pen. In Germania, il partito della Cancelliera Angela Merkel ed i suoi affiliati continuano a superare nei sondaggi gli sfidanti di destra. Questi cambiamenti delle correnti politiche nella regione dovrebbero contribuire ad offrire sostegno alla crescita in Europa.

Oltre a favorire il quadro politico, i fattori economici e tecnici positivi possono anche rappresentare un vento a favore per la regione europea. Ricordiamo infatti che le azioni europee hanno generalmente sottoperformato le azioni statunitensi negli ultimi dieci anni[1] e questa tendenza potrebbe invertirsi. A nostro parere i mercati azionari europei potrebbero beneficiare di valutazioni favorevoli, crescita degli utili in rialzo e reflazione globale. Dopo anni di crescita inferiore alla media a causa delle crisi bancarie e del debito sovrano, nella regione la crescita economica e l’inflazione hanno iniziato a migliorare.

Inoltre, la debolezza dell’euro e della sterlina britannica nei confronti del dollaro statunitense, unitamente alla volatilità del mercato causata dalle persistenti incertezze geopolitiche, offrono ai gestori maggiori opportunità di selezione dei titoli nella regione. Anche le società europee con una base di costi in euro o in sterline e che generano reddito da valute più forti (come il dollaro statunitense) dovrebbero essere ben posizionate. Infine, molti gestori intravedono opportunità nel settore finanziario, in quanto negli ultimi anni le banche europee hanno lavorato molto duramente per ripulire i propri bilanci e diventare più solide. Riteniamo che molti di questi istituti meritino una valutazione più alta rispetto a quella attuale.

Una protezione contro l’aumento dell’incertezza: relative value

La natura meno direzionale delle strategie relative-value resta allettante in un quadro di maggiore incertezza dei mercati. Con la volatilità effettiva a livelli estremamente bassi, il profilo di volatilità lunga di una strategia relative value presenta un’asimmetria allettante come complemento ad altri investimenti. Inoltre, la strategia sembra destinata a beneficiare di una maggiore dispersione, che riteniamo probabile alla luce del cambiamento delle politiche fiscali dovuto alla nuova amministrazione USA, nonché delle realtà politiche in evoluzione in Europa ed in altre giurisdizioni.

Infine, i percorsi divergenti delle banche centrali nelle principali economie globali dovrebbero presentare maggiori opportunità direzionali. Ad esempio, le valutazioni transfrontaliere possono presentare un’elevata appetibilità reciproca, in particolare se si considera l’orientamento della Federal Reserve statunitense relativamente ai rialzi dei tassi d’interesse. In Giappone ed in Europa, invece, si continua a parlare di potenziali ulteriori misure di stimolo monetario. In relazione a questa dinamica, stiamo osservando ampi movimenti nei cambi e nelle valute globali, che stanno di nuovo creando opportunità tangibili di negoziazione di posizioni long vs. short per le strategie relative-value.

Permangono i propulsori per le strategie event-driven

Riteniamo che l’attività societaria resterà robusta nel 2017 e che potenzialmente aumenterà con il passare dell’anno. La nuova amministrazione dovrebbe adottare politiche più favorevoli alle imprese (minore regolamentazione), in particolare per quanto concerne l’antitrust. Sono inoltre previste due modifiche del codice fiscale che potrebbero contribuire a sostenere l’attività societaria: un’esenzione fiscale per il rimpatrio della liquidità detenuta all’estero ed una significativa riduzione delle aliquote delle imposte sulle società.

L’arbitraggio sulle fusioni resta una strategia appetibile per gli investitori in cerca di rendimenti relativamente stabili con una correlazione di mercato minima. Le strategie “special situation” su azioni trainate da catalizzatori hanno avuto un 2016 contrastante a causa della volatilità di mercato e di alcune situazioni che hanno riportato risultati negativi. Prevediamo un miglioramento del quadro, essendo il mercato più trasparente alla luce delle politiche della nuova amministrazione; tuttavia continuiamo a ritenere prudente per i gestori ridurre il beta con coperture adeguate. I fautori di una gestione attiva continueranno verosimilmente a puntare a società mal gestite, ma i “rimedi rapidi”, come ad esempio i riacquisti, stanno svolgendo un ruolo meno rilevante. Essi avranno bisogno di più tempo per portare a compimento le strategie adottando un approccio di ristrutturazione piuttosto che l’ingegneria finanziaria.

Note Informative e Legali

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Quali sono i rischi?

Tutti gli investimenti comportano rischi, inclusa la possibile perdita del capitale. Il valore degli investimenti può subire rialzi e ribassi; di conseguenza, gli investitori potrebbero non recuperare l’intero ammontare del proprio investimento. Individuare opportunità d’investimento interessanti è difficile e comporta un considerevole grado di incertezza; non vi è inoltre alcuna garanzia che tali strategie d’investimento alternative riusciranno nel loro intento. L’investimento in questi tipi di strategie è soggetto a vari rischi, come ad esempio i rischi di mercato comuni alle entità che investono in tutti i tipi di titoli, inclusa la volatilità di mercato. Il valore di mercato dei titoli detenuti nei portafogli liquidi alternativi di K2 è soggetto a rialzi o ribassi, talvolta rapidi od imprevedibili. Gli investimenti in titoli esteri comportano rischi particolari quali fluttuazioni dei cambi, instabilità economica e sviluppi politici. Gli investimenti nei mercati emergenti implicano rischi accentuati connessi con gli stessi fattori, oltre a quelli associati alle dimensioni relativamente minori ed ai volumi inferiori di liquidità dei mercati in questione, ai volumi inferiori di liquidità ed alla mancanza di strutture legali, politiche, economiche e sociali consolidate a supporto dei mercati mobiliari. I rischi associati ai mercati emergenti sono generalmente amplificati nei mercati di frontiera poiché gli elementi summenzionati (oltre a vari fattori quali la maggiore probabilità di estrema volatilità dei prezzi, illiquidità, barriere commerciali e controlli dei cambi) sono di norma meno sviluppati nei mercati di frontiera. I prezzi delle azioni subiscono rialzi e ribassi, talvolta estremamente rapidi e marcati, a causa di fattori che riguardano singole società, particolari industrie o settori o condizioni di mercato generali. I prezzi delle obbligazioni si muovono di norma in direzione opposta a quella dei tassi d’interesse. Di conseguenza, a mano a mano che i prezzi delle obbligazioni detenute in un portafoglio d’investimento si adeguano ad un aumento dei tassi d’interesse, il valore del portafoglio può diminuire. Le prospettive per le strategie di copertura sono stabilite rispetto ad altre strategie di copertura e non rappresentano un’opinione riguardo alla futura performance assoluta attesa del rischio.

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[1] Fonti: Indice MSCI Europe, Indice MSI USA. L’Indice MSCI Europe è una rappresentazione delle società ad alta e media capitalizzazione in 15 mercati sviluppati in Europa. L’Indice MSCI USA è concepito per misurare la performance dei segmenti ad alta e media capitalizzazione del mercato statunitense. Gli indici non sono gestiti e non è possibile investirvi direttamente. Non tengono conto di commissioni, spese od oneri di vendita. Le performance passate non sono indicazione o garanzia di performance future.