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La Francia sta per entrare in una fase Thatcher?

Il Presidente francese Emmanuel Macron si sta preparando ad affrontare i potenti sindacati francesi nell’intento di riformare le leggi sul lavoro del paese. In quest’articolo, Philippe Brugere-Trelat, Executive Vice President, Franklin Mutual Series, spiega perché una vittoria di Macron su questo fronte potrebbe aprire opportunità d’investimento in azioni francesi.

Questo contenuto è disponibile anche in: Inglese Francese

Il Presidente francese Emmanuel Macron si è impegnato a firmare cinque decreti per allentare le restrittive leggi francesi sul lavoro e facilitare le assunzioni ed i licenziamenti da parte delle società. Ora la Francia aspetta di vedere se i sindacati faranno deragliare tali riforme.

La Confédération générale du travail (Confederazione generale del lavoro) (CGT), il sindacato più agguerrito del paese, ha indetto uno sciopero il 12 settembre per protestare contro i decreti sul lavoro di Macron. La protesta è destinata ad assicurarsi una notevole attenzione da parte dei media ed a turbare una parte degli elettori francesi, che hanno già visto l’opposizione sindacale sconfiggere in passato le misure di riforma del lavoro intraprese dai predecessori di Macron. Lo scorso anno, gli scioperi indetti dai sindacati hanno costretto l’ex Presidente Francois Hollande a ritirare le proposte di limitare il trattamento di fine rapporto imposto per via giudiziale.

Tuttavia, a differenza di Hollande, Macron ha il supporto del parlamento francese. Inoltre, i suoi piani di riforma del lavoro non hanno colto di sorpresa il pubblico francese. Durante la campagna presidenziale, aveva già descritto il suo programma. In collaborazione con il suo gabinetto, ha messo a punto tali proposte dopo 100 riunioni con i rappresentanti di gruppi di imprese e sindacati.

I sindacati francesi hanno storicamente un potere politico estremamente ampio, ben superiore al mandato originario di proteggere i diritti dei lavoratori. Ciò nonostante, in passato non si sono mai trovati dinanzi ad un potenziale ostacolo come Macron. Dopo la netta vittoria del partito di Macron nelle elezioni parlamentari francesi a giugno, il partito ha dato al Presidente il potere di promulgare i suoi decreti senza un dibattito od un voto parlamentare formale.

Ritengo che per Macron questo sia il momento di dimostrare la sua forza. Se attua le riforme francesi del lavoro nonostante l’opposizione sindacale, penso che possa diventare il “Thatcher francese”. Come i predecessori di Macron, i governi anti-sindacali del Regno Unito non erano riusciti ad attuare le riforme del lavoro fino alla vittoria del Primo Ministro Margaret Thatcher sul National Union of Mineworkers (Sindacato Nazionale dei Minatori) nel 1985.

Ritengo che le riforme del lavoro di Macron possano ridurre l’elevato tasso di disoccupazione francese, bloccato da quattro anni intorno al 10%. La ragione è semplice: le società sono state sostanzialmente riluttanti ad assumere perché hanno dovuto far fronte a normative sul lavoro onerose, rigide e complesse, che sono state negoziate a livello nazionale prendendo in scarsa considerazione le diverse esigenze delle società locali.

Uno degli elementi portanti delle riforme proposte da Macron è proprio rappresentato dalla decentralizzazione delle relazioni sul lavoro ed il loro reindirizzamento da un modello universale negoziato a livello nazionale a contratti locali più flessibili, negoziati a livello di società. Ciò dovrebbe trasformare radicalmente i contratti di lavoro in tutti i settori, ma le industrie ad alta intensità di manodopera, come i comparti del dettaglio e manifatturiero, sono destinate a trarre i maggiori benefici da una maggiore flessibilità del mercato del lavoro.

L’aumento dell’occupazione, in combinazione con le proposte di Macron di tagliare le imposte sulle retribuzioni, potrebbe a sua volta tradursi in un livello di reddito disponibile più elevato. Ritengo che ciò potrebbe giovare ai titoli ciclici di consumo.

L’elemento più importante è che a mio avviso, qualora Macron riesca anche a ridurre le imposte sulle società ed a liberalizzare le norme sugli investimenti, si potrebbe assistere ad un incremento dei ricavi per i servizi al consumo nel settore bancario francese.

Esiste una dinamica, pronta ad entrare in azione, qualora Macron dimostri di essere davvero la persona in grado di attuare le tanto attese riforme del mercato del lavoro francese.

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