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La Germania decide: La vittoria di Merkel ha implicazioni di lungo termine per gli investitori

Come ampiamente atteso, gli elettori tedeschi hanno rieletto Angela Merkel come loro leader. Sebbene nel breve termine non sia prevedibile una forte reazione dei mercati finanziari a questo risultato, vi sono segnali indicanti che nel lungo termine il panorama politico ed economico dell’Unione Europea potrebbe avere uno scossone. Matthias Hoppe, Senior Vice President & Portfolio Manager, Franklin Templeton Multi-Asset Solutions, ritiene tuttavia che gli investitori potrebbero dover attendere le riforme più a lungo del previsto.

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Nel periodo precedente le elezioni generali tedesche, gli investitori hanno dimostrato un singolare disinteresse e con buone ragioni. Pochi commentatori si aspettavano qualcosa di diverso da un ritorno di Angela Merkel al potere, seppure senza la conquista della maggioranza assoluta al Bundestag.

Nel breve termine, prevediamo che la conferma dell’esito non inciderà significativamente sull’attuale quadro economico europeo. Per molti investitori, la vittoria di Merkel potrebbe costituire un altro motivo per detenere asset europei, allo scopo di sfruttare la già forte crescita in Europa.

Nel più lungo termine, l’esito delle elezioni potrebbe determinare il ritmo delle riforme europee. Queste misure di riforma sono state tra i fattori che hanno alimentato gli spread sovrani.

Le tanto necessarie riforme nell’eurozona

Sulla scia della vittoria di Emmanuel Macron nelle elezioni francesi nella prima parte dell’anno, si è rafforzato l’ottimismo circa l’impegno di Francia e Germania sul fronte delle riforme nell’eurozona. Quest’ottimismo si è in parte rispecchiato nella marcata contrazione degli spread sovrani, soprattutto tra le obbligazioni francesi ed il Bund tedesco di riferimento.

Al contempo, le valutazioni hanno cominciato a scontare un rischio molto più basso di disgregazione dell’eurozona.

È convinzione diffusa che Merkel, in collaborazione con Macron, possa ora cercare di attuare politiche fiscali volte a stimolare l’economia dell’Unione Europea (UE) ed incrementare l’integrazione europea.

Vi è inoltre qualche speranza che l’alleanza tra Germania e Francia possa promuovere le necessarie riforme strutturali nell’UE e nell’area euro.

Qualora tali riforme fossero attuabili, potrebbero avere implicazioni rilevanti per gli afflussi di capitali verso le azioni e le obbligazioni nella regione.

Riteniamo tuttavia che l’attuazione di tali riforme sia destinata a dimostrarsi difficile. Lo stile generale di governo di Merkel è stato più reattivo che proattivo; Merkel non è nota per insistere nel promuovere ed implementare cambiamenti. L’attuazione delle riforme potrebbe inoltre dimostrarsi più difficile in funzione degli interlocutori con i quali intende costituire una coalizione.

Merkel non è stata particolarmente aperta in merito alla sua visione dell’Europa. Il programma del suo partito, l’Unione Cristiano-Democratica (CDU) non rivela molti dettagli.

Sebbene la CDU dichiari una generale disponibilità a collaborare con il nuovo governo francese all’ulteriore graduale sviluppo dell’area euro e lasci qualche spazio ad una certa solidarietà regionale, ribadisce risolutamente che prima di tutto viene il rispetto delle regole.

Il programma della CDU esclude tuttavia molto chiaramente la mutualizzazione del debito dei paesi dell’eurozona, un’idea proposta da altri governi europei e discussa anche da Macron.

Alcune aree di possibile progresso

Esistono talune aree in cui potremmo attenderci qualche progresso, anche se come sempre sono i dettagli a causare i problemi.

Germania e Francia sembrano entrambe desiderose di nominare un ministro delle finanze che rappresenti l’area euro. Il processo e la struttura finale di tale posizione tuttavia non sono ancora definiti.

Entrambi i paesi hanno proposto un bilancio dedicato all’area euro, ma con visioni diverse in termini di dimensioni e finanziamenti.

D’altra parte, sembra esserci un accordo circa il fatto che il Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) debba essere convertito in un fondo monetario europeo, nell’ottica di riacquisire l’indipendenza dal Fondo Monetario Internazionale (FMI).

Alla luce di queste differenze, un rapido accordo appare improbabile e le riforme potrebbero essere rinviate. È più probabile attendersi l’ordinaria amministrazione e le riforme si dimostreranno più difficili di quanto previsto da molti investitori. Di conseguenza, i partecipanti al mercato sono destinati a concentrarsi prontamente su problemi più urgenti, come per esempio le prossime misure che adotterà la Banca Centrale Europea (BCE).

Cosa significano le elezioni tedesche per l’economia tedesca?

Nel breve termine, riteniamo che le elezioni ed il loro esito non avranno un impatto significativo sulle prospettive economiche della Germania.

Secondo le generali previsioni, la sana domanda interna, le spese di consumo e gli investimenti continueranno a sostenere una robusta crescita del prodotto interno lordo.

Anche qualora il nuovo governo premesse per un modesto taglio delle imposte per la classe media, od addirittura accettasse di aumentare le spese in infrastrutture, dubitiamo che ciò avrebbe un impatto significativo sui mercati azionari.

La maggior parte degli osservatori spera che il governo Merkel concentri la prossima legislatura sulle problematiche di lungo termine (trattandosi probabilmente del suo ultimo mandato) in modo da assicurare un’economia tedesca forte e stabile, ma anche il futuro dell’UE.

Nonostante l’ottima performance economica, le problematiche da affrontare comprendono: spese per infrastrutture, istruzione e digitalizzazione.

Di conseguenza, pur ritenendo che la reazione dei mercati finanziari a questo risultato elettorale sia destinata ad essere modesta nel breve – medio termine, in una prospettiva temporale più lunga il quadro potrebbe essere più complesso.

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