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Prospettive

Il programma di riforme UE di Macron ha bisogno del supporto tedesco?

Quest’estate, Germania e Francia sono sembrate in procinto di guidare la carica per una maggiore integrazione dell’Unione Europea. Alcuni osservatori sostengono tuttavia che le elezioni tedesche di settembre comportino una pausa per tali piani. In quest’articolo, Philippe Brugere-Trelat, Executive Vice President, Franklin Mutual Series, illustra le prospettive per le proposte del Presidente francese Emmanuel Macron per l’eurozona e le azioni europee nell’attuale clima politico. La “lista dei desideri” di Macron è in pericolo?

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Due giorni dopo le elezioni tedesche del 24 settembre, il Presidente francese Emmanuel Macron ha descritto la sua ampia visione per l’eurozona. Nella sua lista dei desideri vi era una serie di temi, dalla gestione del problema europeo dell’immigrazione all’istituzione di bilanci comuni per la difesa e le finanze.

Alla luce dei risultati di tali elezioni, che hanno visto il partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD) conquistare per la prima volta seggi in parlamento, le sue ambizioni dovranno probabilmente essere ridimensionate.

È comunque improbabile che la Cancelliera tedesca Angela Merkel, considerata partner di Macron nelle riforme dell’eurozona prima delle elezioni, risponda illustrando le sue proposte prima di Natale. Nei prossimi mesi, Merkel sarà probabilmente impegnata a costituire una coalizione che tenga conto delle posizioni del partito AfD, del Partito Democratico Libero (FDP) e di partiti minori, quali la Sinistra ed i Verdi.

A mio giudizio, questa nuova potenziale coalizione tedesca non sarà così aperta a cambiamenti significativi in Europa come la precedente tra l’Unione Cristiano-Democratica/Unione Cristiano-Sociale bavarese (CDU/CSU) di Merkel ed il Partito Socialdemocratico (SPD). Mi attendo ulteriori trattative e compromessi in Germania. Le politiche di Merkel sembrano inoltre destinate a spostarsi leggermente a destra.

Sul fronte economico, Macron ha indicato che l’eurozona dovrebbe avere un ministero delle finanze, con un ministro delle finanze e del bilancio separato. Sebbene prima delle elezioni Merkel sostenesse queste proposte, ritengo che ora l’obiettivo sarà più difficile da conseguire. Il leader dell’FDP Christian Linder, che è stato apertamente critico della proposta di bilancio per l’eurozona di Macron, farà probabilmente parte della coalizione di Merkel.

Senza un partner interessato in Germania, penso che Macron avrà problemi ad attuare le sue riforme più radicali per l’eurozona. Sebbene sulla scia del voto Brexit dello scorso anno sia emerso un ampio supporto all’unificazione, alcuni paesi orientali partner dell’Unione Europea (UE) stanno frenando per impedire un’ulteriore unificazione. La strada per raggiungere tale obiettivo sarà a mio avviso lunga.

Ecco perché le proposte di Macron non si riferiscono all’anno prossimo, ma rappresentano una roadmap per la Francia e l’eurozona per il prossimo decennio. D’altra parte, ritengo che in Germania e tra gli altri membri UE vi sia la comune volontà di procedere insieme sulla strada delle proposte di Macron per quel che riguarda infrastrutture, difesa, controllo dei confini e terrorismo. In particolare, sono del parere che l’immigrazione stia diventando un problema più impellente in tutta Europa. Credo che il problema dell’immigrazione sia destinato a divenire un propulsore fondamentale della forza, o debolezza, dell’UE.

Al contempo, Macron sta compiendo passi avanti nei rapporti con i pari europei. A settembre, ha approvato l’acquisizione del controllo di una società cantieristica francese statale da parte di una società cantieristica statale italiana e la fusione delle divisioni ferroviarie di una conglomerata tedesca e di una società francese. Ritengo che tali operazioni rappresentino l’impegno di Macron a modificare la convinzione che la Francia sia ostile ai tentativi di takeover e dimostrare che il paese è disposto ad unificare l’eurozona a livello economico. La sua proposta di imporre a tutti gli studenti universitari di trascorrere periodi in altri paesi dell’eurozona per imparare almeno due lingue è un altro esempio della sua filosofia collaborativa di lungo termine, che ritengo lodevole.

Qualora la Merkel riuscisse a costituire una coalizione a condizioni ancora piuttosto favorevoli all’ampia visione di Macron del futuro dell’eurozona, credo che Merkel e Macron sarebbero all’avanguardia dei progressi. Insieme, potrebbero rendere più potente un’Europa che sta ancora cercando di superare gli effetti della crisi finanziaria globale del 2007-2009 e della crisi greca del 2012-2014. Qualora unissero le forze, penso che le prospettive per le azioni europee sarebbero piuttosto favorevoli, in quanto i mercati azionari e le economie dell’eurozona potrebbero vivere un autentico rinascimento.

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