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Alternativi

Le strategie alternative stanno entrando in un’“età dell’argento”?

Il quadro per le strategie alternative sembra diventare più positivo, secondo Brooks Ritchey, Head of Portfolio Construction, K2 Advisors. In quest’articolo, spiega perché è possibile che le strategie alternative potrebbero stare entrando in un’“età dell’argento” e perché la prevista normalizzazione dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve potrebbe offrire opportunità in questo segmento.

Questo contenuto è disponibile anche in: Inglese Francese Tedesco

Per parecchi anni, il quadro macroeconomico per le strategie alternative non è stato ideale. Ora pensiamo che la situazione potrebbe stare cambiando. In alcuni paesi, la politica monetaria sembra in fase di cambiamento, le valute stanno diventando più volatili e negli ultimi tempi si sono intensificati i rischi geopolitici. Riteniamo che questi elementi fondamentali possano imprimere slancio all’alfa delle strategie alternative[1] e creare nuove opportunità per gli investitori in questo segmento.

Vorremmo sfatare il mito che tutte le strategie alternative siano super-potenti ed ultra-efficienti e sostenere che in realtà intendono essere strategie monotone, a bassa volatilità. Ma le strategie alternative possono anche offrire diversificazione e potenziale crescita del capitale nel lungo termine.[2]

A nostro giudizio, i bassi tassi d’interesse sono un fattore spesso trascurato in riferimento alla performance delle strategie alternative. Ora che i tassi d’interesse negli Stati Uniti stanno lentamente ma costantemente risalendo da minimi storici, pensiamo che alcune strategie alternative potrebbero avere nuove opportunità per dimostrare il proprio valore.

Qualora la Federal Reserve (Fed) dovesse continuare ad aumentare i tassi d’interesse quest’anno ed il prossimo, riteniamo che si potrebbe creare un contesto molto favorevole per alcune strategie alternative. L’aumento dei tassi d’interesse è stato storicamente associato a correlazioni più basse tra gli asset, facendo emergere maggiori opportunità per le strategie alternative.

Inoltre, l’incremento dei tassi si è di norma tradotto in periodi successivi di alfa superiore alla media, come indicato dall’Indice Hedge Fund Research Index Fund Weighted Composite Index (HFRIFWI)[3].

La figura seguente illustra una correlazione positiva tra alfa e tassi d’interesse. Il livello medio di alfa è salito al massimo del 14,07% durante il periodo di misurazione, nel corso del quale il rendimento dei Treasury statunitensi decennali si è assestato sul 7,05%.[4] Alla luce di quanto osservato in passato, pensiamo che i gestori di strategie alternative potrebbero avere l’opportunità di fruire di tale alfa, o sovraperformance, a mano a mano che i tassi d’interesse statunitensi continuano a salire.

Il rischio geopolitico è un altro elemento che a nostro avviso dovrebbe portare ad un cambiamento nel panorama delle strategie alternative. Sulla scia delle recenti tensioni geopolitiche, gli spread sulle valute principali hanno registrato un ampliamento e storicamente gli spread più ampi hanno giovato all’alfa delle strategie alternative. Ciò è particolarmente evidente nelle economie del Gruppo dei Sette (G7)[5], in quanto esse si coordinano nell’intento di gestire i tassi di cambio primari in modo da conservare uno stretto legame tra le loro valute.

Di conseguenza, potremmo non essere ancora nell’età dell’oro per le strategie alternative (il contesto più ideale per i gestori al fine di sfruttare l’alfa), ma è possibile che ci stiamo avvicinando all’età dell’argento, in cui cominciano ad emergere opportunità favorevoli.

Fattori che influenzano lo sfruttamento di alfa

  • Tassi d’interesse: I tassi d’interesse più elevati hanno storicamente giovato all’alfa delle strategie alternative, sostenendolo. Quando i tassi d’interesse sono bassi, le società sono poco incentivate a risanare i bilanci e ristrutturare il debito.
  • Consistenti fluttuazioni delle valute G7: i gestori di strategie alternative possono beneficiare della maggiore volatilità valutaria mediante operazioni su coppie di titoli (pair trade) e spread, come pure della maggiore dispersione dei prezzi dei titoli in tutto il mondo.
  • Ampie differenze nei rapporti prezzo-utile (P/U) nei settori azionari: più grande è il divario, maggiori sono le opportunità per i gestori di beneficiare potenzialmente dei settori azionari che evidenziano un rapporto P/U inferiore alla media[6], che indica che un settore potrebbe essere sottovalutato o, al contrario, di rapporti P/U superiori alla media, che potrebbero indicare un valore eccessivo.

Allocazione ai temi d’investimento

Quando cambiano le condizioni, non tutte le strategie alternative reagiscono allo stesso modo. Prevediamo per esempio che il segmento delle strategie alternative event driven potrebbe trovarsi di fronte a difficoltà nel momento in cui le banche centrali di tutto il mondo comincino a normalizzare i tassi d’interesse. Le strategie alternative event driven cercano spesso di trarre profitto dall’attività sul fronte delle operazioni societarie di fusione ed acquisizione (M&A), che potrebbe diminuire a mano a mano che i tassi d’interesse salgono.

Tuttavia, le strategie global macro potrebbero beneficiare degli aumenti dei tassi.   Negli ultimi due mesi il segmento global macro ha registrato un incremento del volume di negoziazioni e ci attendiamo che tale tendenza persista.

In conclusione, abbiamo osservato segnali indicanti che l’attuale panorama di mercato potrebbe diventare un terreno fertile per alcune strategie alternative, ma siamo solo all’inizio e riteniamo che durante questa età dell’argento potrebbero emergere altre opportunità.

Note Informative e Legali

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Quali sono i rischi?

Tutti gli investimenti comportano rischi, inclusa la possibile perdita del capitale. Il valore degli investimenti può subire rialzi e ribassi; di conseguenza, gli investitori potrebbero non recuperare l’intero ammontare del proprio investimento. Gli investimenti esteri comportano rischi particolari quali fluttuazioni dei cambi, instabilità economica e sviluppi politici. Gli investimenti nei mercati emergenti, un segmento dei quali è costituito dai mercati di frontiera, implicano rischi più accentuati connessi con gli stessi fattori, oltre a quelli associati alle dimensioni minori dei mercati in questione, ai volumi inferiori di liquidità ed alla mancanza di strutture legali, politiche, economiche e sociali consolidate a supporto dei mercati mobiliari. I rischi associati ai mercati emergenti sono generalmente amplificati nei mercati di frontiera poiché gli elementi summenzionati (oltre a vari fattori quali la maggiore probabilità di estrema volatilità dei prezzi, illiquidità, barriere commerciali e controlli dei cambi) sono di norma meno sviluppati nei mercati di frontiera. I prezzi delle azioni subiscono rialzi e ribassi, talvolta estremamente rapidi e marcati, a causa di fattori che riguardano singole società, particolari industrie o settori o condizioni di mercato generali. I prezzi delle obbligazioni si muovono di norma in direzione opposta a quella dei tassi d’interesse. Di conseguenza, a mano a mano che i prezzi delle obbligazioni detenute in un portafoglio d’investimento si adeguano ad un aumento dei tassi d’interesse, il valore del portafoglio può diminuire. Le prospettive di strategie alternative sono determinate rispetto ad altre strategie alternative e non rappresentano un’opinione relativamente alla performance futura attesa assoluta o rischio di alcuna strategia o sotto-strategia. Il sentiment di convinzione è determinato dal gruppo di Ricerca di K2 Advisors sulla base di una varietà di fattori che si considerano rilevanti per l’analista/ gli analisti che coprono la strategia o sotto-strategia e può variare di volta in volta a sola discrezione dell’analista.

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[1] L’alfa è una misura rettificata per il rischio del valore che un gestore di portafoglio aggiunge o sottrae dal rendimento di un fondo.

[2] La diversificazione non garantisce utili né protegge contro il rischio di perdite.

[3] Alfa calcolato in rapporto all’Indice S&P 500. L’Indice HFRI Fund Weighted Composite (HFRIFWI) è un indice equiponderato globale di oltre 2.000 fondi single-manager rientranti nel database Hedge Fund Research Inc. Gli indici non sono gestiti e non è possibile investire direttamente in un indice. A differenza della maggior parte delle classi di asset, i rendimenti dell’Indice HFR tengono conto di commissioni e spese. Le performance passate non sono indicazione o garanzia di performance future.

[4] L’alfa è calcolato a fronte dell’indice S&P 500.

[5] Il Gruppo dei Sette comprende Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti.

[6] Il rapporto prezzo/utile (P/U) di un singolo titolo rapporta la quotazione azionaria all’utile per azione della società.