Beyond Bulls & Bears

Multi-Asset

Lezioni imparate dalla crisi finanziaria globale

Sono passati circa 10 anni da quando la crisi finanziaria globale del 2007–2009 iniziò ad emergere, lasciando segni profondi sull’economia globale e ferendo pesantemente molti investitori. In quest’articolo, Tony Coffey, Senior Vice President & Portfolio Manager, Franklin Templeton Multi-Asset Solutions, spiega perché gli investitori che hanno venduto tutto lasciandosi travolgere dal panico siano stati probabilmente quelli che hanno sofferto di più. A suo avviso, l’approccio più opportuno è mantenere un mix diversificato di azioni ed obbligazioni anche durante le turbolenze di mercato, ribilanciandolo regolarmente.

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Dieci anni fa, il mondo era sull’orlo della crisi finanziaria globale. Le azioni USA, stando all’Indice S&P 500, toccarono massimi storici ad ottobre 2007, prima di cedere oltre il 50% nei 17 mesi successivi.[1]

All’epoca, la maggior parte degli investitori subì qualche contraccolpo finanziario, ma alcuni abbandonarono azioni ed obbligazioni rifugiandosi interamente nella liquidità perché non riuscivano ad assistere al crollo dei propri investimenti. Molti di tali investitori fecero purtroppo la mossa sbagliata nel momento sbagliato, vendendo quasi ai minimi di mercato e lasciandosi sfuggire il rimbalzo registrato nel 2009.

Attualmente non pochi commentatori suggeriscono che gli investitori dovrebbero vendere azioni ed obbligazioni prima di un altro possibile crollo del mercato. E alcuni investitori potrebbero ascoltare tale consiglio, ritenendo di poter raggiungere i propri obiettivi d’investimento acquistando e vendendo azioni ed obbligazioni esattamente al momento giusto.

Riteniamo che per qualunque investitore sia difficile stabilire le tempistiche dei mercati. Preferiamo adottare un approccio più disciplinato agli investimenti detenendo un mix predefinito di azioni ed obbligazioni globali, che ribilanciamo ogni trimestre, indipendentemente dalle condizioni di mercato.

Costruzione di un portafoglio diversificato

Per costruire un portafoglio diversificato, un investitore generalmente sceglierebbe un mix di azioni ed obbligazioni in base ai propri obiettivi d’investimento, propensione al rischio ed orizzonte d’investimento.[2]  Il grafico seguente evidenzia come tali ampie classi di asset si sono mosse in direzioni diverse negli ultimi 20 anni.

Alla luce di ciò, crediamo che sia importante individuare azioni ed obbligazioni non correlate, ossia che storicamente non si sono mosse nella stessa direzione nello stesso momento. In tal modo, il portafoglio complessivo di un investitore ha potenzialità di crescita anche qualora alcuni investimenti detenuti stiano scendendo.

Sul fronte azionario, privilegiamo la selezione degli investimenti:

  • nell’intero spettro di capitalizzazioni di mercato (i titoli small cap tendono ad avere profili rischio-rendimento più ampi rispetto ai titoli di società di maggiori dimensioni, più tradizionali);
  • in tutti i settori (i settori ciclici possono essere più sensibili nelle fasi di calo rispetto a quelli non ciclici); e
  • in tutte le regioni geografiche (le azioni dei mercati emergenti possono offrire maggiore potenziale di crescita e livelli di volatilità più elevati rispetto a quelle di mercati più sviluppati).

Per quanto riguarda il reddito fisso, riteniamo appropriato detenere una certa esposizione alle obbligazioni globali ed attuare una diversificazione al di fuori del proprio paese.  Le obbligazioni globali tendono inoltre a muoversi nella stessa direzione delle azioni, soprattutto nei periodi d’incertezza. Sebbene la performance del passato non costituisca una garanzia di risultati futuri, le obbligazioni globali salirono del 10,9% nel 2008 e quell’anno sovraperformarono ampiamente le azioni.[3]

Mantenimento di un portafoglio diversificato con ribilanciamento trimestrale

Gli investimenti possono fluttuare da una stagione all’altra e nei periodi di turbolenza dei mercati. Ecco perché monitoriamo regolarmente i nostri portafogli e di norma ribilanciamo le nostre partecipazioni azionarie ed obbligazionarie quattro volte l’anno in modo da adeguarle al nostro mix desiderato. Al momento del ribilanciamento, combiniamo le competenze di molteplici gestori di portafoglio, ciascuno con il proprio stile d’investimento esclusivo. Crediamo che questa strategia possa ridurre la volatilità del portafoglio nel lungo termine, rispetto ad un ribilanciamento meno frequente.

Ciò detto, durante le fasi rialziste di mercato alcuni investitori potrebbero ritenere di perdere potenziali rendimenti quando le azioni o le obbligazioni salgono oltre i livelli di allocazione predefiniti e la loro strategia prevede una riduzione di tali posizioni in sede di ribilanciamento. Durante tali fasi, riteniamo che sia importante ricordare che l’investimento non consiste puramente di rendimenti; è anche importante mantenere un portafoglio con il livello di rischio adeguato agli obiettivi di lungo termine di un investitore, senza mettere troppe castagne al fuoco, come si suol dire. Ed è qui che un consulente finanziario può contribuire ad eliminare la componente emotiva dal processo decisionale d’investimento ed aiutare un investitore a rispettare il proprio piano.

Il fattore più importante, a nostro avviso, è che un processo d’investimento disciplinato elimina la componente emotiva dagli investimenti. Siamo del parere che ciò possa portare ad esiti migliori rispetto ad una semplice replica dei comportamenti prevalenti ed alla vendita indiscriminata nelle fasi di crisi.

Ecco un interessante video di finanza comportamentale sul concetto di “comportamento imitativo” che spiega in modo più colorito perché seguire la folla possa essere una cattiva idea.

Note Informative e Legali

I commenti, le opinioni e le analisi rappresentano i pareri personali dei gestori degli investimenti ed hanno finalità puramente informative e d’interesse generale e non devono essere considerati come una consulenza individuale in materia di investimenti né come una raccomandazione o sollecitazione ad acquistare, vendere o detenere un titolo o ad adottare qualsiasi strategia di investimento. Non costituiscono una consulenza legale o fiscale. Le informazioni fornite in questo materiale sono rese alla data di pubblicazione, sono soggette a modifiche senza preavviso e non devono essere intese come un’analisi completa di tutti i fatti rilevanti relativi ad un paese, una regione, un mercato od un investimento.

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CFA® e Chartered Financial Analyst® sono marchi registrati di proprietà del CFA Institute.

Quali sono i rischi?

Tutti gli investimenti comportano rischi, inclusa la possibile perdita del capitale. Il valore degli investimenti può subire rialzi e ribassi; di conseguenza, gli investitori potrebbero non recuperare l’intero ammontare del proprio investimento. Gli investimenti esteri comportano rischi particolari quali fluttuazioni dei cambi, instabilità economica e sviluppi politici. Gli investimenti nei mercati emergenti, un segmento dei quali è costituito dai mercati di frontiera, implicano rischi più accentuati connessi con gli stessi fattori, oltre a quelli associati alle dimensioni minori dei mercati in questione, ai volumi inferiori di liquidità ed alla mancanza di strutture legali, politiche, economiche e sociali consolidate a supporto dei mercati mobiliari. I rischi associati ai mercati emergenti sono generalmente amplificati nei mercati di frontiera poiché gli elementi summenzionati (oltre a vari fattori quali la maggiore probabilità di estrema volatilità dei prezzi, illiquidità, barriere commerciali e controlli dei cambi) sono di norma meno sviluppati nei mercati di frontiera. I prezzi delle azioni subiscono rialzi e ribassi, talvolta estremamente rapidi e marcati, a causa di fattori che riguardano singole società, particolari industrie o settori o condizioni di mercato generali. I prezzi delle obbligazioni si muovono di norma in direzione opposta a quella dei tassi d’interesse. Di conseguenza, a mano a mano che i prezzi delle obbligazioni detenute in un portafoglio d’investimento si adeguano ad un aumento dei tassi d’interesse, il valore del portafoglio può diminuire.

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[1] Fonte: S&P Dow Jones Indices. Gli indici non sono gestiti e non è possibile investirvi direttamente. Non tengono conto di commissioni, spese od oneri di vendita. Le performance passate non sono indicazione o garanzia di performance future. Maggiori informazioni sui fornitori dei dati sono disponibili nel sito web www.franklintempletondatasources.com.

[2]La diversificazione non garantisce utili né protegge contro il rischio di perdite.

[3] Obbligazioni globali rappresentate dall’Indice Citigroup World Government Bond. Azioni globali rappresentate dall’Indice MSCI World. Gli indici non sono gestiti e non è possibile investirvi direttamente. Non tengono conto di commissioni, spese od oneri di vendita. Le performance passate non sono indicazione o garanzia di performance future.