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Perché la vittoria di Abe potrebbe contribuire a fare salire le azioni giapponesi

La vittoria della coalizione di Shinzo Abe nelle elezioni anticipate di ottobre per la Camera Bassa contribuisce a spianargli la strada al quarto mandato come Primo Ministro del Giappone. In quest’articolo, Cindy Sweeting ed Alan Chua, Templeton Global Equity Group, illustrano le loro riflessioni sul potenziale significato delle politiche pro-crescita di Abe per il panorama degli investimenti in Giappone.

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La decisione del Primo Ministro giapponese Shinzo Abe di sciogliere la Camera Bassa nazionale per indire le elezioni anticipate il 22 ottobre sembra avere dato i suoi frutti.

Il suo Partito Liberal-Democratico e l’alleato Komeito hanno conservato la maggioranza di due terzi in tale Camera, assicurandosi in tal modo la guida del governo. La vittoria contribuisce a spianare la strada al quarto mandato di Abe come Primo Ministro.

Abe ha indetto le elezioni quasi un anno prima della naturale scadenza della legislatura, nell’intento di sfruttare il rafforzamento della sua popolarità dopo che ha assunto un atteggiamento più aggressivo nei confronti della Corea del Nord e della situazione precaria dell’opposizione. La sua tradizionale opposizione, il Partito Democratico del Giappone, è nel caos. Inoltre, il Governatore di Tokyo Yuriko Koike, ampiamente considerato il principale sfidante di Abe, ha deciso di non candidarsi come parlamentare.

A nostro avviso, era difficile per gli sfidanti di Abe sostenere che abbia fallito sul fronte economico. Il tasso di disoccupazione in Giappone è ai minimi storici ed il prodotto interno lordo (PIL) è aumentato per sei trimestri consecutivi, il periodo più lungo di crescita dopo la crisi finanziaria globale.

Il dato più importante è che recentemente gli utili societari giapponesi sono saliti in misura superiore al PIL, favoriti dal deprezzamento dello yen. In considerazione del cash flow positivo generato dal settore societario, riteniamo che le aziende abbiano spazio per incrementare le spese in conto capitale e le distribuzioni di dividendi.

Al contempo, il mercato del lavoro giapponese ha registrato tensioni crescenti. Riteniamo che la maggiore tensione delle condizioni di lavoro potrebbe contribuire a sostenere i redditi e a determinare un incremento di consumi.

Per queste ragioni, pensiamo che le azioni giapponesi abbiano la capacità di esprimere performance ragionevolmente soddisfacenti e che l’economia interna dovrebbe continuare a migliorare. In questo quadro, selezioniamo le opportunità d’investimento in un’ampia gamma di settori giapponesi, inclusi automobili, elettronica, automazione degli impianti produttivi, industria, materiali, esplorazione nell’area di petrolio e gas, immobili e telecomunicazioni.

A nostro avviso, la vittoria di Abe potrebbe portare ad altri quattro anni di politiche favorevoli alla crescita ed alla possibilità di un secondo mandato per l’ultra-accomodante Governatore della Bank of Japan (BoJ) Haruhiko Kuroda. Crediamo che gli effetti a breve termine di altri stimoli fiscali dovrebbero essere più positivi per l’economia.

Ciò detto, il Giappone ha fatto notevole affidamento su un massiccio allentamento monetario, sul bilancio della banca centrale e sugli acquisti di asset da parte di questa, nonché su una politica complessiva di inflazione dei prezzi degli asset. La BoJ ora detiene due quinti del debito sovrano del paese e due terzi del mercato ETF interno.

Sebbene questi acquisti abbiano rappresentato una colonna portante del supporto per le azioni giapponesi e mantenuto un tasso di cambio piuttosto favorevole, riteniamo che a lungo termine creino problemi. Siamo del parere che aumentino i rischi di minore liquidità e maggiore volatilità ad un certo punto del futuro.

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