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NAV o non NAV: come scegliere il modo migliore per investire in ETF

In alcuni ambienti, i fondi negoziati in borsa (ETF) sono apprezzati per le loro caratteristiche di flessibilità e trasparenza. Jason Xavier, Head of EMEA ETF Capital Markets, Franklin Templeton Investments, spiega che esistono vari modi in cui gli investitori europei possono fruire degli ETF. La scelta del metodo da adottare dipende verosimilmente da una serie di fattori.

Questo contenuto è disponibile anche in: Inglese Francese Tedesco

In un precedente articolo, abbiamo spiegato alcune delle differenze che esistono tra le modalità di negoziazione dei fondi negoziati in borsa (ETF) in Europa e quelle nel mercato statunitense più maturo.

In quest’articolo, analizziamo i due approcci un po’ più a fondo ed esaminiamo le diverse situazioni in cui ogni metodo può risultare interessante.

Prima di tutto, dobbiamo ricordare le due modalità di negoziazione degli ETF in Europa:

  • Al valore patrimoniale netto (NAV)1, sulla base dei prezzi di chiusura dei componenti sottostanti dell’ETF.
  • “On screen/A rischio”, sulla base dei prezzi in tempo reale quotati per l’intera giornata. Gli investitori che adottano quest’approccio di negoziazione possono acquistare un ETF in qualsiasi momento entro gli orari di negoziazione.

La scelta dell’approccio da seguire dipende dalla preferenza dell’investitore.

Vi sono alcuni casi specifici in cui l’acquisto (o la vendita) di un ETF al NAV potrebbe apparire interessante agli investitori, soprattutto nell’eventualità di una conversione da un fondo comune a un ETF o tra ETF simili.

Un investitore che effettua una conversione da un fondo comune a un ETF vuole assicurarsi la transizione più agevole possibile. Dovendo attendere la fine delle negoziazioni per uscire dal fondo comune, potrebbe essere più efficiente e interessante acquisire l’esposizione ETF nello stesso modo.

Analogamente, in caso di conversione tra ETF, una negoziazione al NAV potrebbe essere una soluzione interessante ed efficiente per assicurarsi un’esposizione uniforme agli asset desiderati, purché le metodologie usate per calcolare il valore siano sostanzialmente simili o i due fondi abbiano in comune un volume significativo di partecipazioni.

In altre circostanze, tuttavia, la negoziazione al NAV può dimostrarsi meno interessante.

Immaginiamo per esempio un investitore che intende negoziare un ETF globale, basato su un paniere di componenti sottostanti globali, come per esempio azioni quotate su borse di tutto il mondo.

In un ciclo di 24 ore, il NAV di tale ETF viene fissato solo dopo la chiusura di tutti i mercati in cui gli asset sottostanti sono negoziati.

Per esempio, un investitore a Londra dovrà attendere la chiusura dei mercati statunitensi il giorno successivo, prima che il NAV sia fissato.

Di conseguenza, un investitore che intende acquisire un’esposizione immediata a un prodotto globale può apprezzare la flessibilità e la chiarezza della negoziazione “a rischio”, che offre quotazioni intragiornaliere.

Naturalmente, quando si negozia un ETF globale “a rischio” è possibile che alcuni asset siano quotati su borse al di fuori degli orari di negoziazione in cui l’investitore desidera effettuare l’operazione. In tali casi, i market-maker2 formulano un prezzo sulla base di proxy sottostanti per quel mercato, in pratica un prezzo che sia altamente correlato con il mercato sottostante. Per esempio, il mercato dei future S&P 500, che opera teoricamente ventiquattr’ore al giorno, può essere usato come proxy per determinare il prezzo di un ETF sulla base dell’Indice S&P 500 sottostante, quando il mercato statunitense è chiuso.

Tipi di ordini “a rischio”

Quando negozia “a rischio”, un investitore può scegliere tra due tipi di ordini, simili alla negoziazione di singoli titoli: ordini di mercato od ordini limite.

Un ordine di mercato viene effettuato al prezzo sullo schermo. L’elemento d’interesse per un investitore è che è eseguito l’intero ordine. D’altra parte, l’investitore non ha alcun controllo sul prezzo al quale è effettuata la negoziazione dal momento che i prezzi possono oscillare rapidamente.

Un ordine limite scatta quando il prezzo arriva a un livello specificato o migliore. Il vantaggio di un ordine limite è che consente a un investitore di definire un prezzo massimo o minimo al quale intende acquistare o vendere l’ETF. Tuttavia, se il prezzo è distante dal livello specificato e non è raggiunto nel momento in cui l’ordine è aperto, è possibile che in pratica l’ordine non sia eseguito. Per esempio, un ordine limite di acquisto può specificare che una persona non intende pagare più di 20 euro per azione; di conseguenza, l’ordine non è eseguito se il titolo è scambiato a 21 euro e continua a salire.

Prossimo articolo

Ho finora illustrato i due metodi di negoziazione degli ETF in Europa e i diversi approcci alla negoziazione. Nel prossimo articolo, illustrerò alcune delle leggende riguardanti la liquidità e gli ETF.

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