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Prospettive

La rivoluzione del denaro

La rapida diffusione delle criptovalute ha acceso un dibattito sulla natura fondamentale del denaro e il futuro dei tradizionali servizi bancari e finanziari. Sebbene gli speculatori si siano gettati con grande entusiasmo sulle valute virtuali, gli investitori professionali hanno generalmente adottato un approccio più prudente.

Questo contenuto è disponibile anche in: Inglese Francese Tedesco Spagnolo

Roger Bayston, Senior Vice President, Franklin Templeton Fixed Income Group, Austin Trombley, Vice President & Data Scientist, Franklin Templeton Fixed Income Group e Anthony Hardy, Research Analyst, Franklin Equity Group, hanno partecipato recentemente a una discussione sul tema. Hanno parlato di come funzionano le valute digitali, dei potenziali impatti della tecnologia blockchain su molti aspetti delle nostre vite e di come valutano la tesi d’investimento in questo segmento in rapida evoluzione.

Qui di seguito alcuni punti salienti:

  • I media si sono concentrati essenzialmente sul prezzo di valute digitali come i bitcoin. Ma ciò che sfugge è l’autentica innovazione che queste rappresentano.
  • Chi compie la prima mossa in ambito tecnologico provoca rivoluzioni che si ripercuotono su altri settori. Questo si verifica indipendentemente dalle opinioni delle persone circa il valore delle varie criptovalute diventate popolari.
  • Il ritmo dei cambiamenti tecnologici può essere molto più sostenuto di quello che la maggior parte di noi riesce a elaborare. Vale la pena prestare attenzione a ciò che accade nell’area delle criptovalute e a come queste tecnologie rivoluzionano le attività in molti settori, valutando la tesi d’investimento in tali strumenti.

Ascoltate il nostro ultimo podcast “Talking Markets” e altre informazioni sull’argomento.

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Conduttore/Richard Banks: Salve e benvenuti a Talking Markets di Franklin Templeton Investments: analisi esclusive e approfondite di Franklin Templeton.

Sono Richard Banks, il conduttore.

In questo episodio, ci concentriamo sulla rivoluzione nel campo del denaro e sullo sviluppo delle criptovalute. A questa discussione partecipano alcuni dei nostri analisti di ricerca e gestori di portafoglio che studiano tale segmento. Ascolteremo le riflessioni di Roger Bayston e Austin Trombley di Franklin Templeton Fixed Income Group, nonché di Anthony Hardy di Franklin Equity Group. La discussione sarà condotta da Kristina Landgraf, Franklin Templeton. Ci auguriamo che la loro discussione sia di vostro interesse.

Kristina: Nell’ultimo anno, i cryptoasset sono cresciuti e a proposito della rivoluzione tecnologica in quest’area, cosa ne pensate come organizzazione e in che modo tutto ciò rientra nel vostro processo d’investimento? Roger?

Roger: Hai ragione. Nell’area del denaro, in particolare la crescita della popolarità e la diffusione della distribuzione delle criptovalute negli ultimi 12 mesi, rappresentano in un certo qual modo ciò che abbiamo osservato nell’economia molti anni fa, ossia la rivoluzione che chi compie la prima mossa in ambito tecnologico provoca in altri settori. Assisteremo a questo, sicuramente nei servizi finanziari e anche nel concetto di denaro. E ciò si verifica a prescindere dalle opinioni delle persone circa il valore delle varie criptovalute diventate popolari, inclusi i bitcoin. Indipendentemente da ciò, sappiamo che dato il notevole valore creato nel segmento saranno coinvolti molti business model e saranno erogati finanziamenti allo scopo di continuare a rivoluzionare imprese che hanno margini più elevati. I servizi finanziari tendono a essere tra questi. In tutto l’universo del denaro e dei servizi finanziari, possiamo aspettarci molti cambiamenti rivoluzionari derivanti da questi progressi tecnologici.

Kristina: Di conseguenza, quando parli di denaro rivoluzionario, cosa intendi esattamente?

Roger: Il denaro è essenzialmente un mezzo di scambio e i governi di tutto il mondo hanno avuto la responsabilità di creare queste valute entro i rispettivi confini geopolitici per facilitare il mezzo di scambio. E questo lo definiamo denaro puro e semplice. Qui stiamo invece imparando che esistono altre cose cui la gente attribuisce valore e con le quali scambia beni e servizi e a mio giudizio questa è la categoria generale delle criptovalute. Non sono create da un particolare governo, ma l’ampiezza del loro utilizzo e della loro adozione, soprattutto da un’altra generazione di potenziali consumatori nell’economia che hanno già minore familiarità con la liquidità e il sistema monetario e hanno invece dimestichezza con i pagamenti elettronici, rappresenta in pratica un’ulteriore dimostrazione che tali consumatori nell’economia intendono usare [queste nuove valute] per scambiare beni e servizi.

Kristina: Anthony?

Anthony: Penso che sia importante rilevare che tutto questo è iniziato circa dieci anni con un libro bianco su un sistema di pagamento cash digitale peer-to-peer; tuttavia, negli ultimi dieci anni, la gente si è resa conto che questa tecnologia sottostante ha una miriade di applicazioni, non solo nei servizi finanziari e pagamenti, ma anche in altri settori come la salute, le catene di fornitura e così via. Ritengo pertanto fondamentale notare che si tratta di una tecnologia potenziale che non è solo destinata a rivoluzionare i pagamenti nei servizi finanziari, ma ha ampie applicazioni.

Kristina: Austin, cosa ne pensi?

Austin: Guardando ad alcune delle aziende a più alti margini, per esempio società tradizionali di carte di credito come Visa e MasterCard, notiamo che hanno adottato un atteggiamento veramente intransigente nei confronti delle criptovalute perché, a mio giudizio, sanno quanto saranno dirompenti. Numerosi esercenti pagano sino al 4% di commissioni solo per poter accettare le carte di credito tradizionali nei sistemi dei punti vendita e se si guarda a molti altri meccanismi che possono facilitare tale scambio di beni, come ha detto Roger, ritengo che con molte criptovalute potremmo farlo in modo esponenzialmente più rapido ed economico.

Kristina: Bene, siamo di fronte a una nuova generazione che probabilmente non ha mai scritto un assegno e forse non usa nemmeno tanto il denaro contante. Puoi farci qualche esempio di utilizzi e applicazioni di alcune di queste nuove forme di valuta che probabilmente non abbiamo  ancora visto?

Austin: Certo. Penso che si debba tenere presente che molti organismi regolatori esprimono pareri contrastanti in merito perché le criptovalute possono manifestarsi in modi diversi e rappresentano molte cose diverse. È quello che vediamo [negli Stati Uniti] dove l’IRS [Internal Revenue Service] sostiene che in pratica siano da considerarsi come dei beni, il Dipartimento del Tesoro le considera come denaro, la CFTC [Commodity Futures Trading Commission] le considera commodity e la SEC [Securities and Exchange Commission] le considera come dei titoli. Al momento, potremmo definirle con qualunque termine, tranne zebra, e avremmo probabilmente ragione.

Kristina: Tutti abbiamo sentito parlare di bitcoin, ma esistono potenzialmente migliaia di queste criptovalute. Possiamo analizzare le caratteristiche fondamentali e cercare di spiegare cos’è una criptovaluta e in che modo si differenzia?

Austin: Certo. Penso che all’inizio la criptovaluta fosse più un protocollo per come cercare di ottenere consenso in modo distribuito. Se guardiamo a cos’è oggi, dipende ancora dalla proof of work (PoW) e le transazioni richiedono tempi veramente molto lunghi. Ogni blocco può contenere solo 15-20 transazioni e pertanto il processo è veramente lento. È nata nella rete oscura come forma di pagamento e a pensarci bene si tratta proprio del terreno di coltura perfetto per la nascita di bitcoin e blockchain perché in quale altro posto bisogna avere fiducia in “persone pericolose” se non nella rete oscura? E così è nata lì. E poi, se pensiamo a una ICO [initial coin offering] come all’equivalente social di una IPO [initial public offering], molte società minori non si rivolgono a VC [venture capitalist] per ottenere finanziamenti. Fanno semplicemente una ICO ed emettono un libro bianco, raccolgono il denaro e possono così costruire ciò che hanno descritto nel white paper.

Kristina: Di conseguenza, gli investitori come dovrebbero pensare ai bitcoin e ad alcune di queste criptovalute?

Anthony: Penso alle criptovalute che sopravviveranno, dato che a questo punto ne esistono oltre un migliaio e alcune o la maggior parte di esse spariranno. Ritengo che di qui a dieci anni quelle che sopravviveranno conteranno su una tesi di utilizzo particolare, basata sul fatto che l’applicazione di questa tecnologia crea valore aggiunto. E ora facciamo un passo indietro e riflettiamo sui principali problemi che questa tecnologia risolve e perché questo segmento è interessante. La sua nascita è avvenuta a metà della crisi [finanziaria globale] e i due grandi problemi sono stati il disincanto nei confronti delle banche, [dove] vediamo questi fornitori di pagamenti incassare commissioni elevate e in cui doveva esistere un trust intermediario nelle transazioni. E poi il disincanto nei confronti dei governi. Penso ad aree diverse dagli Stati Uniti in cui vi sono tassi d’inflazione elevati; se sei un consumatore in tali aree, con un regime oppressivo, vuoi un modo per avere maggiore controllo sui tuoi beni e non essere alla mercé dei governi; così è iniziato tutto. E se guardiamo a come è stato costruito il bitcoin, vediamo che in origine ha contribuito a risolvere questi problemi.

Poi, e Austin ha accennato ad alcuni di questi aspetti, sulla scia del disincanto nei confronti delle grandi società tecnologiche, Internet è diventata centralizzata, i VC hanno assunto un forte controllo sull’innovazione e le ICO sono diventate un modo per democratizzare i processi di raccolta di capitali. Sappiamo anche che con queste ICO diverse, esiste un meccanismo per realizzare nuove reti con questi token, con diverse utilità. Ma a un alto livello, penso sia importante concentrarsi su questi propulsori sottostanti, perché gran parte di quel che si sente dire ha semplicemente a che fare con il prezzo, la direzione futura e questi propulsori sottostanti molto spesso si perdono.

Roger: Aggiungerei un’osservazione a quanto detto da Austin in merito alla fiducia, a proposito delle transazioni nella rete oscura, in cui le persone non si conoscono e devono trovare una base di fiducia per effettuare le transazioni. Ciò vale non solo nella componente dell’economia costituita dalla rete oscura, ma anche nella normale componente dell’economia ed è per questo che le normali valute, come il dollaro statunitense, hanno finito con l’avere un’accettazione così ampia. Sappiamo che un tempo il dollaro statunitense era garantito da riserve auree effettive. Era una sorta di cambiale a vista nei confronti della Federal Reserve Bank, che conferiva il potenziale diritto a essere convertita in oro. Ma quell’epoca è passata, non viviamo più all’insegna del tallone aureo; in pratica questo concetto di fiducia per cui la gente ritiene che i suoi dollari abbiano un certo valore, non è diverso da quello applicabile a queste ICO o criptovalute che si stanno sviluppando. Nel momento in cui la gente ha fiducia nel fatto che possono essere scambiati per beni e servizi, ecco che diventano un altro mezzo di scambio.

L’interrogativo è se l’investitore sia in grado di rapportare tali diverse valute tra loro in modo da determinare quale sia il loro valore effettivo. Di conseguenza, si tratta probabilmente di un’estensione logica; sarebbe un passo avanti significativo avere mercati in cui poter scambiare valute con altri strumenti analogamente a quanto succede nel mercato valutario globale che, sia detto per inciso, è il mercato più grande del mondo; operazioni valutarie, negoziazione di valute a fronte di altre valute, oppure un loro scambio con entità economiche diverse in tutto il mondo, facilitando così le operazioni desiderate nelle rispettive giurisdizioni.

Kristina: È interessante, queste criptovalute si sono sviluppate a causa di una sorta di mancanza di fiducia nei sistemi governativi o ufficili. Tuttavia, abbiamo bisogno di qualche tipo di regolamentazione affinché gli investitori si sentano un po’ più tranquilli a usarle. Sei d’accordo e non pensi, come investitore, che a questo punto ci troviamo un po’ in una specie di selvaggio West?

Roger: Bene, penso che le agenzie regolamentari, indipendentemente dalla forma di capitale raccolto, siano state storicamente sempre più reazionarie e definiscano le regole dopo che l’innovazione è già emersa. Immagino pertanto che sia quello che succederà a mano a mano che l’adozione si diffonde progressivamente nell’economia e le imprese legittime usano questi protocolli allo scopo di perseguire i loro interessi economici.

Austin: Ritengo che la storia insegni, come ha detto Roger, che gli organismi regolamentati si muovono solitamente in ritardo e cercano di recuperare terreno a fatto avvenuto.

Kristina: Puoi spiegarci le potenziali conseguenze impreviste che rilevi in questa rivoluzione del denaro, indipendentemente dal fatto che si parli di queste criptovalute o della blockchain, in base alla tua ricerca?

Anthony: Parliamo molto degli aspetti che riguardano il bitcoin come pagamento. Sappiamo che è nato come sistema di pagamento peer-to-peer, ma ora sembra proprio che stia diventando uno strumento di conservazione del valore, anziché un sistema di pagamento. Abbiamo visto i costi di transazione aumentare a causa della volatilità, il che rende più complesso usare i bitcoin per i pagamenti di ogni giorno. Per quel che riguarda le conseguenze impreviste, ribadisco pertanto che è iniziato come sistema di pagamento e ora è uno strumento digitale di conservazione del valore. È possibile che altre criptovalute vadano a soddisfare tale esigenza di pagamento e probabilmente assisteremo alla creazione di migliaia di esse. Un altro fatto che ritengo importante ricordare nuovamente, è il fatto che nello spazio blockchain esistono quasi due mondi diversi. Esiste un elenco dei permessi, con bitcoin, Ethereum, blockchain pubbliche e poi vi è un altro intero ecosistema in cui istituzioni finanziarie affermate, ossia il mercato tradizionale se vogliamo pensarla in tal modo, cercano di applicare questa tecnologia, ma in modo diverso, usando reti in cui non è necessario lo stesso grado di fiducia, perché le banche si conoscono tra loro.

Kristina: Puoi spiegare cos’è una blockchain e in che cosa differisce dalle criptovalute?

Anthony: Probabilmente la cosa più facile è immaginarla come un libro mastro distribuito decentralizzato che registra le transazioni. In pratica, in fin dei conti, stiamo parlando di un sistema di registrazione condiviso, che risolve però un problema reale, soprattutto nell’ambito dei servizi finanziari in cui esistono molteplici parti che cercano di seguire la stessa transazione. Pensiamo alla negoziazione di uno strumento finanziario complesso, in cui possono essere coinvolte 20 banche, ciascuna delle quali tiene il proprio registro di questa transazione, e che devono poi effettuare una riconciliazione tra loro. Servono persone, talvolta fax, e-mail. Una blockchain è essenzialmente un libro mastro condiviso al quale ciascuna banca può accedere utilizzandolo come unica fonte di certezza, che riduce tutto il processo di riconciliazione altrimenti necessario. Questo concetto di avere un’unica fonte di certezza condivisa tra varie parti è estremamente importante e ha applicazioni non solo nei servizi finanziari, ma anche in altre aree dell’economia.

Per esempio, esistono società interessanti che possono seguire il percorso dei diamanti per accertarsi che i cosiddetti diamanti insanguinati non entrino nell’economia. Esistono poi potenziali applicazioni nella salute, nella gestione delle cartelle sanitarie. Vi sono applicazioni in campo assicurativo sul fronte dei contratti intelligenti, in cui è possibile programmare cosa succede se accade un determinato evento, automatizzando gran parte dei processi. E a essere sinceri, ogni settimana la gente sogna nuove applicazioni con questa tecnologia ed è questa una delle ragioni per cui è così entusiasmante.

Austin: Esiste anche un cellulare basato sulla blockchain.

Roger: Pensiamo a quanto tempo serve per regolare un’operazione immobiliare, a tutti i documenti necessari e al trasferimento della proprietà da una persona all’altra. Tale processo sembra caratterizzato da un grado elevato di inefficienza. Questo libro mastro distribuito di cui stiamo parlando è una fonte di certezza che inizia a risolvere gran parte dei problemi che presentano molte inefficienze.

Anthony: A questo punto ricordiamo che vi sono blockchain pubbliche e blockchain private. A mio avviso, al momento le due maggiori e più interessanti sono sul fronte pubblico, la bitcoin blockchain e l’Ethereum blockchain. Il bitcoin può essere uno strumento di conservazione del valore nel trasferimento di bitcoin tra due persone. L’Ethereum è una sorta di supercomputer decentralizzato in cui sono registrati questi contratti intelligenti e che ha una quantità infinita di potenziali usi. È un aspetto estremamente interessante. Sul fronte privato, se pensiamo alle 12 banche che di norma effettuano gran parte delle negoziazioni o transazioni in una specifica asset class, possiamo creare una rete, senza necessità di collegamento a questa rete pubblica. Anche questo può essere un uso molto interessante. Consente alle banche di diminuire i costi e ridurre il capitale necessario da accantonare per queste operazioni. Credo pertanto che assisteremo probabilmente all’applicazione di un numero crescente di blockchain sia pubbliche che private.

Roger: Per quanto riguarda le istituzioni finanziarie generali, tendo a ritenere che molte di queste tecnologie siano potenzialmente destinate a ridurre in modo sensibile i costi operativi. Penso alle società quotate in borsa, che sono incentivate a ridurre costantemente costi e spese e ad adottare sistemi con una produttività più elevata e maggiori efficienze. Esistono molti incentivi in tal senso e ritengo quindi che queste soluzioni rivoluzionarie siano potenzialmente piuttosto positive per alcuni titoli in generale. Penso agli investimenti obbligazionari, dove una persona può essere il titolare di obbligazioni in un mondo che ha registrato molti cambiamenti, rivoluzioni, processi di riorganizzazione ed essendo, in quanto tale, dall’altra parte della barricata, non è sempre un’esperienza positiva quando si verifica una riorganizzazione. Penso quindi che questa rivoluzione comporti una profonda riorganizzazione dei servizi finanziari e dei sistemi di pagamento in generale, che è esattamente ciò di cui un investitore vuole beneficiare e che sarà uno sviluppo veramente importante nei prossimi anni.

Se pensiamo a una rivoluzione in altri settori, pensiamo al concetto di social media che sostituiscono i media tradizionali. Sebbene Facebook sia un colosso con migliaia e migliaia di dipendenti, impiega solo una frazione del personale storicamente impiegato nei media tradizionali e che cattura l’attenzione della gente, che un tempo tornava a casa del lavoro e si metteva a leggere un giornale, un libro o a guardare il conduttore preferito del telegiornale serale. Ora quell’attenzione si è frazionata nel tempo e destinata ad altro. Di conseguenza, la rivoluzione è chiara e provocherà sicuramente rivoluzioni e cambiamenti per molta gente nell’economia.

Austin: Ritengo che esistano persone veramente molto brillanti e proiettate nel futuro, come Elon Musk, che propongono già la riduzione dell’orario di lavoro settimanale a 30 o 25 ore allo scopo di mantenere la piena occupazione, perché con le soluzioni offerte dalla blockchain possiamo creare un valore decisamente maggiore in modo molto più automatizzato.

Kristina: Perché ritieni che gli investitori dovrebbero prendere seriamente la rivoluzione del denaro e questi temi di cui stiamo parlando e credi che ai media stia probabilmente sfuggendo qualcosa del dibattito in corso?

Anthony: Gran parte dei media è concentrata sull’evoluzione dei prezzi, sul fatto che queste cose siano reali o no e ciò che non viene colto è la reale innovazione, ossia i due propulsori che abbiamo cercato di evidenziare. Per come la vedo io, questo processo non sarà probabilmente un’adozione lineare di queste cose, è probabile che vivremo un periodo di tempo, forse tre, o cinque o 10 anni, in cui le società cercheranno di definire il modo migliore di usare queste tecnologie. Di conseguenza, nei prossimi anni potremmo non vedere applicazioni che cambiano le regole del gioco nei sistemi finanziari, ma le società che ora non si occupano adeguatamente di questi aspetti, sono destinate a correre un rischio significativo di problemi di qui a cinque anni.

Roger: Ripensiamo ai giorni in cui iniziò il boom delle dotcom e tutti pensavano alle valutazioni di queste società che continuavano a crescere a vista d’occhio e l’interrogativo verteva sempre sulle valutazioni, sul fatto che queste società fossero sopravvalutate o no. Ma in tali meandri si perse il fatto che proprio perché si verificava tale situazione, molte altre imprese si trovarono a dire “Voglio farlo anch’io. Voglio conseguire quei guadagni smisurati” e cominciarono così a sviluppare un’altra generazione di attività. Penso che sia esattamente ciò cui assisteremo in questo caso. Le valutazioni di queste criptovalute sono andate praticamente da zero a livelli molto elevati, per cui ci accorgeremo che è in corso una profonda innovazione che si tradurrà in una rivoluzione più vasta in svariati settori, a causa di ciò che è avvenuto negli ultimi 12 mesi. Pertanto sono abbastanza convinto che il ritmo di cambiamento della tecnologia sarà molto più rapido di quanto la maggior parte di noi possa pensare. Di conseguenza, è opportuno prestare attenzione a quanto sta accadendo in questo segmento e a come queste tecnologie rivoluzioneranno imprese in cui probabilmente abbiamo investito, sia come azionisti che come titolari di obbligazioni, perché ciò avrà ripercussioni nell’immediato futuro su imprese diverse in molte industrie diverse.

Kristina: In quest’area vi saranno chiaramente molti vincitori e vinti. Puoi parlarcene dal tuo punto di vista?

Roger: Parlo dal punto di vista obbligazionario e penso al credito. Negli ultimi 10 anni, a causa delle politiche di tassi d’interesse zero seguite dalle banche centrali globali, abbiamo registrato un volume elevato di emissione di debito in un contesto in cui gli investitori sono stati incoraggiati a spingersi nel tratto a più lungo termine della curva o nella fascia inferiore della curva del credito, allo scopo di cercare reddito e rendimento. E ciò che mi preoccupa è che questa grande rivoluzione si traduca potenzialmente in riorganizzazioni di molti settori e se ci troviamo sul fronte del debito di tale transazione, ed è avvenuta una riorganizzazione, in generale ci dobbiamo davvero preoccupare della protezione dei nostri interessi nel tempo. Penso che vi siano molte opportunità di vittoria sul fronte azionario perché un numero elevato di queste tecnologie serve a ridurre i costi. A mio avviso, come titolare di una società si hanno maggiori possibilità di interporre minori costi nei prodotti e servizi offerti sul mercato. Penso quindi a vincitori e vinti in tale ottica, anziché a singole società.

Austin: Penso che l’attività di intermediazione sia destinata a sparire davvero molto rapidamente; il ruolo degli intermediari diventerà ridondante ed è destinato a sparire.

Anthony: L’aspetto un po’ ironico è che quest’intero ecosistema è nato come uno strumento per andare contro le banche e, in un certo modo, queste potrebbero essere tra i grandi vincitori grazie a questa tecnologia. Sono in gioco un personale numeroso, molti costi associati ai processi post-negoziazione che potrebbero sparire; di conseguenza, siamo in presenza di uno scenario realistico in cui le banche potrebbero risparmiare decine di miliardi ogni anno grazie a questa tecnologia. A proposito dell’osservazione di Austin, è importante guardare agli intermediari.  Un intermediario che utilizza più valore di quanto ne immetta nell’ecosistema, è probabilmente destinato ad avere grossi problemi. Di conseguenza, una delle cose che facciamo mentre valutiamo le opportunità d’investimento nell’ecosistema finanziario è cercare sempre di capire quanto questa tecnologia venga presa sul serio. E in effetti il grande interrogativo è: gli intermediari esistenti riusciranno a trovare un modo per mantenere il loro posto nell’ecosistema, ma gestendo i loro processi attuali usando una blockchain? O in alternativa, arriverà qualcuno a sostituirli?  Lo ritengo un interrogativo importante e staremo a vedere come si evolve la situazione.

Roger: Sappiamo che negli Stati Uniti vi è un numero di banche decisamente superiore a quello di molti altri paesi di tutto il mondo. È una semplice osservazione. Ma un’altra è che, dopo la crisi finanziaria, il governo ha ritenuto che le banche dovrebbero agire come società di servizi di pubblica utilità. La loro funzione dovrebbe essere quella di consentire all’economia di operare, mediante concessione di credito, disponibilità di credito quando la liquidità è esaurita, l’economia si ferma; di conseguenza, penso in effetti che le banche dovrebbero riuscire a evolversi usando queste tecnologie, rafforzando il loro ruolo di pubblica utilità per il resto dell’economia, invece di sparire. Dopo la crisi finanziaria abbiamo deciso che non avremmo consentito alle banche d’investimento di Wall Street di diventare desk di negoziazione per proprio conto, ma ci saremmo accertati che continuassero a lavorare e lavoriamo affinché le imprese americane possano continuare a operare su scala globale. Non mi sorprenderebbe pertanto che parte di ciò che accade in questa tecnologia sia incamerata nel nostro attuale sistema bancario in modo più profondo e che il grado di adozione sia maggiore, anziché trasformarsi in qualcosa che rende obsolete le attuali istituzioni finanziarie, facendole sparire. È più probabile che adotteranno e trasformeranno l’uso di queste tecnologie rispetto a quanto erano solite fare in passato.

Kristina: Quindi, quali potrebbero essere alcuni degli ostacoli a quest’adozione?

Roger: Ritengo che alcuni dei risultati delle elezioni in tutto il mondo abbiano a che fare con l’insoddisfazione di persone che probabilmente avevano uno stile di vita che esisteva negli anni Settanta, ma non esiste più, a causa di tutti questi cambiamenti di cui stiamo parlando; penso quindi che vi siano potenziali implicazioni che potrebbero essere molto pesanti.

Austin: Per quanto riguarda il coordinamento, soprattutto nel caso di una nuova tecnologia emergente, ritengo che il continuo miglioramento della tecnologia, con la conseguente risoluzione di alcune criticità a livello di scalabilità o privacy, o di altro genere, contribuirà a risolvere questo problema di coordinamento, che finora è stato un ostacolo. C’è ancora molto da fare sul fronte della regolamentazione. A mio avviso, gli organismi di regolamentazione sono stati finora aperti alla blockchain come opzione all’interno delle istituzioni finanziarie, ma ovviamente, per comprensibili ragioni, vogliono essere prudenti. Vediamo che stanno operando un giro di vite in altre parti del mercato; per esempio, stanno esaminando più a fondo le ICO; di conseguenza, ritengo che abbiamo bisogno di maggiore chiarezza normativa e legale in merito ai contratti intelligenti.

Penso che la volatilità degli asset sottostanti possa rappresentare un enorme ostacolo, così come un aggiornamento formativo. Ritornare a scuola, di qui a cinque anni, non è forse troppo tardi per ritornare sui banchi e farsi coinvolgere? Non so, è veramente difficile, sarà probabilmente un ostacolo arduo da superare.

Penso che un uso più ampio possa anch’esso aiutare. Al momento, è davvero difficile per me spendere i miei bitcoin per fare un acquisto in un sistema PoS.  Sono del parere che l’usabilità e la fungibilità potrebbero cominciare a dare luogo a un’adozione più ampia. Ritengo inoltre che ora i bitcoin e alcune delle criptovalute siano presenti in misura elevata in un paio di “portafogli” molto molto grossi e sono convinto che una ripartizione di tali asset in una gamma di portafogli di natura più ampia potrebbe veramente ridurre molti problemi.

Kristina: Grazie a tutti.

Richard: Si conclude così questa edizione di Talking Markets con Franklin Templeton. Grazie a tutti coloro che hanno contribuito. Se ne hai apprezzato le analisi e desideri maggiori informazioni, controlla il nostro archivio degli episodi precedenti e abbonati su iTunes, Google Play o qualunque altro fornitore di podcast. Ti diamo appuntamento alla prossima occasione, in cui illustreremo altre analisi elaborate dai nostri professionisti dell’investimento sul posto. Arrivederci!

 

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