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Obbligazionari

Gli investitori obbligazionari europei prudenti stanno probabilmente sacrificando il rendimento

Le banche centrali di molte parti del mondo stanno abbandonando le politiche monetarie accomodanti imposte dopo la crisi finanziaria globale del 2007-2009. La Banca Centrale Europea (BCE) si è finora dimostrata riluttante a intraprendere tale percorso, ma si stanno intensificando le pressioni volte a indurne i leader a manifestare le loro intenzioni. Mentre i mercati sono in attesa di chiarezza dalla BCE, Franklin Templeton ha condotto un sondaggio tra gli investitori professionali europei per sondarne gli atteggiamenti circa l’evoluzione dell’andamento dei mercati, l’asset allocation e le considerazioni sugli investimenti. David Zahn, Head of European Fixed Income, Franklin Templeton, analizza i risultati.

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È ormai trascorso più di un decennio dalla crisi finanziaria globale. A questo punto, i mercati hanno registrato un lungo periodo di politica monetaria accomodante. In particolare, gli investitori obbligazionari europei hanno beneficiato di periodi di rendimenti generalmente soddisfacenti e rischi relativamente bassi, grazie in parte allo storico programma di allentamento quantitativo (QE) della Banca Centrale Europea (BCE) e tassi d’interesse a minimi record.

Nel 2018 stiamo però raggiungendo un punto di svolta in quanto le banche centrali di tutto il mondo hanno iniziato un lento percorso di riduzione degli stimoli. Mentre la Federal Reserve ha intrapreso un chiaro percorso di rialzo dei tassi, iniziando a ridurre il proprio bilancio, la situazione in Europa resta piuttosto diversa. La BCE mantiene una posizione accomodante, che a nostro giudizio è destinata a mantenere fino a quando non avrà appurato che l’inflazione europea abbia raggiunto l’obiettivo di un tasso di crescita del 2%. Riteniamo improbabile che ciò si verifichi prima del 2020.

Tuttavia, questo non significa che i mercati obbligazionari europei siano immuni dalla volatilità.

Sebbene la BCE abbia ribadito la propria politica in parecchie occasioni, abbiamo notato flessioni isolate delle obbligazioni nel corso dell’anno a fronte del tentativo dei mercati di stimare accuratamente le tempistiche di un cambiamento di politica. All’inizio di quest’anno, i rendimenti obbligazionari in Europa sono saliti dopo l’annuncio della BCE a gennaio, nonostante non sia stato comunicato alcun cambiamento di politica.

Questi picchi di volatilità possono avere un impatto significativo sulla performance di un portafoglio obbligazionario. Per esempio, un aumento di 10 punti base (0,1%) di un titolo di Stato tedesco decennale (bund) con un rendimento a fine anno dello 0,427, è destinato ad annullare oltre due anni di potenziale reddito.

A mio giudizio, gli investitori non possono più permettersi di adottare un approccio rilassato ai loro investimenti obbligazionari europei. A mano a mano che la volatilità riappare nel panorama obbligazionario europeo, gli investitori possono valutare l’adozione di un approccio attivo, dinamico e ponderato. Penso che coloro che lo fanno possano individuare le opportunità d’acquisto vantaggiose fatte emergere dalla volatilità.

Allo scopo di capire meglio le percezioni degli investitori in materia di reddito fisso europeo, abbiamo intervistato oltre 300 investitori professionali obbligazionari europei di Francia, Germania, Italia e Spagna, per sondarne gli atteggiamenti e le preoccupazioni circa l’evoluzione dell’andamento dei mercati, l’asset allocation e l’approccio agli investimenti1.

I risultati sono stati sorprendenti e in generale hanno evidenziato una prudenza eccessiva degli investitori a livello di gestione dei portafogli e una propensione al rischio generalmente bassa. Ciò nonostante, è emerso che laddove gli investitori hanno assunto rischi, l’hanno fatto tendenzialmente nel segmento degli strumenti di credito high yield, malgrado i timori di valutazioni eccessive. Inoltre, non hanno generalmente intrapreso molte azioni circa le preoccupazioni per i bassi rendimenti e in alcuni casi hanno adottato misure a nostro avviso eccessive per attenuare altre preoccupazioni, quali i rischi di tasso d’interesse. In linea di massima, i temi chiave emersi dai risultati sono stati:

  • Posizionamento difensivo: gli investitori hanno evidenziato una bassa propensione al rischio a fronte delle preoccupazioni per l’incremento della volatilità.
  • High yield: dove gli investitori intervistati sono disposti ad assumere rischi.
  • Mancanza d’azione: nonostante il contesto di bassi rendimenti, gli investitori sono risultati ancora concentrati sui mercati europei core con bassi rendimenti.
  • Eccesso di azione: pur ritenendo che i tassi d’interesse in Europa resteranno bassi, gli investitori intervistati hanno affermato che stanno riducendo la duration, a scapito di un rendimento prezioso.
  • Tendenze future: gli intervistati hanno riportato una crescente propensione per le obbligazioni “verdi”, i fondi obbligazionari in investimenti socialmente responsabili (SRI) e i fondi a impatto sociale.

Per leggere o scaricare il report per intero, visita il sito https://www.franklintempleton.it/investitori-professionali/insights/european-fixed-income-study-2018

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