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Prospettive

Tendenze globali degli ETF da seguire nel 2020

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Secondo il nostro Head of EMEA ETF Capital Markets Jason Xavier, che condivide alcuni temi e tendenze che vede per il 2020, la propensione degli investitori di tutto il mondo verso gli ETF è stata forte nel 2019 e mostra pochi segni di rallentamento.

Lo slancio degli ETF, che si avviano verso un nuovo anno ma anche verso un nuovo decennio, non potrebbe essere più forte. L’anno scorso, la massa gestita (AUM) dagli ETF ha superato i 6.000 miliardi di dollari a livello globale, varcando in Europa la soglia dei 1.000 miliardi di dollari.[1]Ho individuato alcuni temi potenzialmente destinati a proseguire/concretizzarsi nel 2020 per gli ETF a livello globale.

A spiccare sono per me tre previsioni riguardanti: reddito fisso, fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) e volatilità.

Parliamone.

Obbligazioni: L’AUM degli ETF obbligazionari attivi in Europa supererà i 15 miliardi di dollari.

La mia prima previsione si concentra sulla crescita di questa classe di asset. L’anno scorso gli ETF obbligazionari hanno attratto flussi in entrate per oltre 250 miliardi di dollari a livello globale, spingendo così l’AUM di questa categoria a quasi 1.200 miliardi di dollari complessivi, con un tasso di crescita annuale intorno al 30%.[2] Lo scorso anno, la crescita degli ETF obbligazionari europei è accelerata di quasi il 54% e la massa gestita ha sfiorato quota 260 miliardi di dollari,[3] superando la crescita degli ETF azionari nell’area.

Negli investimenti obbligazionari tutti i segmenti di clientela continuano a scegliere la soluzione ETF per la trasparenza, la liquidità e la determinazione dei prezzi che solitamente fanno di questo prodotto d’investimento un vero valore aggiunto.

Come ho scritto in un blog precedente , la democratizzazione della determinazione dei prezzi che gli ETF hanno portato nel panorama degli investimenti obbligazionari continua ad essere molto ben accolta dai clienti che, sempre più spesso, scelgono di inserire gli ETF obbligazionari nella costruzione dei loro portafogli.

Fondamentalmente, la crescita economica globale è ancora un problema e l’Europa rimane fragile. Le difficoltà proseguono in uno scenario segnato dal processo della Brexit, dal rallentamento della manifattura tedesca per le tensioni commerciali fra Stati Uniti e Cina e dalla mancanza di un chiaro candidato alla successione della Cancelliera tedesca Angela Merkel, che si appresta a concludere il suo mandato il prossimo anno.

Pertanto, riteniamo che il quadro durevole di bassi rendimenti a livello globale e lo scenario negativo in Europa indichino la necessità di un approccio di gestione più attivo per muoversi bene in queste acque. La ricerca di un certo rendimento della liquidità in Europa continuerà probabilmente a dominare gli ETF obbligazionari gestiti attivamente dal momento che gli investitori si posizionano su durate più brevi[4] e continuano ad approfittare della liquidità intragiornaliera della soluzione ETF per riuscirci.

Al di fuori dell’Europa, i mercati del credito sono stati i principali beneficiari dei recenti periodi di debolezza dei mercati azionari. Crediamo che questo tipo di rotazione dovrebbe proseguire anche nel 2020, in un contesto di volatilità azionaria. Riteniamo probabile un aumento dell’interesse verso il settore societario investment grade USA, che continua a sostenere gli investitori in cerca di rendimento fuori dall’eurozona.

In effetti, abbiamo rilevato queste tendenze nella nostra offerta obbligazionaria attiva, che ora si attesta a 2,4 miliardi di dollari a livello globale, con 1,6 miliardi di dollari di afflussi nel 2019. L’obbligazionario è una classe di asset in cui pensiamo che la gestione attiva possa davvero brillare.

Nel 2020 le strategie incentrate sui fattori ESG saranno il segmento in più rapida crescita e domineranno l’emissione europea di ETF.

In Europa, nel 2019 gli ETF obbligazionari hanno primeggiato in termini di AUM, ma il tasso di crescita più elevato è stato segnato dagli ETF focalizzati sui fattori ESG. Lo scorso anno la massa gestita in ETF focalizzati sui fattori ESG è cresciuta in Europa di 16 miliardi di dollari, un aumento del 150%, e si è portata a 33 miliardi di dollari dai circa 12 miliardi di dollari della fine del 2018.[5]

Molti fattori continuano a sostenere la crescita della finanza sostenibile. La regolamentazione dell’Unione Europea (UE) continua a spingere per un piano d’azione per la finanza sostenibile, e governi e banche centrali stanno prestando maggiore attenzione al cambiamento climatico come rischio sistemico. I progressi della tecnologia dei big data e dell’intelligenza artificiale stanno perfezionando la loro capacità di catturare i rischi espliciti per un utilizzo proprietario a scopo di investimento.

Inoltre, si stanno verificando cambiamenti demografici globali che hanno implicazioni sugli investimenti. Assisteremo a un notevole trasferimento di ricchezza verso una nuova generazione, nata in un ambiente digitale.

Sia i Millennial che la successiva Generazione Z sono cresciuti a contatto della tecnologia, da cui dipendono, e sono quindi attivi negli investimenti in ETF e nel loro monitoraggio tramite dispositivi mobili. Sono fermamente convinto che le emissioni di ETF focalizzate sui fattori ESG avranno un grande seguito, soprattutto perché diversi studi hanno indicato gli investimenti basati sui valori come prioritari tra i Millennial.

Un possibile fattore da considerare, di sicuro rilievo in questa discussione, è l’“effetto Lagarde”. Dopo che il Presidente della BCE Christine Lagarde ha preso le redini della Banca Centrale Europea (BCE) alla fine dello scorso anno, è chiaro che il cambiamento climatico rappresenta una priorità e avrà probabilmente una forte incidenza sulla politica futura della BCE.

Visti i margini ristretti della politica monetaria convenzionale, se l’economia dell’Eurozona dovesse vacillare e assistessimo a una potenziale estensione dell’allentamento quantitativo, forse Lagarde potrebbe estendere l’acquisto di asset anche agli ETF e a strumenti che sostengono la sua politica di cambiamento climatico?

Crediamo che molti investitori si siano già posizionati in modo da cogliere questa possibilità.

Le strategie di investimento fattoriale e in ETF fattoriali sono destinate a durare.

Come già detto, lo scorso anno la massa gestita in ETF europei ha varcato la soglia dei 1.000 miliardi di dollari, pari a un tasso di crescita annualizzato del 25% negli ultimi 10 anni.[6] Nonostante il grande interesse raccolto negli ultimi anni dagli ETF obbligazionari e focalizzati sui fattori ESG, negli ultimi 10 anni i tassi di crescita annualizzati degli ETF basati su fattori o smart beta superano ancora quelli degli ETF passivi.

L’anno scorso gli ETF smart beta sono cresciuti di oltre il 145%, dopo aver subito un rallentamento nel 2018.[7] Negli ultimi 10 anni, il segmento è cresciuto a un tasso annuo composto del 34%, a dimostrazione della più ampia adozione da parte degli investitori in cerca di driver fondamentali più diversificati per contribuire a strutturare le loro allocazioni di investimento.

Nonostante il forte sostegno chiaramente offerto dall’attuale contesto economico globale di bassi rendimenti alle strategie basate sulla capitalizzazione di mercato, un numero sempre maggiore di investitori sta adottando strategie per proteggersi da una recessione economica.  Nel panorama smart beta, lo scorso anno le strategie che incorporano un approccio multifattoriale orientato alla qualità o alle strategie di controllo del rischio hanno dominato i flussi.

Come già sottolineato in precedenza, in questo inizio del 2020 gli investitori continuano a dubitare della crescita globale e l’Eurozona si trova ad affrontare alcune sfide. E benché l’economia statunitense sia ancora nel pieno della sua più lunga espansione nella storia, molti osservatori ne mettono in discussione la sostenibilità. La spesa dal consumo e un mercato del lavoro solido continuano a indicare una traiettoria verso l’alto. Appare tuttavia evidente che sempre più investitori stanno adottando strategie ETF non tradizionali che li aiuti a cogliere potenziali rialzi, mirando al contempo a ridurre al minimo le eventuali perdite.

Lo abbiamo visto l’anno scorso con la nostra strategia multifattoriale statunitense. Gli afflussi hanno portato l’AUM di questo prodotto a oltre 1,5 miliardi di dollari, poiché gli investitori hanno fatto propri i vantaggi della trasparenza, della liquidità e del basso costo con un’allocazione tattica attraverso la soluzione ETF.

Le mie previsioni si avvereranno? Continua a seguirci! Sembra già un anno entusiasmante.

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[1] Fonti: Franklin Templeton, Morningstar.

[2] Ibid.

[3] Ibid.

[4] La duration è una misura della sensibilità del prezzo di un investimento a reddito fisso alla variazione dei tassi d’interesse. Abitualmente è espressa in anni.

[5] Fonte: Morningstar.

[6] Ibid.

[7] Ibid.