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Porre l’accento sulla liquidità degli ETF nelle fasi di tensione

Le tensioni registrate sui mercati nel corso di quest’anno hanno sollevato interrogativi sulla liquidità degli ETF. Jason Xavier, Head of EMEA ETF Capital Markets, esplora l’argomento.

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Il nostro team continua a spiegare i vantaggi di utilizzare il veicolo dell’exchange-traded fund (ETF) a una nuova schiera di investitori. Questa nuova schiera è scaturita dalle conseguenze della guerra in Ucraina, quando abbiamo iniziato a sentire la domanda: perché gli ETF sono stati l’unica fonte di liquidità che ha fornito un punto di accesso per la compravendita di titoli russi all’indomani dell’invasione decisa da Mosca? Queste spiacevoli circostanze hanno spinto molti investitori ad approfondire la propria comprensione degli ETF. Se esistesse un capitolo della storia degli ETF che evidenziasse la necessità di una componente di liquidità nei portafogli d’investimento, credo che gli eventi degli ultimi anni dovrebbero essere senz’altro inclusi al suo interno.

In effetti, è proprio questa liquidità che molti investitori apprezzano, in aggiunta alle caratteristiche di basso costo e trasparenza degli ETF.

Negli ultimi anni, nei miei post ho illustrato e sfatato i miti sulla liquidità degli ETF, e adesso molti investitori vanno alla ricerca di questo attributo nella pianificazione dei portafogli. Colgo quindi l’occasione per ricordare ai potenziali investitori le caratteristiche che, a mio avviso, fanno degli ETF l’unico veicolo d’investimento collettivo in grado di traghettare il panorama della distribuzione dei fondi dall’analogico al digitale.

Gli ETF sono fondi d’investimento di tipo aperto; in altre parole, il numero di azioni emesse può aumentare o diminuire giornalmente in base alla domanda e all’offerta. Questa caratteristica può essere considerata alla stregua di una catena di fornitura dal funzionamento efficiente. Ad esempio, chi desidera acquistare un’auto di solito si rivolge a un concessionario (fisico o online). Nel Regno Unito, presso il piazzale di un concessionario di auto usate, si trova di norma un mercato secondario di veicoli di seconda mano. Possiamo considerare l’acquisto di un’auto usata nel piazzale di un concessionario come del tutto analogo all’acquisto di un ETF in borsa.

In alternativa, se il modello di auto ricercato (per dimensioni, colore, allestimento, ecc.) non è disponibile sul piazzale, il concessionario si rivolgerà al mercato primario, ordinando un’auto nuova direttamente dalla fabbrica. La comprensione delle caratteristiche di questi mercati primari e secondari è essenziale per apprezzare i vantaggi in termini di liquidità e di negoziazione che un ETF può offrire.

Ora, in circostanze normali, il prezzo delle auto usate sul piazzale, anche se abbastanza nuove, non sarà mai superiore al prezzo di listino di un veicolo fresco di fabbrica. Applichiamo adesso questo ragionamento alla liquidità (ignoriamo per il momento i tempi di realizzazione di una nuova auto). Il prezzo di acquisto di un’auto nuova dipende sempre in modo circoscritto dal costo di produzione e di consegna del prodotto “sottostante”. Discorso analogo vale per gli ETF.

Le azioni esistenti di un ETF possono essere acquistate o vendute in qualsiasi momento durante la giornata di negoziazione, proprio come un titolo azionario. Se c’è uno squilibrio tra domanda e offerta, si procede a creare o a rimborsare le azioni dell’ETF in modo da soddisfare la domanda e l’offerta espresse sul mercato. Pertanto, il prezzo e la liquidità dell’ETF dipendono in modo circoscritto dal numero di azioni sottostanti, proprio come il prezzo di un’auto nuova dipende dal costo di produzione e di consegna del veicolo. Ho spesso sottolineato questa caratteristica di fondo aperto come un elemento essenziale per apprezzare la liquidità degli ETF, e ho sfatato i miti sulla questione delle dimensioni nella scelta di uno di questi strumenti (cfr. il mio precedente post sull’argomento, “Ritorno alle origini della liquidità”).

Tuttavia, dall’inizio di quest’anno, il mondo è stato interessato da una serie di eventi anomali. Abbiamo assistito alla tragica invasione dell’Ucraina, che si è sommata ai persistenti problemi globali di approvvigionamento dovuti alla pandemia. Questi scenari offrono l’opportunità di spiegare la liquidità degli ETF. Rimanendo sull’esempio delle automobili, i continui problemi legati alla produzione e alla consegna di microprocessori a livello mondiale hanno avuto ricadute tali che i tempi di produzione dei nuovi veicoli (mercato primario) per la consegna ai consumatori finali si sono tradotti in tempi di attesa ben superiori alla media a lungo termine. Inoltre, per la prima volta in vita mia, si registra una tendenza al rialzo dei prezzi nel mercato britannico delle auto usate.

Cosa ha a che fare tutto questo con la liquidità degli ETF? Analogamente ai problemi che abbiamo osservato nelle catene di approvvigionamento, quando la Russia ha invaso l’Ucraina la borsa locale russa è stata chiusa e l’accesso al mercato secondario per la compravendita di titoli russi è stato bloccato. Di conseguenza, non è stato possibile svolgere alcuna attività di mercato primario sui titoli russi o sugli ETF russi. Tuttavia, la negoziazione sul mercato secondario degli ETF russi quotati in tutto il mondo è proseguita, e la compravendita di questi strumenti è rimasta l’unica opzione a disposizione degli investitori.

La solidità dell’ecosistema degli ETF ha permesso agli investitori di affrontare questo periodo di incertezza, come accaduto nei casi passati di tensione sui mercati. E mentre molti fondi comuni d’investimento venivano chiusi, impedendo agli investitori di chiedere il rimborso delle proprie azioni, la presenza di un ETF quale componente di liquidità in portafoglio è stata di grande aiuto a coloro che volevano liquidare la propria esposizione alla Russia.

Quali sono i rischi?

Tutti gli investimenti comportano rischi, compresa la possibile perdita del capitale. Il valore degli investimenti può subire rialzi e ribassi; di conseguenza, gli investitori potrebbero non recuperare l’intero ammontare del proprio investimento. In generale, gli investimenti che offrono un potenziale di rendimenti più elevati sono associati a un grado più elevato di rischio. I prezzi delle azioni subiscono rialzi e ribassi, talvolta estremamente rapidi e marcati, a causa di fattori che riguardano singole società, particolari industrie o settori o condizioni di mercato generali. Gli investimenti esteri comportano rischi particolari quali fluttuazioni dei cambi, instabilità economica e sviluppi politici. Gli investimenti nei mercati emergenti implicano rischi più accentuati connessi con gli stessi fattori, oltre a quelli associati alle minori dimensioni dei mercati in questione, ai volumi inferiori di liquidità e alla mancanza di strutture legali, politiche, economiche e sociali consolidate a supporto dei mercati mobiliari.

Per gli ETF a gestione attiva, non vi è alcuna garanzia che le decisioni di investimento del gestore generino i risultati desiderati.

Gli ETF sono negoziati come titoli azionari, il loro valore di mercato è soggetto a fluttuazioni e possono essere scambiati a prezzi superiori o inferiori al loro valore patrimoniale netto. Le commissioni di intermediazione e le spese degli ETF ridurranno i rendimenti. Le azioni di ETF possono essere comprate o vendute per tutta la giornata al loro prezzo di mercato nella borsa nella quale sono quotate. Tuttavia, non vi può essere alcuna garanzia che un mercato di scambio attivo per le azioni ETF si svilupperà o sarà mantenuto, o che la loro quotazione continuerà o rimarrà invariata. Sebbene le azioni degli ETF siano scambiabili su mercati secondari, potrebbero non essere prontamente negoziabili in tutte le condizioni di mercato ed essere scambiate a sconti significativi nelle fasi di tensione sul mercato.

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